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Val Fontanabuona: trekking tra cave di ardesia e borghi in pietra nera

A meno di un'ora da Genova, la Val Fontanabuona nasconde borghi in ardesia nera, cave storiche e trekking facili nell'Appennino Ligure.

2 Maggio 2026 · 9 min lettura
Panorama della Val Fontanabuona dalle alture di Lumarzo, con i borghi sparsi tra i boschi dell'Appennino Ligure
Discover Boasi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

C’è una domenica mattina particolare, quella in cui ti svegli e non vuoi né il mare né la folla. Vuoi silenzio, aria fresca, qualcosa che non hai ancora visto. Fuori dalla finestra il cielo è di quel grigio luminoso tipico della Liguria quando ancora non ha deciso cosa fare della giornata, e tu invece hai già deciso: si parte verso l’interno.

Bastano poco più di quaranta minuti da Genova per ritrovarsi in un mondo che sembra avere un altro ritmo, un altro materiale di costruzione, un altro colore. Un colore solo, in realtà: il nero. Il nero lucido, quasi blu, dell’ardesia.

La Val Fontanabuona è una di quelle valli che non finiscono mai sulle copertine delle guide, eppure ha dato forma a qualcosa che quasi ogni persona nata prima degli anni Novanta ha tenuto tra le mani almeno una volta: la lavagna scolastica. Quella nera, liscia, che scricchiolava sotto il gesso. Veniva da qui. Veniva da queste montagne, da queste mani, da questi borghi costruiti con la stessa pietra che estraevano ogni giorno.

La pietra che ha scritto la storia del mondo

L’ardesia della Val Fontanabuona è una roccia metamorfica che si divide in lastre sottili con una precisione quasi geometrica, come se la montagna stesse già pensando alla sua destinazione finale. Per secoli, forse millenni, gli abitanti di questa valle hanno imparato a lavorarla: prima per i tetti, poi per i pavimenti, poi per le lastre funerarie, poi — e qui sta la storia straordinaria — per le lavagne scolastiche che hanno raggiunto ogni angolo d’Europa e delle Americhe.

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Visita alle cave di ardesia della Val Fontanabuona
Esperienza · Centro Storico
Variabile, contattare in anticipo
1-2 ore
Alcune cave della valle sono visitabili su prenotazione con guide locali. Verificare disponibilità presso le Pro Loco locali o il Comune di Borzonasca.
L'Incisa di Boasi in Val Fontanabuona, anticamente nota come Valle del Lavagna, con i monti Croce dei Fo' e Bado sullo sfondo
La Val Fontanabuona vista dall’Incisa di Boasi: un tempo si chiamava Valle del Lavagna, dal nome della pietra che ne ha definito la storia.
Discover Boasi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Camminare lungo i sentieri della valle significa imbattersi continuamente in questa pietra. I muri dei casolari la usano come mattone. I tetti la sovrappongono in squame scure che brillano dopo la pioggia. I ponti la appoggiano sul letto dei torrenti. I cimiteri la scolpiscono in croci e angeli. C’è qualcosa di coerente e quasi commovente in un territorio che ha costruito tutto con ciò che aveva sotto i piedi.

«La Liguria è una terra dove la pietra non è mai solo pietra: è memoria, lavoro, identità.»

— Renzo Piano, in diverse interviste sul rapporto tra architettura e territorio ligure

Le cave sono ancora attive in alcune zone della valle, anche se in numero molto ridotto rispetto al passato. Alcune di esse sono visitabili, accompagnati da guide locali che spiegano il processo di estrazione e lavorazione. Vedere uno scalpellino aprire una lastra di ardesia lungo le sue linee naturali è uno di quei gesti artigianali che sembrano magia finché non capisci la logica: la roccia vuole dividersi, tu devi solo trovare il piano giusto.

Borzonasca e Lumarzo: due borghi, una sola pietra

Borzonasca si trova nella parte alta della valle, dove il torrente Sturla comincia a perdere forza e la vegetazione si fa più fitta. È un borgo che si scopre lentamente: le case sono costruite in ardesia scura, i vicoli sono stretti e leggermente in pendenza, e ogni tanto si apre una piccola piazza con una fontana che gorgoglia senza fretta. Non c’è molto da fare a Borzonasca nel senso turistico del termine, e questo è esattamente il suo pregio.

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Centro storico di Lumarzo
Monumento · Centro Storico
Accesso libero al borgo
Uno dei borghi in ardesia più accessibili della Val Fontanabuona, a circa 40 minuti da Genova. Architettura in pietra nera con forte contrasto con la vegetazione primaverile.
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Centro storico di Borzonasca
Monumento · Centro Storico
Accesso libero al borgo
Borgo appenninico con architettura interamente in ardesia: tetti, muri, pavimentazioni e portali. La chiesa parrocchiale conserva opere lignee di pregio.
Il borgo di Borzonasca con il campanile e i tetti in ardesia, immerso nei boschi dell'Appennino Ligure
Borzonasca: il campanile e i tetti in ardesia del borgo, in primo piano le scaglie scure tipiche dell’architettura della valle.
Davide Papalini, CC BY 2.5, via Wikimedia Commons

Il paese ha una chiesa parrocchiale che merita una sosta: l’interno conserva opere lignee di buona fattura e quell’atmosfera raccolta che si trova solo nelle chiese di montagna, dove la luce entra obliqua e il silenzio ha una consistenza propria. Nei dintorni, il territorio offre sentieri ben segnati che portano verso le creste appenniniche, con viste che nelle giornate limpide arrivano fino al mare.

Lumarzo, più vicino a Genova e accessibile anche senza percorrere tutta la valle, è un altro esempio di architettura in ardesia portata alle sue conseguenze logiche. Qui il materiale non è solo costruttivo ma quasi filosofico: ogni superficie disponibile sembra rivestita di quella pietra nera, e il paese in certi pomeriggi nuvolosi si mimetizza quasi con il cielo. In primavera, quando i castagni e i noccioli mettono le foglie, il contrasto tra il verde tenero della vegetazione e il nero lucido dei tetti è di una bellezza quasi irreale.

Il trekking: camminare nell’entroterra senza fatica

Uno degli aspetti più interessanti della Val Fontanabuona per chi ama camminare è che i sentieri sono, nella maggior parte dei casi, adatti a tutti. Non si parla di alta montagna né di dislivelli impegnativi: si parla di percorsi che seguono il fondovalle, risalgono dolcemente verso i crinali, attraversano boschi di castagno e collegano borghi distanti pochi chilometri l’uno dall’altro.

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Trekking tra i borghi in ardesia della Val Fontanabuona
Esperienza · Centro Storico
Gratuito
3-5 ore (percorso base)
Rete di sentieri CAI e locali che collegano i borghi in ardesia della valle, con passaggi vicino a cave storiche. Difficoltà bassa-media, adatto a famiglie con bambini grandi.
Escursionista su un sentiero nel bosco di castagni dell'Appennino Ligure in primavera
I sentieri della Val Fontanabuona attraversano boschi di castagno e collegano borghi in ardesia con percorsi adatti a tutti.

Foto di Lorenza Magnaghi su Pexels

Il sentiero che collega alcuni dei borghi in ardesia — passando per tratti di bosco, attraversando torrenti su ponti di pietra e costeggiando antiche cave abbandonate — è uno dei percorsi più soddisfacenti dell’entroterra genovese per chi cerca qualcosa di più di una semplice passeggiata ma non vuole cimentarsi con un trekking impegnativo. I cartelli della rete sentieristica ligure (CAI e sentieri locali) sono in genere affidabili, ma è sempre consigliabile scaricare una traccia GPS prima di partire.

La primavera è la stagione migliore in assoluto. Da aprile a giugno la valle è verde in modo quasi eccessivo, i torrenti sono in piena, i fiori di campo bordano i sentieri e la temperatura è quella giusta per camminare senza sudare e senza congelare. L’estate porta caldo e qualche turista in più, ma la valle non è mai sovraffollata come la costa. L’autunno ha la sua magia particolare: i castagni diventano oro, l’aria sa di funghi e di terra umida, e le cave abbandonate acquistano un aspetto ancora più suggestivo nella luce bassa di ottobre.

«Ö mâ o l’è lontan, ma o se sente sempre.»

— Detto popolare ligure: «Il mare è lontano, ma si sente sempre.» — proverbio documentato nella tradizione orale ligure, che ricorda come anche nell’entroterra l’identità marinara non scompaia mai del tutto.

Per chi vuole aggiungere un elemento culturale alla camminata, vale la pena cercare uno degli artigiani dell’ardesia ancora attivi nella zona. Sono pochi, ma esistono, e alcuni aprono i loro laboratori su prenotazione. Vedere come si lavora la pietra — come si taglia, si leviga, si incide — è un’esperienza che cambia il modo di guardare ogni tetto, ogni pavimento, ogni lastra funeraria della Liguria.

Come arrivare dalla Val Fontanabuona da Genova

La Val Fontanabuona non è servita direttamente dal treno, il che significa che l’auto è il mezzo più comodo. Da Genova si prende l’autostrada A7 in direzione Milano e si esce a Ronco Scrivia, oppure si percorre la strada statale che risale la Val Bisagno e poi piega verso est attraverso il Passo della Scoffera. Quest’ultima opzione, più lunga in termini di chilometri, è però spettacolare: il Passo della Scoffera è uno di quei valichi appenninici che ti ricordano quanto sia sottile la linea tra il mare e la montagna in Liguria.

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Arrivo in Val Fontanabuona da Genova in autobus
Esperienza · Foce-Brignole
Verificare sul sito AMT Genova
Tariffa regionale
Il servizio di autobus extraurbano AMT collega Genova con diversi comuni della Val Fontanabuona. Verificare orari sul sito AMT prima della partenza: le frequenze domenicali possono essere ridotte.

I tempi da Genova variano tra i quaranta minuti e l’ora, a seconda del punto della valle che si vuole raggiungere. Per Lumarzo si è più vicini, per Borzonasca si arriva all’ora buona. Non è una distanza impegnativa per una gita domenicale.

Per chi non ha l’auto, esiste un servizio di autobus extraurbano che collega Genova con diversi comuni della Val Fontanabuona. Le frequenze non sono quelle di un servizio urbano, quindi vale la pena controllare gli orari con anticipo sul sito di AMT Genova o dei trasporti locali liguri. L’opzione bus, meno comoda ma possibile, permette comunque di raggiungere la valle senza guidare, con il vantaggio di poter guardare il paesaggio invece di concentrarsi sulla strada.

Come organizzare la giornata: un itinerario possibile

Partire da Genova intorno alle nove di mattina è il ritmo giusto. Si arriva nella valle quando la luce è ancora fresca e i borghi non si sono ancora del tutto svegliati. Una prima sosta a Lumarzo permette di fare una passeggiata breve nel centro storico e di osservare da vicino l’architettura in ardesia: i tetti, i muri, i portali, le lastre che pavimentano i vicoli.

Poi si risale verso Borzonasca, dove si può imboccare uno dei sentieri segnalati che portano verso le cave o verso i boschi circostanti. Un percorso di due-tre ore, con dislivello moderato, è sufficiente per godersi il paesaggio senza arrivare esausti all’ora di pranzo.

Il pranzo nella val Fontanabuona è una questione seria. I ristoranti e le trattorie locali propongono cucina dell’entroterra ligure: pasta al pesto fatta in casa, testaroli, funghi porcini (in stagione), coniglio alla ligure, formaggi di capra dei pascoli appenninici. Non aspettatevi grandi ristoranti con menu creativi: aspettatevi cucina onesta, porzioni abbondanti e vino locale che non ha pretese di grandezza ma accompagna bene il tutto.

Il pomeriggio è il momento giusto per visitare, se disponibile, un laboratorio di artigiani dell’ardesia o per fare una seconda camminata più breve verso qualche cava abbandonata. Le cave dismesse hanno un fascino particolare: le pareti di roccia nera tagliate a strapiombo, i macchinari arrugginiti, le lastre abbandonate in equilibrio precario. Non sono luoghi attrezzati per il turismo, quindi è bene avvicinarsi con prudenza e rispetto.

Il rientro a Genova nel tardo pomeriggio chiude la giornata nel modo migliore: si rientra con le scarpe sporche di terra rossa, qualche foto di tetti neri contro il cielo, e la sensazione precisa di aver visto qualcosa che la maggior parte dei turisti non vede.

Il dettaglio che vale il viaggio

C’è una cosa che le guide non dicono mai sulla Val Fontanabuona, e che vale da sola il viaggio: la lavagna che avete usato a scuola potrebbe essere venuta da qui. Non in senso metaforico, non in senso approssimativo. In senso letterale. Le cave della Val Fontanabuona hanno fornito per decenni le lavagne scolastiche a scuole di tutta Europa e delle Americhe. Ogni generazione di bambini che ha imparato a leggere e scrivere su quella superficie nera e liscia ha tenuto tra le mani un pezzo di questa montagna.

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Laboratori artigiani dell’ardesia
Esperienza · Centro Storico
Variabile
1-2 ore
Alcuni artigiani della valle aprono i propri laboratori su prenotazione, mostrando le tecniche tradizionali di taglio e lavorazione dell’ardesia. Da organizzare con anticipo.
Dettaglio di un tetto in ardesia ligure: lastre sovrapposte come scaglie e fissate con ganci metallici
Il dettaglio di un tetto in ardesia ligure: lastre sovrapposte come scaglie, la stessa pietra che ha viaggiato nelle aule di scuola di mezzo mondo.
Luigi Chiesa, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Pensarci mentre si cammina tra le cave abbandonate cambia completamente la prospettiva. Queste pareti di roccia nera non sono solo un paesaggio: sono la memoria fisica di milioni di prime parole scritte, di equazioni cancellate con la spugna, di disegni fatti di nascosto durante la lezione di storia. C’è qualcosa di commovente in questo legame tra un posto così piccolo e silenzioso e il mondo intero, e nessuna guida turistica riesce a renderlo meglio di quanto non faccia stare fermi un momento davanti a una cava e lasciare che il pensiero arrivi da solo.

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