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I Pescatori di Boccadasse: L’Ultima Comunità di Mare nel Cuore di Genova

Nel borgo di Boccadasse resiste l'ultima comunità di pescatori di Genova: gozzi colorati, tradizioni antiche e il sapore autentico del mare ligure.

12 Marzo 2026 · 7 min lettura
I Pescatori di Boccadasse: L’Ultima Comunità di Mare nel Cuore di Genova
patano, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il sole spunta dietro Punta Vagno e i primi raggi dorati si posano sui gozzi colorati di Boccadasse. È l’ora in cui il borgo si sveglia con il ritmo del mare: le onde che lambiscono la ghiaia, il grido dei gabbiani, il rumore sordo delle barche che vengono trascinate sulla riva. Qui, in questo lembo di Liguria incastonato tra i palazzi del Levante genovese, resiste l’ultima comunità di pescatori nel cuore della città.

Non è folklore, non è teatro per turisti. È vita vera, quotidiana, fatta di mani che sanno riparare le reti e di occhi che leggono il mare come un libro aperto. In un mondo dove la pesca artigianale scompare dai centri urbani, Boccadasse mantiene viva una tradizione che affonda le radici nella storia più antica di Genova.

Il Mare che Sussurra Storie Antiche

Boccadasse deriva il suo nome dal genovese “Bocca d’Asino”, per la forma particolare della sua insenatura. Ma i pescatori del borgo preferiscono un’altra etimologia: “Boca d’Aze”, la bocca dell’acqua dolce, per il ruscello che un tempo scendeva dalla collina e si gettava in mare proprio qui.

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Cooperativa Pescatori Boccadasse
Gastronomia · Boccadasse
Boccadasse, Genova
Storica associazione che riunisce gli ultimi pescatori professionali del borgo.
Il borgo marinaro di Boccadasse con le sue case colorate affacciate sul mare
Le case color pastello di Boccadasse, antica segnalazione per i pescatori che rientravano dal mare

Paolo Trabattoni from Saronno, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Le case color pastello che si affacciano sulla piccola baia raccontano secoli di vita marinara. Ogni tinta ha una storia: il rosa salmone della casa dell’armatore, il verde acqua della famiglia di pescatori, il giallo ocra della bottega che vendeva sale e conserve. Colori che servivano anche come punto di riferimento per chi tornava dal mare: in una Genova dove i palazzi si assomigliano, ogni pescatore doveva riconoscere la sua casa dall’acqua.

Oggi l’Associazione Pescatori di Boccadasse conta una ventina di soci attivi, eredi di una tradizione che attraversa generazioni. Sono gli ultimi custodi di un sapere che rischia di scomparire: come leggere le correnti, dove calare le reti per le acciughe, quando il mare promette una buona pesca.

I Gozzi Colorati: Piccole Cattedrali del Mare

Sulla spiaggia di ghiaia fine si allineano i gozzi tradizionali, imbarcazioni che rappresentano l’anima della pesca ligure. Ogni barca ha il suo carattere: la “Maria Stella” di Antonio, verniciata di blu cobalto con la prua decorata a mano; la “Santa Rita” di Franco, verde bottiglia con i bordi bianchi; la “Stella Maris” del giovane Marco, che ha ereditato la barca dal nonno insieme alla passione per il mare.

Gozzi tradizionali liguri colorati sulla spiaggia di Boccadasse
I gozzi dei pescatori di Boccadasse, imbarcazioni tradizionali progettate per il mare ligure

Foto di Serg Alesenko su Pexels

Questi gozzi, lunghi tra i quattro e gli otto metri, sono progettati per affrontare il mare ligure con le sue improvvise bonacce e i suoi marosi. La forma della carena, stretta e allungata, permette di tagliare le onde corte del nostro golfo. La colorazione vivace non è solo estetica: serve per il riconoscimento reciproco in mare e, secondo la tradizione, per allontanare la sfortuna.

All’alba, quando il resto della città dorme ancora, i pescatori preparano le attrezzature. Le reti vengono controllate metro per metro, sistemate le nasse per i polpi, verificati i palamiti per i pesci di fondo. È un rituale che si ripete da secoli, tramandato di padre in figlio insieme ai segreti del mestiere.

La Pesca del Rossetto e delle Acciughe

“Il mare di Boccadasse dà poco ma dà buono”, dice Antonio mentre ripara una rete seduto davanti alla sua casa. La pesca locale si concentra su specie pregiate: il rossetto, piccolo pesce dalla carne delicata che si pesca con reti particolari nelle prime ore del mattino; le acciughe, che arrivano in banchi durante la primavera; le triglie, i polpi, qualche orata che si avventura sotto costa.

Non è pesca industriale, è pesca di sussistenza che rifornisce i ristoranti del borgo e il piccolo mercato informale che si forma spontaneamente al rientro delle barche. Chi conosce Boccadasse sa che verso le 11 del mattino, quando i pescatori tornano, può trovare pesce freschissimo direttamente sulla spiaggia.

Voci dal Mare: Antonio Rivara, Pescatore di Quinta Generazione

Antonio Rivara ha 67 anni e le mani segnate dal sale. La sua famiglia pesca a Boccadasse da oltre centocinquant’anni. “Mio nonno mi raccontava che una volta qui c’erano trenta barche. Oggi siamo in quattro o cinque a uscire regolarmente. Ma il mare è sempre quello, e chi lo rispetta, il mare lo rispetta.”

Pescatore che ripara le reti sulla spiaggia di Boccadasse
La riparazione delle reti, arte antica tramandata di generazione in generazione

Photo by Kabiur Rahman Riyad on Unsplash

La sua giornata inizia alle cinque del mattino. “Prima controllo il mare dalle finestre di casa. Se c’è troppo vento di libeccio, non si esce. Il nostro è un mare stretto, e quando si arrabbia non scherza.” Le previsioni meteorologiche sono importanti, ma Antonio si fida di più dei segnali naturali: il colore delle nuvole all’orizzonte, il comportamento dei gabbiani, la direzione del vento all’alba.

“Una volta si pescava anche di notte con le lampare, per attirare le acciughe. Ora è vietato, e forse è meglio così. Il mare ha bisogno di riposare anche lui.” Antonio rappresenta una generazione che ha visto cambiare profondamente la pesca: meno pesci, più regole, ma anche maggiore consapevolezza ambientale.

Il Futuro della Tradizione

Marco Bianchi ha 35 anni ed è l’eccezione che conferma la regola: giovane, laureato in biologia marina, ha scelto di continuare la tradizione del nonno pescatore. “Non è una scelta romantica”, spiega mentre sistema le reti. “È un modo di vivere che mi permette di stare in contatto con il mare ogni giorno. E poi qualcuno deve continuare, altrimenti questa storia finisce con noi.”

Marco rappresenta una possibile evoluzione della pesca tradizionale: conosce la biologia delle specie che pesca, usa tecnologie moderne per la navigazione, ma mantiene i metodi tradizionali per il rispetto dell’ecosistema. La sua barca, la “Nuova Aurora”, è equipaggiata con GPS e ecoscandaglio, ma conserva la forma e i colori del gozzo ligure.

Il Mare dei Genovesi: Boccadasse Oltre la Pesca

Per i genovesi, Boccadasse non è solo il borgo dei pescatori: è il mare di casa. Qui vengono le famiglie della Foce per il bagno domenicale, i ragazzi del liceo per studiare vista mare, gli anziani per la passeggiata serale sul molo. È il pezzo di costa dove Genova si riconcilia con il suo elemento naturale.

Tramonto sul borgo di Boccadasse con la luce dorata sulle case
Boccadasse al tramonto, quando il borgo si trasforma nel salotto sul mare dei genovesi

Mister No, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

D’estate, quando i turisti affollano la piccola spiaggia, i pescatori si alzano ancora più presto per evitare il caos. Ma non c’è conflitto: è un equilibrio che funziona da decenni. I ristoranti del borgo servono il pesce pescato la mattina, i visitatori scoprono una Genova diversa, i pescatori continuano la loro attività come sempre hanno fatto.

La vera magia di Boccadasse si svela nelle mezze stagioni: in primavera, quando le prime calde giornate riempiono i tavolini all’aperto; in autunno, quando le mareggiate mostrano la forza del mare e solo i genovesi veri vengono a guardare le onde che si infrangono sugli scogli.

Il Mercatino del Pesce Fresco

Non è un mercato ufficiale, non ha orari fissi né bancarelle. È un’usanza che si tramanda: quando i pescatori rientrano, chi vuole può avvicinarsi e comprare direttamente dalla barca. “Oggi ho preso quattro chili di rossetto”, annuncia Antonio ai clienti abituali che lo aspettano sulla riva. Il prezzo si fa in genovese, con quella contrattazione bonaria che è parte del rituale.

Signore del quartiere che sanno riconoscere il pesce fresco dall’odore, chef di ristoranti che cercano ingredienti genuini, curiosi che vogliono assaggiare i sapori autentici del mare ligure: il piccolo mercato di Boccadasse è un microcosmo che funziona ancora secondo le regole antiche della fiducia e della qualità.

Consigli Pratici per Vivere Boccadasse da Insider

Per apprezzare davvero la vita marinara di Boccadasse, bisogna conoscere i suoi ritmi. L’alba è il momento magico: pochi turisti, luce dorata sui gozzi, possibilità di vedere i pescatori al lavoro. Il tramonto regala colori spettacolari, con il sole che si tuffa dietro la Lanterna e incendia le case del borgo.

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Il Genovese a Boccadasse
Gastronomia · Boccadasse
Piazza Nettuno 1, Boccadasse
12:00-15:00, 19:00-23:00 (chiuso lunedì)
€€ (25-35€ a persona)
Ristorante tradizionale che serve il pesce pescato dai gozzi del borgo. Specialità: rossetto fritto e pasta con le acciughe.

Se volete comprare pesce fresco, informatevi sugli orari di rientro delle barche: generalmente tra le 10 e le 12 del mattino, ma dipende dalle condizioni del mare e dalla stagione. Portate una borsa termica e non abbiate paura di chiedere consigli: i pescatori di Boccadasse sono orgogliosi del loro lavoro e spesso disponibili a raccontare.

Per raggiungere Boccadasse dal centro, il modo più suggestivo è la passeggiata lungo Corso Italia: quaranta minuti di lungomare che preparano l’animo all’incontro con il borgo. In alternativa, l’autobus 31 ferma proprio davanti al borgo, collegandolo con il centro città.

Nei ristoranti locali, chiedete sempre il pesce del giorno: spesso proviene direttamente dalle barche che vedete sulla spiaggia. E se capitate durante una giornata di maestrale, quando il mare è grosso e le barche restano a terra, godetevi lo spettacolo delle onde che si infrangono sugli scogli: è il mare di Genova nella sua forma più autentica.

Se Boccadasse vi ha conquistato con i suoi colori e le sue storie di mare, le nostre dimore nel levante genovese vi permetteranno di svegliarvi ogni mattina con la vista sul golfo e il profumo di salsedine. Perché Genova si vive meglio quando si ha il mare dalla propria finestra, e i suoi pescatori come vicini di casa che mantengono viva l’anima più autentica della città.

Storie, segreti e sapori di Genova. La Superba è il magazine di genovabb.it — raccontiamo la città come la vivono i genovesi, ogni settimana, una rubrica alla volta.
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