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Boccadasse: Il Borgo Marinaro più Bello di Genova

Boccadasse, il borgo marinaro più fotografato di Genova: case pastello, gelato sul mare e tramonti indimenticabili. Guida completa con consigli da insider.

20 Febbraio 2026 · 10 min lettura
Boccadasse: Il Borgo Marinaro più Bello di Genova
Photo by Belinda Fewings on Unsplash

Il borgo marinaro che sembra un’altra città

A meno di quattro chilometri dal rumore e dal traffico del centro di Genova, Boccadasse ha tutto l’aspetto di un villaggio di pescatori del Sud Italia: case color pastello strette una all’altra lungo il bordo dell’acqua, barche tirate in secca sulla spiaggetta di ciottoli scuri, un bar affacciato sul mare dove il tempo scorre a un ritmo che la parola “millennials” non ha ancora raggiunto. Eppure Boccadasse è Genova, quartiere a tutti gli effetti, inglobato nel tessuto urbano della città nel 1874 senza che il suo carattere si sia mai davvero dissolto nella metropoli che lo ha circondato. È sopravvissuto alla modernità con la caparbietà silenziosa tipicamente genovese.

“Boccadasse sembra un presepe adagiato sul mare: casette colorate, reti da pesca e il profumo di salsedine”

— Riviera di Levante Magazine

La Chiesa di Sant’Antonio da Padova, piccola e raccolta, si affaccia direttamente sul bordo del porticciolo con la sua facciata semplice che guarda il mare. Costruita nel XVII secolo per i pescatori del villaggio — che avevano bisogno di un luogo di preghiera vicino alle barche — conserva all’interno una collezione di ex voto nautici che vale la visita: quadretti dipinti, spesso con una certa ingenuità ma con grande forza espressiva, che raffigurano navi in tempesta o in pericolo salvate per grazia ricevuta. È uno dei documenti più autentici della religiosità popolare marinara che rimane in Liguria. La chiesa è aperta a orari variabili: se la trovi chiusa, aspetta un po’ o chiedi in giro — qualcuno del borgo sa sempre quando riapre.

Il porticciolo ospita ancora oggi alcune barche da pesca tradizionali, i gozzi liguri dipinti nei colori caratteristici della tradizione marinara locale — bianco, blu, rosso — con i nomi dipinti a mano sulla prua. Sono una rarità sempre più rara in questa parte del Mediterraneo, dove la piccola pesca artigianale sopravvive a malapena. Sedersi sugli scogli a guardare i pescatori che tornano la mattina presto — generalmente tra le sei e le otto, prima che i turisti inizino ad arrivare — è un’esperienza che nessuna guida turistica ti vende ma che ogni genovese che abita da queste parti conosce bene. Porta un caffè dal bar vicino e siediti in silenzio: è uno dei momenti migliori che Genova sa offrire.

Per raggiungere Boccadasse nel modo più bello possibile, prendi il lungomare di Corso Italia: un lungo nastro asfaltato affacciato sul mare che va da Piazza Tommaseo, vicino alla Stazione Brignole, fino al borgo in circa quaranta minuti di camminata piacevole. È frequentato a tutte le ore da podisti, ciclisti, famiglie con passeggino e anziani con il cane: è la Genova borghese nel suo momento di libertà quotidiana. Lungo il percorso si incontrano alcune delle più belle ville liberty della città, nascoste tra la vegetazione dei giardini privati.

Cosa fare a Boccadasse

Boccadasse si visita lentamente. Non ci sono musei con biglietti da acquistare, non ci sono audioguide, non ci sono percorsi consigliati. Ci sono stradine in discesa verso il mare, scale di pietra che portano a terrazze inaspettate con vista sul golfo, angoli dove ci si può sedere a guardare l’acqua per un’ora senza che nessuno venga a disturbare o a chiederti di ordinare qualcosa. La libertà è parte dell’esperienza.

Cosa fare a Boccadasse
Cosa fare a Boccadasse Alfred Zoff, Public domain, via Wikimedia Commons

La passeggiata serale estiva è il momento d’oro del borgo. Dal tramonto in poi — specialmente venerdì e sabato — le stradine si riempiono di famiglie con bambini, coppie che si tengono per mano, gruppi di amici di tutte le età con il gelato in mano. I bar tirano fuori i tavolini sul selciato, la musica esce dalle finestre aperte, l’odore di salsedine si mescola con quello della frittura dei vicini. La serata prende la forma spontanea di una festa di quartiere silenziosa, non organizzata da nessuno e bellissima proprio per questo.

In estate, il piccolo porticciolo diventa punto di partenza per escursioni in kayak lungo la costa: alcune scuole nautiche locali organizzano uscite guidate al tramonto con istruttore, durante le quali si paddla lungo le scogliere di Sturla, Quinto e Nervi scoprendo calette inaccessibili dalla terraferma. Prenotare in anticipo è consigliato perché i posti sono limitati e la domanda è alta nei mesi di luglio e agosto.

Per chi ama camminare, il sentiero costiero che da Boccadasse porta verso Quinto al Mare e poi verso Nervi è uno dei percorsi più belli di tutto il litorale genovese: segue la costa per una decina di chilometri passando per calette rocciose, tratti di scogliera a strapiombo sul mare e piccoli porticcioli che sembrano dimenticati dal tempo. In senso inverso, verso ponente, il lungomare di Corso Italia porta in venti minuti fino al Porto Antico. Boccadasse è, in questo senso, il punto di partenza ideale per esplorare tutta la costa orientale di Genova.

Dove mangiare e bere a Boccadasse

La scena gastronomica di Boccadasse è piccola, raccolta e curata nella sua semplicità. Non ci sono grandi ristoranti di tendenza né chef stellati: ci sono posti dove i genovesi del quartiere mangiano da anni senza troppe cerimonie, e questo è già di per sé la migliore garanzia di qualità e autenticità che si possa avere in Italia.

🍽️
Gelateria Amedeo
Ristorante · Boccadasse
Via Boccadasse 28r, Genova
Gelateria storica sul lungomare, tappa obbligata dopo la passeggiata a Boccadasse
Dove mangiare e bere a Boccadasse
Dove mangiare e bere a Boccadasse paolo dagani, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Il rito irrinunciabile di Boccadasse è il gelato. La gelateria Il Porticciolo, affacciata direttamente sull’acqua del porto, è considerata da molti genovesi una delle migliori gelaterie della città: gelato artigianale con ingredienti di qualità, gusti classici e qualche creazione originale, da mangiare seduti sugli scogli a due passi. Non aspettarsi prezzi da bar di quartiere — siamo in zona turistica, e si sente — ma la qualità giustifica la spesa (€€). Per chi preferisce qualcosa di salato, alcune friggitorie ambulanti che appaiono nei weekend estivi sul lungomare vicino al borgo vendono fritto di paranza freschissimo, gamberetti e moscardini: economico, sbrigativo e delizioso come solo il cibo di mare mangiato in piedi sul lungomare sa essere (€).

Per un pasto seduto con calma, le trattorie di pesce affacciate sul porticciolo propongono cucina di mare ligure classica: buridda di stoccafisso, fritto misto, linguine allo scoglio, datteri di mare (ora illegali ma che qualcuno serve ancora sottobanco). Chiedere sempre cosa c’è di fresco quel giorno: la risposta dell’oste o del cameriere vi dirà immediatamente se siete nel posto giusto (€€). Il Bar Boccadasse, direttamente sul mare, è il posto ideale per la colazione del mattino quando il borgo è quasi deserto e la luce del mattino rende tutto più bello: cappuccino, brioche ancora calda e il suono del mare come unico sottofondo (€).

Come arrivare e muoversi a Boccadasse

Da Piazza De Ferrari — cuore geografico del centro di Genova — Boccadasse dista circa quattro chilometri verso levante. In bus, la soluzione più diretta è la linea AMT 42 da Piazza Caricamento o la linea 31 da Piazza De Ferrari, che arrivano al capolinea di Boccadasse in 15-20 minuti di percorrenza senza traffico. Verificare gli orari sull’app AMT in tempo reale, perché le frequenze variano in modo significativo tra le ore di punta e le ore serali.

Come arrivare e muoversi a Boccadasse
Come arrivare e muoversi a Boccadasse Fabrizio Lunardi, CC0, via Wikimedia Commons

A piedi lungo Corso Italia il percorso richiede circa quaranta-cinquanta minuti di camminata piacevole sul lungomare: è il modo migliore per arrivare a Boccadasse in giornata di bel tempo, perché permette di godersi l’intero waterfront orientale di Genova. In bicicletta o monopattino elettrico il percorso è quasi completamente pianeggiante e panoramico, ideale nella bella stagione. In auto, esiste un piccolo parcheggio a pagamento nelle immediate vicinanze del borgo, ma è spesso saturo nei fine settimana estivi: conviene parcheggiare in zona Albaro o Sturla e scendere a piedi lungo le stradine che portano al mare.

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Spiaggia di Boccadasse
Luogo · Boccadasse
Boccadasse, Genova
Piccola baia con ciottoli nel borgo marinaro più fotografato di Genova
🏛️
Chiesa di Sant'Antonio di Boccadasse
Monumento · Boccadasse
Via Aurora 1, Genova
Chiesa settecentesca affacciata sulla baia, cuore spirituale del borgo

Dove dormire vicino a Boccadasse

Soggiornare nell’area di Boccadasse e del lungomare di Corso Italia significa avere una Genova diversa come base: più tranquilla, più residenziale, con il mare sempre presente come orizzonte. È la scelta giusta per chi vuole alternare le visite al centro storico con lunghe passeggiate sul lungomare al mattino, per chi viene a Genova per una fuga romantica lontana dal caos, e per le famiglie che cercano un ambiente più rilassato dove i bambini possono giocare sugli scogli senza preoccupazioni.

Dove dormire vicino a Boccadasse
Dove dormire vicino a Boccadasse Paolo Trabattoni from Saronno, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La zona di Albaro e Boccadasse ospita alcuni degli appartamenti residenziali più eleganti di Genova, molti dei quali si trovano in ville liberty di fine Ottocento e inizio Novecento con giardini curati, terrazze con vista mare e interni che conservano i dettagli architettonici dell’epoca. I servizi di quartiere — supermercati, farmacie, bar, ristoranti, mezzi pubblici — sono completi e funzionali nonostante l’atmosfera tranquilla, e il centro città è raggiungibile in una ventina di minuti di bus o in taxi.

Esplora anche i quartieri vicini: se Boccadasse ti ha incuriosito, scopri anche le nostre guide su Albaro, Sturla e Quarto e Quinto. Ogni zona di Genova ha il suo carattere e le sue sorprese.

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La storia del borgo: da villaggio di pescatori a quartiere genovese

La storia di Boccadasse è quella di un mondo parallelo che ha resistito all’assorbimento urbano con una tenacia quasi commovente. Il borgo era un villaggio di pescatori almeno dall’XI secolo, abitato da famiglie che vivevano di pesca costiera e di piccolo commercio marittimo con i porti della Riviera. Il nome “Boccadasse” deriva probabilmente dal genovese medievale e si riferisce alla configurazione dell’approdo: una piccola bocca d’accesso al mare protetta dagli scogli, perfetta per tirare in secca le barche. Per secoli il borgo rimase separato dalla grande Genova che cresceva verso ponente, collegato alla città solo da sentieri e mulattiere sulla scogliera. L’annessione formale al Comune avvenne nel 1874, ma nella pratica quotidiana Boccadasse continuò a funzionare come un’entità autonoma ancora per decenni.

Le case che si vedono oggi — quelle che fanno impazzire i fotografi con i colori pastello riflessi nell’acqua — sono in gran parte costruzioni di fine Ottocento e inizio Novecento, quando le famiglie di pescatori più prospere iniziarono a sostituire le vecchie costruzioni medievali con abitazioni più solide. I colori vivaci, lungi dall’essere un vezzo estetico per il turismo moderno, hanno una spiegazione pratica: i pescatori dipingevano le proprie case con gli stessi colori delle loro barche per riconoscerle da lontano mentre rientravano in porto con la nebbia. Una tradizione nata dalla necessità e diventata, secoli dopo, uno dei soggetti fotografici più replicati del Mediterraneo.

Le calette intorno a Boccadasse

Boccadasse è il punto di partenza ideale per esplorare le calette della costa rocciosa genovese di levante, quasi tutte raggiungibili solo a piedi o via mare. Muovendosi verso ponente lungo la scogliera si arriva alla Spiaggia di Corso Italia, il lungomare attrezzato dove i genovesi si abbronzano su lettini a pagamento in estate. Muovendosi verso levante invece il percorso diventa più selvaggio: si passa per Sturla, con il suo porticciolo e alcune trattorie di pesce sul mare, poi per Quarto dei Mille — il luogo storico da cui partì nel maggio 1860 la spedizione garibaldina dei Mille verso la Sicilia, segnata da un memoriale sulla spiaggia — e infine verso Quinto e Nervi. Tutta la costa di levante è percorribile a piedi lungo la scogliera in una mezza giornata di cammino: un itinerario straordinario che pochi turisti conoscono.

Il tramonto a Boccadasse: quando andare e dove posizionarsi

Il tramonto a Boccadasse è una delle esperienze più fotografate della Liguria, ma per viverselo davvero e non solo documentarlo bisogna sapere dove stare e quando arrivare. I mesi migliori sono agosto e settembre, quando il sole tramonta quasi esattamente nella direzione del golfo di Genova a ovest e le facciate del borgo si accendono di rosso e arancio per una mezz’ora abbondante. Il punto migliore non è la spiaggetta — che in quei momenti è affollata e spesso in ombra — ma la piccola scogliera a levante del borgo, raggiungibile attraverso le scale di pietra che salgono oltre la chiesa. Da lassù si vede il borgo sotto, il mare aperto davanti, e la luce del tramonto che cambia il colore di tutto ogni cinque minuti. Arrivare almeno trenta minuti prima del tramonto per trovare un posto comodo sugli scogli, e non aspettarsi silenzio: in estate questo angolo è frequentato da decine di persone che hanno avuto la stessa idea.

Fabrizio De André e Boccadasse

Boccadasse ha un legame profondo con Fabrizio De André, il cantautore genovese che è rimasto il poeta più amato della città anche quarant’anni dopo i suoi anni di massima produttività. De André abitò per periodi della sua vita nei quartieri borghesi di levante vicino al lungomare, e la Genova del mare di Levante — quella di Corso Italia, di Boccadasse, della passeggiata sul mare — era parte del suo orizzonte quotidiano. Alcune delle sue canzoni più belle contengono immagini che chiunque riconosce passeggiando per questi quartieri: il profumo di salsedine, la luce obliqua sul mare, le case dipinte. Non esiste una targa o un luogo ufficiale dedicato a De André a Boccadasse, e forse è meglio così: il borgo lo evoca già da solo, senza bisogno di cartelli esplicativi.

Boccadasse e la letteratura genovese

Boccadasse compare nella letteratura e nella poesia genovese con una frequenza che va ben oltre la sua dimensione fisica. Il borgo ha ispirato poeti, scrittori e pittori genovesi fin dall’Ottocento, attratti dalla sua fotogenicità quasi artificiale e dall’atmosfera fuori dal tempo. Il poeta genovese Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento e molto meno celebre di quanto meriterebbe, ambientò alcune delle sue liriche nei luoghi della costa di levante genovese. Camminare lungo il bordo del porticciolo tenendo in mente i versi di Caproni o di De André aggiunge uno strato di significato a ogni cosa che si vede: le barche, il mare, le case colorate diventano elementi di un paesaggio letterario oltre che visivo.

La pittura ha lasciato tracce ancora più visibili: Boccadasse è stato uno dei soggetti preferiti dei pittori della Scuola genovese tra fine Ottocento e inizio Novecento, attratti dalla sfida tecnica di catturare il riflesso delle case sull’acqua ferma del porticciolo e la qualità particolare della luce di levante in certi pomeriggi di settembre. Alcuni di questi dipinti sono visibili nella GAM di Nervi e in vari musei genovesi: cercarli dopo aver visitato il borgo dà la strana sensazione di riconoscere qualcosa che si pensava di vedere per la prima volta.

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