All’alba, prima ancora che il sole tocchi le case ocra del Porto Antico, il mare di Genova ha già un suono diverso. Non è il frastuono del traffico che arriverà dopo, né il vociare dei turisti davanti all’Acquario: è lo sciabordio secco delle vele che vengono issate, il cigolio dei bozzelli, le voci basse degli equipaggi che si scambiano ordini in un gergo che sa di secoli. Genova, città che ha fatto del mare la propria ragione di esistere, non ha mai smesso di misurarsi con l’acqua a colpi di remi e di vele. E quando arriva il momento delle regate storiche, quella rivalità millenaria con le altre Repubbliche Marinare torna a galleggiare, letteralmente, davanti agli occhi di chi guarda dal molo.
Non è uno spettacolo per turisti in cerca di cartolina. È una sfida che si porta addosso il peso di otto secoli di storia marittima, di commerci contesi, di battaglie navali, di orgoglio cittadino che a Genova non si è mai davvero sopito. Chi cresce qui, tra i caruggi che ancora sanno di salsedine e le facciate dei palazzi affacciate su un porto che fu il più potente del Mediterraneo occidentale, assorbe questa rivalità quasi per osmosi. Non serve studiare i libri di storia: basta ascoltare come i genovesi pronunciano il nome di Venezia quando si parla di primati marittimi.
La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare: una sfida che dura da mezzo secolo
La Regata Storica delle Repubbliche Marinare è la manifestazione che più di ogni altra racconta questa competizione antica trasformata in evento sportivo e culturale. Le quattro città che un tempo si contendevano le rotte del Mediterraneo — Genova, Venezia, Amalfi e Pisa — si sfidano a rotazione ogni anno, ciascuna ospitando la gara sulle proprie acque. Le imbarcazioni sono galeoni a otto remi, pesanti, lunghi, difficili da governare, che richiedono equipaggi allenati a una fatica fisica che nulla ha a che vedere con la vela sportiva moderna.

Quando tocca a Genova ospitare la manifestazione, il Porto Antico si trasforma completamente. Gli spalti si riempiono, i pontili diventano tribune improvvisate, e il corteo storico che precede la regata attraversa i carruggi con costumi ricamati, stendardi, tamburi. È un momento in cui la città smette per un giorno di essere solo il porto commerciale che è diventata e torna a essere, almeno nella finzione scenica, la Superba delle rotte verso Levante.
Il costume dei rematori merita da solo un’attenzione particolare: non è un vestito qualsiasi, ma una ricostruzione filologica curata nei dettagli, ispirata alle fogge del Medioevo e del primo Rinascimento genovese, con colori che richiamano lo stemma cittadino — la croce rossa in campo bianco — e i blasoni delle famiglie che finanziavano le galee. Dietro ogni costume c’è un lavoro di sartoria che si tramanda spesso in famiglia, tra chi cuce le vele in miniatura per i modellini e chi ricama gli stemmi sulle uniformi dei vogatori.
Genova contro Venezia: una rivalità che viene da lontano
Chi conosce anche solo superficialmente la storia mediterranea sa che tra Genova e Venezia non è mai corso buon sangue. Le due Repubbliche si contesero per secoli il controllo delle rotte commerciali verso l’Oriente, dal Mar Nero al Levante, dando vita a conflitti che gli storici chiamano le guerre di Chioggia e le guerre genovese-veneziane, susseguitesi tra Duecento e Trecento. Non erano scaramucce: erano guerre vere, con flotte che si affrontavano per il controllo di scali strategici come Costantinopoli, Cipro, la Crimea.
Quella rivalità, temperata dai secoli, riemerge oggi in forma sportiva quando le due città si sfidano sull’acqua. Non c’è più sangue, ma c’è ancora l’orgoglio di chi sa che il proprio blasone marittimo non è mai stato secondo a nessuno. I genovesi che assistono alla regata dal Porto Antico non fanno il tifo per la propria squadra come si farebbe per una partita di calcio qualunque: c’è dentro qualcosa di più profondo, quasi genealogico.
Le regate nel Golfo: tradizione velistica che non si è mai fermata
Oltre alla sfida tra le Repubbliche, il calendario velistico genovese è denso di appuntamenti che raccontano un rapporto con la vela mai interrotto. Il Golfo di Genova, con le sue correnti non sempre facili e un vento che i velisti locali conoscono a memoria — il libeccio che porta scirocco umido, la tramontana che pulisce il cielo e increspa l’acqua in modo secco — è un campo di regata impegnativo, meno addomesticato del Tigullio più riparato verso levante.

Chi vive a Genova e frequenta i circoli velici del Porto Antico racconta che il mare cittadino non perdona: non è il mare piatto delle baie protette, è un mare che ti costringe a leggere onde e vento in tempo reale. Questa asprezza è parte del fascino, ed è anche la ragione per cui generazioni di velisti genovesi hanno sviluppato una scuola di navigazione pratica, fatta di esperienza diretta più che di teoria.
Il Tigullio e la vela di tradizione
Spostandosi verso levante, il Golfo del Tigullio offre condizioni diverse: acque più riparate, un microclima che permette regate anche fuori stagione, una tradizione velistica antica che si intreccia con la storia dei borghi di pescatori come Camogli e Santa Margherita Ligure. Le regate che si svolgono in queste acque hanno un carattere più intimo rispetto alla scenografia internazionale della Regata delle Repubbliche Marinare, ma non per questo meno sentito dagli appassionati locali.
Il paragone che viene spontaneo per chi conosce il mondo velistico è con la Barcolana di Trieste, la grande regata del Golfo di Trieste che ogni anno richiama migliaia di imbarcazioni. Genova non ha un evento di quella scala numerica, ma ha qualcosa che a Trieste manca: otto secoli di storia marittima concentrata in un tratto di costa che dal Porto Antico arriva fino a Boccadasse, passando per un centro storico che è ancora oggi uno dei più estesi d’Europa.
Dove assistere alle regate: il punto di vista giusto
Il Porto Antico resta il punto di osservazione più suggestivo per chi vuole vivere l’atmosfera della Regata delle Repubbliche Marinare quando tocca a Genova ospitarla. Dai moli davanti al Galata Museo del Mare, con la Lanterna che si staglia sullo sfondo, lo sguardo abbraccia l’intero campo di regata. Molti genovesi preferiscono però guardare la partenza dalla Sopraelevata o dai punti panoramici del centro storico, per poi scendere verso il porto quando le imbarcazioni si avvicinano al traguardo.
Per chi cerca un’esperienza meno affollata, la passeggiata che costeggia il centro storico di Genova verso il Porto Antico regala scorci imprevedibili sulle imbarcazioni che si preparano prima della partenza, con gli equipaggi che si scaldano ai remi in un’atmosfera più raccolta rispetto al caos degli spalti principali.
Il mare dei genovesi: chi vive la vela ogni giorno
Dietro lo spettacolo delle regate storiche c’è una comunità di persone per cui il mare non è un evento straordinario ma un ritmo quotidiano. Nei circoli velici genovesi, dal Porto Antico fino a Sampierdarena, gli allenamenti dei giovani vogatori cominciano ben prima dell’alba, quando il porto è ancora silenzioso e le luci dei cantieri navali si riflettono sull’acqua scura. Sono ragazzi e ragazze che crescono remando sulle stesse acque dove secoli fa si costruivano le galee della Repubblica, spesso senza rendersi conto del peso simbolico di quel gesto ripetuto ogni mattina.

Poi ci sono i pescatori di Boccadasse, che con le regate storiche non hanno nulla a che fare direttamente, ma che rappresentano l’altra faccia del rapporto genovese con il mare: non quello della competizione e dello spettacolo, ma quello del lavoro quotidiano, delle barche colorate tirate in secco sulla spiaggia di ghiaia, di un borgo che il turismo ha scoperto ma che continua a vivere secondo ritmi che non sono cambiati granché nei decenni.
E poi c’è chi il mare lo vive semplicemente guardandolo, ogni sera, dalla passeggiata Anita Garibaldi di Nervi: un rito quotidiano che non ha bisogno di regate per giustificarsi, ma che in quei giorni di settembre in cui la città si veste a festa per la sfida tra le Repubbliche, si carica di un significato in più.
Consigli pratici per vivere le regate
Le date della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare cambiano di anno in anno e dipendono dal calendario di rotazione tra le quattro città: conviene sempre verificare il calendario ufficiale con largo anticipo, perché quando la manifestazione si svolge a Genova, la città si organizza con un weekend intero di eventi collaterali, dal corteo storico alle esposizioni dedicate alla cantieristica navale antica.

Per chi arriva da fuori, il Porto Antico è raggiungibile facilmente a piedi dal centro storico, e i parcheggi della zona si riempiono in fretta nei giorni di regata: meglio muoversi presto o affidarsi ai mezzi pubblici. Vale la pena portare con sé un binocolo, perché la fase più bella della gara — il momento in cui gli equipaggi virano attorno alla boa — si osserva meglio a distanza che non addossati alle transenne del traguardo.
Chi vuole prolungare l’esperienza oltre il giorno della gara può approfittare della vicinanza tra Porto Antico e Boccadasse per una passeggiata che chiude la giornata in bellezza, magari con una sosta per il pesce fritto in uno dei locali del borgo, mentre le luci della sera si accendono sulle barche tirate in secco.
Non è un caso che proprio Fabrizio De André — con “Crêuza de mä”, scritta insieme a Mauro Pagani e pubblicata nel 1984, cantore per eccellenza del mare genovese fatto di vicoli, di porto e di gente che quel mare lo vive tutti i giorni — torni sempre in mente quando si parla di questa città e della sua acqua. Le regate storiche non sono che l’ennesima forma in cui quel legame viscerale si manifesta, tra costumi d’epoca e remi che affondano nell’acqua con la stessa energia di otto secoli fa.
Vivere Genova dal mare, non solo guardarlo
Assistere a una regata storica significa mettere piede in una città che per un giorno recupera integralmente la propria identità marinara, quella che l’ha resa grande e che ancora oggi si respira passeggiando tra il Porto Antico e i caruggi. Chi soggiorna a Genova durante questi eventi ha la possibilità più unica che rara di vivere il mare non come sfondo, ma come protagonista assoluto della giornata.
Se state pensando di programmare la vostra visita in coincidenza con una regata storica, o semplicemente volete scoprire il rapporto autentico che lega Genova al proprio mare, potete trovare tra le nostre dimore nel cuore di Genova l’alloggio perfetto per vivere questa atmosfera da dentro, a due passi dal Porto Antico o dai vicoli che per secoli hanno respirato salsedine e commercio marittimo. Se il mare di Genova vi sta chiamando, noi siamo qui.



