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Tassa di soggiorno a Genova: guida completa per proprietari di case vacanza

Guida alla tassa di soggiorno a Genova per proprietari: importi, obblighi, scadenze, esenzioni e sanzioni.

16 Febbraio 2026 · 7 min lettura
Tassa di soggiorno a Genova: guida completa per proprietari di case vacanza
Photo by Belinda Fewings on Unsplash
Nota: Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. I dati citati provengono da fonti pubbliche e potrebbero non essere aggiornati. Per decisioni specifiche, rivolgetevi a un professionista qualificato.

La tassa di soggiorno è uno degli aspetti più discussi e meno compresi della gestione di una casa vacanza a Genova. Introdotta dal Comune nel 2012, rappresenta un obbligo fiscale che ogni proprietario o gestore deve conoscere a fondo per evitare sanzioni e operare nella piena legalità. Questa guida fa il punto su regole, importi, procedure e novità.

Cos’è la tassa di soggiorno e chi la paga

La tassa di soggiorno — o imposta di soggiorno — è un tributo comunale che grava sul turista, non sul proprietario. Chi soggiorna in una struttura ricettiva del Comune di Genova è tenuto a pagare un importo per ogni notte di permanenza, fino a un massimo stabilito dal regolamento comunale. Il gestore della struttura ha l’obbligo di riscuotere la tassa dall’ospite e di versarla al Comune nei termini previsti.

“La tassa di soggiorno è lo strumento più diretto che i Comuni hanno per reinvestire nel turismo: trasparenza nella sua applicazione genera fiducia negli operatori”

— ANCI, Linee Guida Imposta di Soggiorno

È un punto fondamentale: la tassa è a carico dell’ospite, ma il gestore ne è responsabile dal punto di vista amministrativo. In caso di mancata riscossione o mancato versamento, le sanzioni ricadono sul gestore, non sull’ospite. Questa responsabilità rende essenziale una gestione puntuale e documentata.

Importi e tariffe attuali

Gli importi della tassa di soggiorno a Genova variano in base alla tipologia di struttura e alla classificazione. Per gli appartamenti ad uso turistico — la categoria che interessa i proprietari di case vacanza — la tariffa è stabilita dal regolamento comunale vigente. Il tributo si applica per persona, per notte, con un tetto massimo di notti consecutive oltre il quale l’ospite è esente.

Importi e tariffe attuali
Importi e tariffe attuali Foto di Mathias Reding su Pexels

Sono previste esenzioni per i minori sotto una certa età, per gli accompagnatori di pazienti ospedalizzati, per i portatori di handicap e i loro accompagnatori, e per altre categorie specificate nel regolamento. È responsabilità del gestore verificare le esenzioni e documentarle adeguatamente, conservando le autocertificazioni degli ospiti.

A Genova la tassa di soggiorno è attualmente fissata a 3€ per persona per notte per gli alloggi non classificati (categoria nella quale rientrano la maggior parte degli affitti brevi), con un massimo di 5 notti consecutive soggette all’imposta. Questo significa che per un soggiorno di una settimana, l’ospite paga la tassa solo per le prime 5 notti: un dettaglio importante da comunicare chiaramente nell’annuncio per non scoraggiare i soggiorni lunghi.

Sono esenti dal pagamento i minori di 12 anni, i portatori di handicap con accompagnatore, i malati che soggiornano per cure ospedaliere e i residenti nella Città Metropolitana di Genova. Il gestore è tenuto a verificare l’identità dell’ospite e l’eventuale diritto all’esenzione al momento del check-in, conservando la documentazione per cinque anni in caso di controlli.

Obblighi del gestore: cosa fare in pratica

Il gestore di un appartamento turistico a Genova deve seguire una procedura precisa. All’arrivo dell’ospite, deve comunicare gli importi dovuti e riscuotere la tassa. Al termine del soggiorno, deve rilasciare una ricevuta o annotare l’importo nella documentazione contabile. Periodicamente — con cadenza stabilita dal Comune — deve presentare una dichiarazione riepilogativa dei pernottamenti e versare gli importi riscossi.

La dichiarazione si presenta tramite il portale telematico del Comune di Genova, accessibile con credenziali SPID o CIE. Il versamento avviene tramite PagoPA, il sistema di pagamento della pubblica amministrazione. È fondamentale rispettare le scadenze: i ritardi comportano sanzioni che possono essere significative.

Il gestore — ovvero il proprietario dell’immobile o il property manager da lui delegato — ha l’obbligo di riscuotere la tassa di soggiorno dall’ospite al momento del check-in o del check-out, rilasciando una ricevuta. L’importo riscosso deve essere versato al Comune di Genova entro il 16 del mese successivo al trimestre di riferimento, tramite il modello F24 con il codice tributo specifico. La dichiarazione annuale, da presentare entro il 30 giugno dell’anno successivo, riepiloga tutte le presenze e gli importi riscossi.

Le piattaforme come Airbnb riscuotono automaticamente la tassa di soggiorno per conto del gestore e la versano direttamente al Comune: in questo caso, il proprietario è sollevato dall’obbligo di riscossione ma deve comunque includere le presenze intermediate tramite piattaforma nella dichiarazione annuale. Per le prenotazioni dirette o tramite piattaforme che non offrono questo servizio, l’onere della riscossione resta interamente sul gestore.

Sanzioni e rischi in caso di inadempimento

La mancata riscossione, il mancato versamento o la presentazione tardiva della dichiarazione espongono il gestore a sanzioni amministrative. Le sanzioni variano in base alla gravità dell’inadempimento e possono raggiungere importi considerevoli. In caso di omessa dichiarazione, il Comune può procedere ad accertamento d’ufficio, con aggravio di interessi e spese.

Il consiglio è di gestire la tassa di soggiorno con la stessa attenzione dedicata alle dichiarazioni fiscali. Tenere un registro aggiornato dei pernottamenti, conservare le autocertificazioni di esenzione, rispettare le scadenze di versamento e dichiarazione: sono accorgimenti semplici che evitano problemi seri.

Novità normative e prospettive

Il quadro normativo della tassa di soggiorno è in evoluzione. Il legislatore nazionale ha progressivamente ampliato gli obblighi dei gestori, e i Comuni hanno margini crescenti per adeguare tariffe e regolamenti. È importante monitorare le delibere comunali e le eventuali modifiche al regolamento.

Inoltre, le piattaforme di prenotazione online — Airbnb in primis — hanno assunto in alcuni contesti il ruolo di sostituto d’imposta, riscuotendo e versando la tassa per conto dei gestori. Tuttavia, questo meccanismo non è universale e non solleva il gestore da tutti gli obblighi dichiarativi. È essenziale verificare se la piattaforma utilizzata gestisce integralmente il tributo o se rimangono adempimenti a carico del proprietario.

Il quadro normativo sulla tassa di soggiorno è in evoluzione costante. Il Comune di Genova ha annunciato per il 2026 una revisione delle tariffe che potrebbe portare a un aumento dell’imposta per gli alloggi non classificati, allineando Genova alle tariffe di città come Firenze e Venezia dove la tassa supera i 5€ per notte. Parallelamente, il Ministero del Turismo sta lavorando a una piattaforma nazionale unica per la gestione telematica della tassa, che dovrebbe semplificare gli adempimenti per i gestori con immobili in più Comuni.

Per i proprietari, il consiglio è monitorare attentamente le delibere comunali — pubblicate sul sito del Comune di Genova nella sezione Tributi — e adeguare tempestivamente le tariffe degli annunci. Un errore frequente è dimenticare di aggiornare il campo «tassa di soggiorno» sulle piattaforme dopo un aumento deliberato dal Comune: l’ospite si trova a pagare un importo diverso da quello indicato nell’annuncio, generando malcontento e recensioni negative.

Le esenzioni dalla tassa di soggiorno a Genova seguono criteri precisi che ogni gestore deve conoscere nel dettaglio. Sono esenti i minori fino a 12 anni, i pazienti ricoverati in strutture sanitarie e i loro accompagnatori (massimo uno per paziente), il personale delle forze dell’ordine e delle forze armate in servizio, e i soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti di protezione civile.

Per i soggiorni superiori a 5 notti consecutive nella stessa struttura, dal sesto giorno in poi l’imposta non è dovuta. Questa norma è particolarmente rilevante per i property manager che gestiscono appartamenti con soggiorni medi-lunghi, tipici del segmento business e dei nomadi digitali. Documentare correttamente le esenzioni è fondamentale: il gestore deve conservare copia del documento attestante il diritto all’esenzione e annotare nella dichiarazione trimestrale sia il numero di pernottamenti soggetti all’imposta sia quelli esenti, specificando per ciascuno la motivazione dell’esenzione applicata.

È importante sottolineare che il Comune di Genova ha implementato dal 2025 un portale digitale dedicato alla gestione dell’imposta di soggiorno. Attraverso questo sistema, i gestori possono effettuare le dichiarazioni trimestrali online, consultare lo storico dei versamenti e ricevere promemoria automatici sulle scadenze. L’accesso avviene tramite SPID o CIE, garantendo sicurezza e tracciabilità. Per chi gestisce più proprietà, il portale consente una gestione centralizzata che semplifica notevolmente gli adempimenti amministrativi.

La corretta gestione della tassa di soggiorno non è solo un obbligo normativo, ma un elemento di professionalità che distingue gli operatori seri nel mercato extralberghiero genovese.

Il ruolo del gestore professionale

La gestione della tassa di soggiorno è uno dei tanti aspetti burocratici che rendono l’affitto turistico più complesso di quanto appaia. Registrazione degli ospiti, comunicazioni alle autorità di pubblica sicurezza, dichiarazioni fiscali, adeguamenti normativi: il carico amministrativo può diventare gravoso per chi gestisce in autonomia.

Il ruolo del gestore professionale
Il ruolo del gestore professionale Photo by AllGo – An App For Plus Size People on Unsplash

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