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Quarto e Quinto: La Scogliera dei Mille a Genova

Quarto dei Mille e Quinto al Mare a Genova: la Scogliera dei Mille dove partì Garibaldi nel 1860, il lungomare panoramico e le calette libere della costa di levante. Guida completa con consigli da insider.

20 Febbraio 2026 · 11 min lettura
Quarto e Quinto: La Scogliera dei Mille a Genova
Photo by RONATORY on Unsplash

La scogliera dei Mille e il levante tranquillo

Quarto dei Mille e Quinto al Mare sono due nomi che suonano insieme nella mente di chiunque conosca la storia del Risorgimento italiano. È da Quarto dei Mille che nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860 partirono le spedizioni dei Mille guidate da Giuseppe Garibaldi: milleottantanove uomini, due navi, e la determinazione di liberare il Sud Italia dal dominio borbonico. Quella notte di maggio è uno degli episodi fondativi dell’Italia unita, e il punto esatto della partenza — uno scoglio piatto sulla costa di Quarto — è segnato da un monumento e da una lapide che i genovesi visitano con una regolarità silenziosa che dice molto del rapporto tra questa città e la propria storia.

“Si scopron le tombe, si levano i morti: i martiri nostri son tutti risorti! È il 5 maggio 1860 a Quarto”

— Luigi Mercantini, La Spigolatrice di Sapri

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Scogliera di Quinto
Esperienza · Quinto
Lungomare di Quinto, Genova
Tratto costiero selvaggio con scogli per il bagno e fondali ricchi per lo snorkeling
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Monumento ai Mille
Monumento · Quarto
Via Quarto 4, Genova
Lo scoglio da cui Garibaldi e i Mille partirono il 5 maggio 1860 per l'Unità d'Italia
La scogliera dei Mille e il levante tranquillo
La scogliera dei Mille e il levante tranquillo Andrea Puggioni, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Ma Quarto e Quinto sono anche, al di là della storia, due quartieri residenziali del levante genovese con una loro qualità di vita quotidiana invidiabile: il lungomare che li connette e prosegue verso Nervi è uno dei tratti di costa più belli e meno affollati dell’intera città, con scogliere basse affacciate sul mare aperto, calette nascoste tra i massi, una luce che nelle giornate limpide ha quella qualità particolare del Mediterraneo orientale ligure. Sono quartieri che i turisti non cercano deliberatamente ma che scoprono con piacere seguendo la costa a piedi da Boccadasse o scendendo dal treno per caso.

La posizione — a levante di Boccadasse e a ponente di Nervi, connessa con entrambe dalla costa — li rende un tassello naturale nell’esplorazione del lungomare di levante genovese. La stazione ferroviaria di Quarto dei Mille è a quindici minuti di treno da Brignole.

Cosa vedere a Quarto e Quinto

Il monumento principale — e il luogo più carico di significato storico — è la Scogliera dei Mille, sul lungomare di Quarto. Una piattaforma di roccia piatta affacciata sul mare, raggiungibile da una scaletta di pietra che scende dalla passeggiata, con una lapide in marmo che ricorda la partenza della spedizione garibaldina del 5 maggio 1860. Il Monumento ai Mille, in bronzo, si trova poco lontano sulla passeggiata: una figura di Garibaldi che indica il mare, realizzata dallo scultore Eugenio Baroni e inaugurata nel 1915, con ai piedi i nomi degli oltre mille volontari della spedizione. Il luogo non è spettacolare nel senso turistico del termine — non ci sono fontane illuminate né pannelli interattivi — ma ha quella qualità silenziosa dei posti dove è successo davvero qualcosa di importante. I genovesi che ci passano fermano spesso un attimo, quasi per un cenno involontario al passato.

Cosa vedere a Quarto e Quinto
Cosa vedere a Quarto e Quinto Al*from*Lig, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Villa Quarto, sul lungomare, è la villa storica che nel 1860 ospitò Garibaldi nelle ore precedenti la partenza: una dimora neoclassica di fine Settecento con un parco affacciato sul mare che oggi è proprietà privata e non visitabile, ma la cui facciata si vede chiaramente dalla passeggiata. È interessante sapere che in quella villa Garibaldi passò le ultime ore prima di imbarcarsi — una notte di attesa, di tensione, di decisioni irreversibili — e che da quella terrazza sul mare vide per l’ultima volta le luci di Genova prima di salpare verso la storia.

Il lungomare da Quarto a Quinto — circa due chilometri di passeggiata costiera tra i due quartieri — è uno dei tratti di costa più suggestivi del levante genovese: la scogliera è bassa e frastagliata, con piccole calette tra i massi dove ci si tuffa d’estate, e la vista aperta verso il golfo di Genova non è interrotta da edifici. In alcuni punti il percorso si avvicina così tanto al mare che con le mareggiate le onde bagnano la passeggiata — uno di quei momenti in cui il Mediterraneo smette di fare il mansueto. Il tratto di scogliera tra Quinto e Nervi, proseguendo verso levante, è ancora più selvaggio e panoramico.

A Quinto al Mare vale la pena cercare il porticciolo, piccolo e funzionale, dove alcune barche da pesca ormeggiano ancora regolarmente: è uno di quei frammenti di vita marinara autentica che la costa genovese sta perdendo lentamente, e vederlo ancora funzionante ha qualcosa di prezioso. Poco distante, la Villa Negrotto-Cambiaso con il suo parco storico è oggi di proprietà del Comune e parzialmente accessibile: il giardino, con alberi monumentali e terrazzamenti sul mare, è uno dei parchi storici meno conosciuti del levante genovese.

Cosa fare a Quarto e Quinto

La prima cosa da fare è camminare. Il percorso da Boccadasse a Nervi passando per Quarto e Quinto è uno degli itinerari costieri più belli di tutta Genova: circa sette-otto chilometri di lungomare e scogliera con il mare sempre presente, attraversando borghi e quartieri che cambiano carattere ogni chilometro. Si può fare tutto o in parte, usando il treno per rientrare dalla fermata di Nervi o di Quarto senza dover tornare a piedi. In giornata di bel tempo e con calzature comode è un’esperienza di qualità assoluta.

Cosa fare a Quarto e Quinto
Cosa fare a Quarto e Quinto Alain Rouiller, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Le calette della scogliera tra Quarto e Quinto sono i luoghi di bagno preferiti dai residenti del quartiere: non ci sono stabilimenti balneari attrezzati, non ci sono lettini né ombrelloni, solo rocce levigáte dall’acqua dove ci si stende al sole e ci si tuffa in acque limpide. L’accesso è libero e gratuito, le calette sono raggiungibili scendendo dalle scalette che si aprono lungo la passeggiata a intervalli regolari. In estate nelle ore centrali della giornata le calette più facili si riempiono, ma basta spostarsi di qualche centinaio di metri per trovare spazio. La qualità dell’acqua è tra le migliori di tutto il litorale genovese.

Il Parco della Villa Negrotto-Cambiaso a Quinto è aperto nei fine settimana e offre una sosta verde piacevole tra un tratto di lungomare e l’altro: alti alberi che creano ombra naturale nei pomeriggi estivi, panchine sul bordo delle terrazze con vista sul mare, qualche fontana che funziona. Non è curato con la perfezione dei Parchi di Nervi, ma ha una naturalezza e un’assenza di frequentazione turistica che lo rende particolarmente godibile.

Dove mangiare e bere a Quarto e Quinto

La scena gastronomica di Quarto e Quinto è quella dei quartieri residenziali del levante genovese: sobria, qualitativa, orientata ai residenti. Non ci sono ristoranti celebri né indirizzi su nessuna guida nazionale, ma ci sono locali che cucinano bene da anni senza cercarne la notorietà. Le trattorie di pesce nelle strade vicino al mare propongono menu del giorno basati sul pescato locale: seppie, gamberetti, pesce azzurro — la ricciola alla ligure, le alici fritte, le triglie di scoglio al vapore — con prezzi che riflettono la lontananza dai circuiti turistici (€€).

Dove mangiare e bere a Quarto e Quinto
Dove mangiare e bere a Quarto e Quinto Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Le focaccerie di Quarto e Quinto sfornano focaccia fino all’ora di pranzo: quella del levante genovese segue la ricetta classica ma con varianti locali che includono la focaccia con le cipolle caramellate e quella con le olive in salamoia, entrambe da provare (€). I bar del lungomare sono perfetti per la colazione mattutina prima di una camminata sulla scogliera, o per una sosta fresca con un succo di frutta di arancia rossa siciliana nel pomeriggio estivo (€). Qualche gelateria artigianale presente lungo il percorso offre la sosta dolce dopo il bagno (€).

Per un pasto completo, le trattorie di Via Quarto — la strada principale del quartiere, parallela al lungomare verso l’interno — propongono cucina genovese tradizionale con porzioni abbondanti e atmosfera da quartiere residenziale senza troppe cerimonie: il tipo di posto che si scopre grazie al consiglio di un amico genovese e che non delude mai (€€).

Come arrivare e muoversi a Quarto e Quinto

La Stazione di Quarto dei Mille è il punto di arrivo più comodo: treni regionali dalla Stazione Brignole in circa dodici-quindici minuti, con frequenza regolare nelle ore diurne. La stazione è a cinque minuti a piedi dal lungomare e dalla Scogliera dei Mille. Per Quinto al Mare la stazione è la stessa di Quarto ma il percorso a piedi verso il lungomare di Quinto richiede circa dieci minuti.

In bus, le linee AMT 15 e 16 collegano Quarto e Quinto con la Stazione Brignole e il centro di Genova in circa venti-venticinque minuti. A piedi da Boccadasse, il percorso lungo il lungomare fino a Quarto richiede circa trenta minuti: un modo piacevole di arrivare partendo dalla Foce-Brignole. In auto, parcheggio disponibile nelle strade del quartiere senza particolari difficoltà nei giorni feriali; nei weekend estivi conviene usare il treno.

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Antico Borgo di Quinto
Luogo · Quinto
Via Quinto, Genova
Borgo marinaro con case colorate e porticciolo, atmosfera di riviera a pochi minuti dal centro

Dove dormire a Quarto e Quinto

Alloggiare a Quarto o Quinto significa avere il meglio del levante genovese a portata di mano: il mare con le calette libere, il lungomare panoramico, Boccadasse a trenta minuti a piedi e Nervi a venti in treno, il centro storico di Genova raggiungibile in un quarto d’ora. È la scelta ideale per chi vuole un soggiorno balneare a Genova senza rinunciare alle escursioni culturali in città.

I prezzi degli appartamenti sono inferiori rispetto a Boccadasse e alla Foce, e la qualità degli spazi è spesso superiore: ville con giardino degli anni Cinquanta, appartamenti in palazzi liberty con terrazza mare, case indipendenti con affaccio sulla scogliera. Il quartiere è tranquillo, sicuro e ben servito da tutti i negozi di prima necessità.

Esplora anche i quartieri vicini: se Quarto e Quinto ti ha incuriosito, scopri anche le nostre guide su Boccadasse, Sturla e Nervi. Ogni zona di Genova ha il suo carattere e le sue sorprese.

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Il corridoio del levante: da Boccadasse a Nervi

Quarto e Quinto si collocano nel mezzo del grande corridoio costiero del levante genovese, che parte da Boccadasse e arriva a Nervi attraverso circa dieci chilometri di scogliera, lungomare e borghi. Conoscere entrambi i punti terminali di questo percorso rende la visita a Quarto e Quinto più ricca di contesto e di significato storico-geografico.

La notte del 5 maggio 1860: la partenza dei Mille

Per capire il significato della Scogliera dei Mille bisogna immaginare quella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860. Garibaldi e i suoi milleottantanove uomini erano arrivati a Quarto nelle ore precedenti, nascosti negli appartamenti e nei magazzini del borgo per evitare l’intercettazione da parte delle autorità piemontesi — la spedizione era formalmente illegale, anche se il governo Cavour la tollerava con un occhio chiuso e uno aperto. L’imbarco doveva avvenire di notte, velocemente, su due piroscafi — il Piemonte e il Lombardo — che i compagni di Garibaldi avevano dirottato nel porto di Genova. Lo scoglio piatto di Quarto era il punto di imbarco scelto per la sua discrezione: lontano dal porto principale, accessibile da una scala di pietra che scendeva direttamente al mare.

Quella notte il mare era calmo. I Mille si imbarcarono in silenzio, i bauli e le casse delle armi vennero caricati con la massima rapidità, e le due navi uscirono dal golfo verso sud nell’oscurità. Arrivarono a Marsala, in Sicilia, il 12 maggio, iniziando la campagna militare che in pochi mesi portò alla liberazione del Sud Italia e all’unificazione della Penisola. La storia italiana successiva avrebbe preso una forma completamente diversa se quella notte qualcosa fosse andato storto. Stare sulla Scogliera dei Mille e guardare il mare verso sud è guardare nella direzione dove quelle navi sono scomparse nell’oscurità.

Il Monumento ai Mille, inaugurato nel 1915 per il cinquantacinquesimo anniversario della spedizione, è opera dello scultore savonese Eugenio Baroni: una figura di Garibaldi in bronzo, in piedi con il braccio teso verso il mare, con ai lati i nomi dei milleottantanove partecipanti alla spedizione incisi nella base. La lista dei nomi è di per sé un documento straordinario: si trovano artigiani e avvocati, studenti e militari, genovesi e lombardi e siciliani e stranieri — ungheresi, inglesi, polacchi — che avevano scelto di rischiare la vita per un’idea politica in un paese che ancora non esisteva. Leggere quei nomi prendendo il tempo necessario è un esercizio di storia concreta che nessun libro di testo può eguagliare.

Le ville ottocentesche di Via Quarto

Via Quarto, la strada principale del quartiere che corre parallela al lungomare verso l’interno, è fiancheggiata da una successione di ville e villini ottocenteschi di grande interesse architettonico. Molte sono ancora residenze private, con i giardini tenuti con cura e le facciate restaurate o in attesa di restauro. Non c’è un itinerario ufficiale delle ville — non ci sono targhe esplicative né orari di visita — ma camminare lungo via Quarto con un po’ di attenzione verso le facciate permette di leggere un secolo e mezzo di architettura residenziale borghese genovese nella sua evoluzione dal neoclassico al liberty al razionalista degli anni Trenta.

Alcune di queste ville hanno storie interessanti: una è stata il rifugio di un intellettuale del Risorgimento, un’altra ha ospitato per anni un pittore della Scuola dei Macchiaioli toscana che veniva a Genova per la luce particolare del levante. Non ci sono documenti ufficiali che lo attestino, ma i residenti più anziani del quartiere tramandano queste storie con la naturalezza di chi le ha sentite tante volte da non distinguere più la leggenda dalla storia. Forse è questa la cosa più genovese di tutte.

Il sentiero costiero da Quinto verso Nervi

Il tratto di sentiero costiero che da Quinto al Mare porta verso Nervi è uno dei percorsi a piedi più belli e selvaggi del litorale genovese. La scogliera diventa sempre più alta e articolata, i massi a riva più grandi, il mare più visibile e immediato. Il percorso non è sempre segnalato con continuità e richiede attenzione in alcuni punti dove il sentiero si avvicina molto al bordo della scogliera: non è pericoloso per un adulto attento, ma richiede calzature adeguate e non è adatto ai bambini piccoli. Ci sono tratti dove si cammina letteralmente sulla roccia a picco sul mare, con l’acqua trasparente sotto che mostra il fondo a tre-quattro metri di profondità nelle calette più riparate. In estate la tentazione di fermarsi a fare il bagno è quasi irresistibile, e non c’è nessuna ragione per resistere.

Il percorso da Quinto a Nervi richiede circa un’ora e si può fare nell’una o nell’altra direzione: da Nervi si può prendere il treno per tornare a Quinto, o viceversa. È il tipo di escursione che molti genovesi fanno la domenica mattina d’estate come alternativa alla spiaggia: più faticosa, molto più bella, molto meno affollata. Portarsi uno zaino con acqua, protezione solare e uno spuntino è sufficiente per un’esperienza di qualità.

Quarto e il mare: l’identità marinara che persiste

Quarto dei Mille ha mantenuto un legame con il mare più forte di quanto la sua apparenza di quartiere residenziale faccia supporre. Il porticciolo di Quinto ospita ancora barche da pesca che escono regolarmente: triglie e saraghi di scoglio, branzini e spigole pescati con reti e palamiti a poca distanza dalla costa. Nei bar vicino al porticciolo la mattina si sente ancora l’espressione “il mare di questa notte” — com’era, se c’era vento, se si poteva uscire — con quella naturalezza di chi il mare lo considera non uno sfondo ma una variabile della propria giornata. È un residuo di cultura marinara autentica che la Genova moderna sta perdendo rapidamente, e trovarlo ancora vivo a Quinto è qualcosa che vale notare e apprezzare.

Quarto e Quinto al Mare sono anche, in questo senso, i custodi silenziosi di un pezzo di storia nazionale che altri luoghi celebrano con più clamore ma forse con meno autenticità. Venire qui non è fare turismo risorgimentale nel senso musealizzato del termine: è stare su uno scoglio dove è successo davvero qualcosa di importante, respirare lo stesso vento di mare, guardare lo stesso orizzonte. Il Mediterraneo non è cambiato. Il cielo non è cambiato. E questo, stranamente, consola.

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