Il richiamo delle colline oltre l’Appennino
C’è un momento preciso, durante le vostre giornate genovesi, in cui lo sguardo si stacca per un attimo dall’orizzonte azzurro del Mar Ligure e si rivolge alle montagne che cingono la città alle sue spalle. È il richiamo dell’entroterra, quella terra di mezzo dove l’aria salmastra cede il passo al profumo di bosco, di terra bagnata e, scendendo verso nord, di mosto e legna arsa. La bellezza di soggiornare nelle nostre dimore risiede anche in questo: Genova non è solo una meta straordinaria, ma è la base di partenza perfetta per esplorare alcuni dei territori più affascinanti d’Italia.
Oggi vi portiamo in gita nel Basso Piemonte, a poco più di un’ora di viaggio dal centro di Genova. Lasciandovi alle spalle il porto e imboccando l’autostrada A26, vi basterà superare il valico appenninico del Turchino per assistere a una metamorfosi del paesaggio. La roccia aspra e verticale della Liguria si addolcisce improvvisamente, trasformandosi in un mare verde di colline morbide, pettinate da filari di viti che seguono le curve del terreno. Siete arrivati nell’Alto Monferrato alessandrino, una terra di confine dove l’accento inizia a cambiare, ma l’anima conserva ancora un profondo legame storico e culturale con la Superba.
Questo è un viaggio fatto di ritmi lenti, di calici sollevati in antiche cantine, di castelli che svettano sui crinali e di trattorie dove il tempo sembra essersi fermato. Una gita domenicale che vi permetterà di scoprire un volto diverso del Nord Ovest, per poi fare ritorno, la sera, al comfort del vostro appartamento genovese, arricchiti da sapori nuovi e panorami indimenticabili.
Ovada: la porta ligure del Monferrato
Il nostro itinerario inizia a Ovada, il centro principale di questa porzione di territorio. Situata alla confluenza dei torrenti Stura e Orba, Ovada è la perfetta incarnazione della città di confine. Passeggiando per il suo centro storico, vi renderete subito conto di un dettaglio affascinante: l’architettura parla ancora genovese. I palazzi storici che si affacciano su Piazza Assunta e lungo i caruggi del centro presentano le tipiche facciate dipinte a *trompe-l’œil*, con finte persiane, finti stucchi e colori pastello che richiamano immediatamente i vicoli della costa ligure.

Eppure, l’aria che si respira è già profondamente piemontese. La mattina, il mercato anima le strade con i profumi dei formaggi di cascina, dei salumi locali e, in autunno, del prezioso tartufo bianco. Vi consigliamo di iniziare la vostra esplorazione proprio da qui, perdendovi tra le vie del centro, ammirando la maestosa Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora Assunta, con i suoi campanili gemelli che dominano l’abitato, e fermandovi in una delle storiche pasticcerie per assaggiare i biscotti locali a base di nocciola tonda gentile.
Ovada è una cittadina viva, autentica, che non vive di solo turismo ma di un’economia agricola solida e fiera. È il luogo ideale per fare una passeggiata rilassante prima di addentrarsi nelle colline circostanti, magari fermandosi all’Enoteca Regionale per farsi consigliare le migliori etichette del territorio da portare a casa come ricordo della vostra gita.
Il re rosso: il Dolcetto di Ovada DOCG e le sue cantine
Non si può parlare di questo spicchio di Monferrato senza celebrare il suo sovrano indiscusso: il Dolcetto di Ovada. Attenzione a non farvi ingannare dal nome, che deriva probabilmente dalla dolcezza dell’uva matura in vigna o dalla morbidezza delle colline (i “dossetti”). Il vino che ne deriva nel calice è tutt’altro che dolce: è un rosso secco, asciutto, dal colore rubino intenso con riflessi violacei, caratterizzato da un piacevole e tipico retrogusto mandorlato.

Dal 2008, la versione Superiore di questo vino si fregia della DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), a testimonianza di una qualità che ha saputo imporsi nel panorama enologico nazionale. La vera magia, però, non sta solo nel degustarlo, ma nel vivere l’esperienza delle cantine locali. Il Monferrato ovadese è costellato di piccole e medie aziende agricole, spesso a conduzione familiare, dove l’accoglienza è calda e sincera. Entrare in queste cantine significa ascoltare le storie di generazioni di viticoltori, passeggiare tra le botti di rovere dove il vino riposa, e comprendere la fatica e la passione che si celano dietro ogni bottiglia.
Molte cantine offrono degustazioni guidate, spesso accompagnate da taglieri di salumi e formaggi locali. Vi consigliamo di prenotare in anticipo la vostra visita. Scoprirete un vino schietto, perfetto per accompagnare i piatti robusti della tradizione, un vino che non cerca compromessi ma che sa farsi amare fin dal primo sorso per la sua profonda autenticità.
Castelli tra le vigne: Tagliolo, Lerma e Morsasco
Se il vino è il sangue di questa terra, i castelli ne sono l’ossatura. L’Alto Monferrato è una delle zone d’Europa con la più alta densità di manieri medievali, antichi baluardi difensivi trasformati nei secoli in nobili residenze e, oggi, spesso legati a doppio filo alla produzione vitivinicola.

“…esultante di castelli e vigne / suol d’Aleramo…”
— Giosuè Carducci, Piemonte (1890)
Il fascino intatto del Castello di Tagliolo
A pochissimi chilometri da Ovada, sorge il borgo di Tagliolo Monferrato, dominato dal suo imponente castello. Di proprietà della famiglia Pinelli Gentile da oltre cinque secoli, questo maniero è un esempio straordinario di conservazione storica e vitalità produttiva. Il castello non è solo un monumento da ammirare dal basso: le sue antiche cantine medievali ospitano ancora oggi le botti dove matura il vino della tenuta. Passeggiare nel borgo ricetto che circonda le mura, con le sue case in pietra e i vicoli silenziosi, vi farà fare un salto indietro nel tempo, in un’atmosfera sospesa e suggestiva.
Lerma e il suo borgo sospeso
Proseguendo il vostro itinerario, vi invitiamo a scoprire Lerma. Il suo centro storico, noto come “Ricetto”, è un dedalo di stradine che si stringono attorno al castello Spinola. La vera peculiarità di Lerma è la sua posizione: il borgo è costruito su uno sperone di roccia che precipita a strapiombo sul torrente Piota. L’affaccio dal belvedere offre una vista vertiginosa sulle acque limpide del torrente, dove d’estate i bagnanti cercano refrigerio e dove, un tempo, i cercatori d’oro setacciavano le sabbie alla ricerca di pagliuzze preziose. È un angolo di quiete assoluta, perfetto per scattare fotografie indimenticabili.
Morsasco, tra torri e panorami
Spostandovi leggermente più a nord, incontrerete Morsasco, un altro gioiello incastonato tra le vigne. Il suo castello, con la massiccia torre di avvistamento, domina la valle sottostante offrendo un panorama a 360 gradi che, nelle giornate più limpide, spazia fino all’arco alpino e al Monte Rosa. Anche qui, il borgo si raccoglie protettivo attorno alla dimora signorile, offrendo scorci pittoreschi e un silenzio rotto solo dal vento che accarezza le foglie delle viti.
A tavola nel Monferrato: ravioli, salumi e tartufi
Una gita in Piemonte non può dirsi completa senza un’adeguata esplorazione della sua gastronomia. Se a Genova avete imparato ad amare il pesto, la focaccia e il pesce freschissimo, qui dovrete preparare il palato a sapori di terra, intensi e strutturati. Le trattorie e le osterie dell’ovadese sono templi della cucina tradizionale, luoghi dove le ricette vengono tramandate di madre in figlia senza cedere alle mode del momento.

Il piatto principe che dovete assolutamente ordinare sono i ravioli. Dimenticate quelli di magro: qui i ravioli sono rigorosamente ripieni di carne e vengono serviti in due modi tradizionali: conditi con il ricco “sugo d’arrosto” (il fondo di cottura della carne, concentrato e saporitissimo) oppure “a culo nudo”, ovvero sconditi, o tuffati in una scodella di vino rosso, come voleva l’antica usanza contadina. Un’esperienza rustica ma incredibilmente gustosa.
Ad accompagnare i primi piatti troverete taglieri di salumi eccezionali, tra cui spicca il salame cotto, morbido e profumato, perfetto con una fetta di pane casereccio. Se organizzate la vostra gita in autunno, preparatevi a essere inebriati dal profumo del tartufo bianco, che qui trova uno dei suoi habitat d’elezione, grattugiato generosamente sui *tajarin* (i tipici tagliolini all’uovo piemontesi) o sull’uovo al tegamino.
Come organizzare la vostra gita da Genova
Raggiungere l’ovadese da Genova è estremamente semplice, il che rende questa destinazione ideale per un’escursione in giornata senza lo stress di lunghi viaggi. Se viaggiate in auto, vi basterà imboccare l’autostrada A26 (Genova Voltri – Gravellona Toce) in direzione nord. Il tragitto dal casello di Genova Ovest a quello di Ovada richiede circa 45-50 minuti, traffico permettendo. Una volta usciti, le colline e i borghi sono tutti raggiungibili con brevi spostamenti di 10-15 minuti lungo strade provinciali panoramiche e ben tenute.
Ma c’è un’alternativa affascinante, specialmente se volete godervi le degustazioni di vino senza la preoccupazione di dover guidare al ritorno: il treno. La storica linea ferroviaria Genova-Acqui Terme attraversa l’Appennino inerpicandosi per la valle Stura e bucando la montagna con la galleria del Turchino. È un viaggio lento, panoramico, quasi romantico. In circa un’ora di viaggio partendo dalla stazione di Genova Brignole o Genova Principe, vi ritroverete direttamente alla stazione di Ovada, a pochi passi dal centro storico.
L’itinerario perfetto per una domenica
Per sfruttare al meglio la vostra giornata, vi suggeriamo di partire da Genova verso le 9:30 del mattino. L’arrivo a Ovada intorno alle 10:30 vi permetterà di fare una colazione con calma in Piazza Assunta e di esplorare il mercato e i caruggi del centro. Verso le 11:30, spostatevi verso le colline: è il momento ideale per visitare una cantina, passeggiare tra i filari e fare una prima degustazione di Dolcetto guidati dal produttore.
All’una, sedetevi a tavola in una delle tante osterie tra Tagliolo, Lerma o Cremolino. Prendetevi il vostro tempo: il pranzo domenicale in Piemonte è un rito che non va affrettato. Dopo aver assaporato i ravioli e il brasato, dedicate il pomeriggio alla digestione passeggiando nei borghi. Salite al belvedere di Lerma o ammirate le mura del Castello di Tagliolo mentre il sole comincia ad abbassarsi, colorando le vigne di sfumature dorate.
Il dettaglio invisibile ma fondamentale che unisce queste terre è il vento. I viticoltori lo chiamano “Marin”: è la brezza tiepida che sale dal Mar Ligure, scavalca l’Appennino e scende sulle colline del Monferrato, asciugando i grappoli e contribuendo in modo determinante alla maturazione delle uve. Mentre sorseggiate il vostro vino, ricordatevi che dentro quel calice c’è anche un respiro del mare che avete lasciato al mattino.
Verso le 17:30, quando l’aria si fa più fresca, è tempo di rimettersi in cammino verso sud. Riprendendo l’autostrada o il treno, vedrete l’Appennino scorrere all’incontrario, fino a quando, superato il valico, il blu intenso del Mediterraneo tornerà a riempire i vostri occhi. Tornare a Genova, aprire la porta di una delle nostre case e rilassarsi dopo una giornata così densa di bellezza è il modo migliore per concludere il fine settimana. Se la voglia di esplorare vi chiama, noi siamo qui per accogliervi: potete prenotare ora il vostro soggiorno e iniziare a sognare la vostra prossima scoperta.



