🇮🇹 IT/EN 🇬🇧
Home
📊 Osservatorio Turistico · Mercoledì ← Tutti gli articoli
Analisi · Osservatorio Turistico

Imposta di soggiorno a Genova 2026: tariffe, esenzioni e adempimenti per chi affitta

Tariffe 2026, limite notti, esenzioni, dichiarazioni trimestrali e sanzioni: tutto quello che il proprietario di un affitto breve a Genova deve sapere.

13 Maggio 2026 · 10 min lettura
Imposta di soggiorno a Genova 2026: tariffe, esenzioni e adempimenti per chi affitta
Photo by Philip Schroeder on Unsplash

Un tributo che pesa — e che cresce

Chi gestisce un affitto breve a Genova — o valuta di farlo — deve fare i conti con un adempimento che non è facoltativo, non è trascurabile e che negli ultimi anni ha acquisito un peso economico sempre più rilevante: l’imposta di soggiorno. Non si tratta di una complessità burocratica di second’ordine: è un obbligo tributario con scadenze precise, sanzioni in caso di inadempienza e un sistema di controlli che il Comune di Genova ha sviluppato con particolare determinazione.

Questo articolo non è un vademecum legale — per quello si consulta un professionista — ma un’analisi del quadro normativo attuale, aggiornata al 2026, con i numeri che servono per capire la portata reale del tributo e le sue implicazioni operative per chi gestisce appartamenti a uso turistico in città.

Il gettito vola: da 4 a 8 milioni in quattro anni

Prima di entrare nei dettagli tecnici, vale la pena inquadrare il fenomeno con i dati aggregati: danno la misura di quanto l’imposta di soggiorno sia diventata strutturale nell’economia turistica genovese.

Carruggi del centro storico di Genova
Il centro storico di Genova: una delle destinazioni che ha trainato la crescita del turismo extralberghiero.

Foto di Domenico Farone su Pexels

Nel 2024 l’incasso totale dell’imposta di soggiorno a Genova è passato da 5,1 milioni a 7,3 milioni di euro, con un aumento del 44% rispetto all’anno precedente, quando era già in vigore l’aumento tariffario. Il dato emerge dall’elaborazione del Centro Studi Enti Locali su dati del MEF, della Banca d’Italia e dell’ISTAT.

La crescita del gettito è evidente soprattutto guardando agli ultimi anni: nel 2020 — l’annus horribilis del Covid — le entrate si erano drasticamente ridotte, per poi risalire progressivamente nel 2021 e nel 2022. Il trend ha continuato a rafforzarsi: secondo quanto dichiarato dall’ex assessora al Turismo Alessandra Bianchi (fonte: Genova24, agosto 2025), il gettito è passato dai 4 milioni del 2022 agli 8 milioni del 2025.

Per inquadrare la posizione di Genova rispetto alle altre grandi città italiane, è utile il confronto diretto:

CittàGettito IDS 2024Variazione su 2023
Firenze76,9 milioni €+10%
Milano76,5 milioni €+23%
Venezia~40 milioni €+4%
Napoli19 milioni €+9%
Bologna15,4 milioni €+22%
Rimini14,7 milioni €+28%
Genova7,3 milioni €+44%
Torino10,3 milioni €n.d.

Fonte: Centro Studi Enti Locali (CSEL) su dati MEF, Banca d’Italia, ISTAT – elaborazione Genova24, agosto 2025. I valori per singola città sono stime di settore; si raccomanda di verificare le fonti primarie per aggiornamenti.

Genova è lontana dai volumi di Firenze o Milano, ma il +44% è il tasso di crescita più elevato del gruppo: un segnale che l’effetto congiunto degli aumenti tariffari (2023–2024) e della crescita turistica sta producendo effetti rilevanti sul gettito. Per chi gestisce immobili in affitto breve, questi numeri significano una cosa sola: il Comune incassa di più, monitora di più, e controlla di più.

Tariffe 2026 per tipologia di struttura

Le tariffe in vigore a Genova nel 2026 sono quelle definite dalle due delibere adottate dalla Giunta Comunale nella seconda metà del 2023. Con la Deliberazione n. 2023-DL-204 del 21 luglio 2023 sono state aggiornate le tariffe per le strutture extralberghiere e gli appartamenti ammobiliati a uso turistico (AAUT); con la successiva Deliberazione n. DGC/2023/204 del 30 novembre 2023 è stata aggiornata la misura per le strutture alberghiere.

Riscossione dell'imposta di soggiorno in una struttura ricettiva
Il gestore è responsabile di riscuotere l’imposta dall’ospite e versarla al Comune.

Immagine generata con AI (Google Gemini)

Strutture extralberghiere e affitti brevi (AAUT)

Le misure dell’imposta di soggiorno per le strutture extralberghiere prevedono: 3 euro per pernottamento a persona per case per ferie, affittacamere, bed & breakfast, case e appartamenti per vacanze, altre tipologie di Alloggio Turistico e appartamenti ammobiliati ad uso turistico; 2 euro per pernottamento a persona nelle strutture ricettive all’aria aperta, ostelli, agriturismo e marina resort.

Strutture alberghiere

Le misure per le strutture alberghiere (in vigore dal 1° marzo 2024) prevedono: alberghi a 1 stella 2 euro, 2 stelle 2,50 euro, 3 stelle 3 euro, 4 stelle 4 euro, 5 stelle e 5 stelle lux 5 euro. Le stesse tariffe si applicano a residenze turistico alberghiere e locande.

Per inquadrare il posizionamento di Genova: l’assessore al Turismo Alessandra Bianchi ha spiegato che, con questo aggiornamento, Genova si allinea alla misura di città come Napoli, Milano e Bologna, pur rimanendo, per alcune strutture, sotto la media degli altri Comuni di riferimento. L’aggiornamento tariffario è stato il frutto del confronto con il tavolo dell’imposta di soggiorno, a cui partecipano Camera di commercio e le associazioni di categoria, con l’obiettivo di allineare la misura a quella delle principali destinazioni italiane di analoga vocazione turistica.

Il limite delle notti e le esenzioni

L’imposta di soggiorno è applicata fino a un massimo di otto pernottamenti consecutivi. Questo significa che, se un ospite soggiorna per esempio 15 notti consecutive nello stesso appartamento, l’imposta viene riscossa solo sulle prime 8. Se i pernottamenti consecutivi sono più di 8, dal 9° in avanti non è dovuta l’imposta. Se la consecutività si interrompe, il conteggio ricomincia per i soggiorni successivi.

Attenzione: la nota editoriale segnalava un limite di 7 notti. Sulla base dei documenti ufficiali reperibili — il Regolamento comunale (DCC n. 27/2021), il vademecum del Comune su smart.comune.genova.it e le fonti di settore consultate — il limite applicato a Genova risulta essere di 8 notti consecutive. Si raccomanda di verificare sempre la versione aggiornata del Regolamento sul sito istituzionale del Comune in caso di modifiche successive.

Sono esenti dal pagamento dell’imposta di soggiorno: i minori fino al 14° anno di età; le persone che soggiornano in città per sottoporsi a terapie in strutture sanitarie del territorio genovese e un accompagnatore per paziente; le persone che assistono degenti ricoverati in strutture sanitarie comunali, fino a 2 accompagnatori per paziente; gli appartenenti a forze o corpi di polizia statali e locali, nonché del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile che soggiornano per esclusive esigenze di servizio; i soggetti che soggiornano a spese dell’Amministrazione comunale.

Il Regolamento comunale prevede ulteriori figure esenti: tra queste, il disabile la cui condizione sia certificata ai sensi della vigente normativa italiana, e lo studente universitario di età non superiore ai 26 anni iscritto all’Università di Genova.

Per qualsiasi esenzione applicata, i responsabili delle strutture ricettive hanno l’obbligo di conservare per cinque anni le ricevute, le fatture e le dichiarazioni rilasciate dal cliente per l’esenzione, al fine di rendere possibili i controlli da parte del Comune.

Adempimenti pratici: portale TouristTax, scadenze e versamenti

La gestione operativa dell’imposta di soggiorno a Genova si articola su tre piani distinti: la riscossione dall’ospite, il versamento periodico al Comune, la dichiarazione annuale. Sono tre obblighi separati, e ognuno ha le proprie scadenze.

Portale di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova
Il portale di Palazzo Tursi: sede del Comune di Genova che gestisce la riscossione dell’imposta di soggiorno attraverso il portale TouristTax.
Foto di Ettorre su Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Il portale TouristTax

Il Comune di Genova mette a disposizione delle strutture ricettive un software di gestione che consente l’inserimento e l’invio online dei dati, sia trimestrali che annuali, relativi all’imposta di soggiorno. Tale portale si chiama TouristTax e i gestori devono accreditarsi registrandosi sul sito (utilizzando browser Chrome o Firefox). È possibile accedere al portale TouristTax anche attraverso le credenziali SPID.

Scadenze trimestrali: dichiarazione e versamento

Il gestore della struttura ricettiva, in quanto responsabile di imposta, effettua il versamento al Comune di Genova dell’imposta di soggiorno dovuta entro quindici giorni dalla fine di ciascun trimestre solare. Le scadenze operative sono quindi: 15 aprile, 15 luglio, 15 ottobre e 15 gennaio dell’anno successivo.

Alle stesse scadenze trimestrali, i gestori devono dichiarare al Comune: il numero di coloro che hanno pernottato nel periodo indicato, l’eventuale numero dei soggetti esenti, l’imposta dovuta e gli estremi del versamento, nonché eventuali ulteriori informazioni utili ai fini del computo.

Il responsabile di imposta che, all’interno di ciascun trimestre solare, si trovi a dover versare un importo pari o inferiore a 100 euro, può cumulare il versamento con i trimestri successivi sino al superamento di tale soglia, ovvero in un’unica soluzione in occasione della scadenza del quarto trimestre qualora tale soglia non sia superata nell’anno solare. Un’utile flessibilità per le strutture con bassa frequenza di prenotazione.

Il caso Airbnb: riscossione automatica, ma non esonero totale

Il Comune di Genova ha siglato con Airbnb uno dei primi accordi in Italia relativi all’applicazione, registrazione e versamento dell’imposta di soggiorno. L’accordo prevede che Airbnb riscuota l’imposta al momento delle nuove prenotazioni e la invii direttamente al Comune su base trimestrale.

Tuttavia, alle strutture ricettive che utilizzano Airbnb rimane come unico adempimento quello di effettuare la dichiarazione dei pernottamenti nell’apposita sezione del portale TouristTax e di conservare tutti i documenti relativi all’imposta. L’accordo con Airbnb semplifica il flusso di cassa, ma non elimina l’obbligo dichiarativo. Chi utilizza anche Booking.com o altri canali — la norma è diversa — deve gestire in autonomia riscossione e versamento per quelle prenotazioni.

La dichiarazione annuale e la resa del conto giudiziale

C’è un adempimento spesso trascurato: entro il 30 gennaio dell’anno successivo, i gestori sono tenuti a presentare la resa del conto giudiziale. Si tratta di un documento riepilogativo che viene inoltrato dal Comune alla Corte dei Conti per verificare la regolarità delle somme versate. È importante rispettare questo passaggio, poiché chi incassa e versa un’imposta pubblica è considerato a tutti gli effetti un agente contabile.

A questo si aggiunge la dichiarazione annuale all’Agenzia delle Entrate: va inviata telematicamente sul portale AdE con SPID o CIE ed è obbligatoria anche con zero presenze. Si tratta di un obbligo distinto dalla dichiarazione comunale, introdotto dal Decreto Rilancio 2020.

Controlli, sanzioni e la battaglia di Genova all’evasione

Genova non è un Comune qualsiasi quando si parla di controlli sull’imposta di soggiorno. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Enti Locali su dati SIOPE, Genova si conferma stabilmente tra le prime città italiane per recupero dell’evasione dell’imposta di soggiorno.

I dati sul recupero evasione parlano chiaro: Genova si è distinta negli anni come comune particolarmente attivo in questo ambito, con importi recuperati che si contano tra i più elevati a livello nazionale. Nel 2024, ad esempio, Genova ha figurato tra i comuni italiani con i risultati più significativi nel recupero dell’evasione dell’imposta di soggiorno, davanti a Milano, Prato e Torino. Le regioni più virtuose in questo ambito sono risultate la Liguria, la Campania e l’Emilia-Romagna.

Come avvengono i controlli? Il Comune produce elenchi delle strutture che pubblicano annunci e li mette a confronto con l’archivio delle strutture accreditate e in regola con gli adempimenti relativi all’imposta di soggiorno, così da individuare quelle inadempienti che non presentano le dichiarazioni e non versano l’imposta. A questo si aggiunge il fatto che il Comune effettua il controllo avvalendosi dei dati e delle informazioni rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità previste dalla normativa vigente in materia di contrasto all’evasione fiscale.

Le sanzioni previste dal Regolamento comunale per l’omessa o infedele dichiarazione sono di natura pecuniaria. L’omessa o infedele dichiarazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 a 500,00 euro. A questo si aggiungono le sanzioni per chi non pubblica i codici identificativi: è prevista una sanzione da 500 a 3.000 euro per i titolari di strutture ricettive e locatori di AAUT che non pubblicano i codici CITR o CITRA, oppure li pubblicano inesatti o inesistenti. La Legge Regionale n. 1/2024 ha ulteriormente specificato questo impianto sanzionatorio.

Una novità giurisprudenziale rilevante del 2026 riguarda poi la competenza in caso di controversie: con la sentenza n. 1527 del 23 gennaio 2026, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che il responsabile del pagamento è l’host — che è obbligato a versare l’imposta al Comune anche se l’ospite si rifiuta di pagarla — e che le controversie relative all’imposta di soggiorno appartengono alla giurisdizione del giudice tributario e non più alla Corte dei Conti.

Il quadro regionale: L.R. 1/2024 e l’accordo Regione-Comuni

L’imposta di soggiorno genovese si inserisce in un contesto normativo regionale che nel 2024 ha subito una significativa riorganizzazione. Nel corso del 2024 è entrata in vigore la Legge Regionale n. 1/2024, il nuovo Testo Unico in materia di strutture turistico ricettive e di locazioni brevi, che disciplina l’offerta turistica, le strutture ricettive e gli appartamenti ammobiliati a uso turistico (AAUT).

Sul versante della destinazione del gettito, il quadro è regolato da un accordo Regione-Comuni già in essere: per delibera regionale, una quota significativa dell’intera somma — d’intesa con le associazioni del comparto — finanzia promozione dell’accoglienza, comunicazione, eventi e servizi a forte valenza turistica (compresi gli uffici IAT); la parte restante può essere destinata a decoro urbano, trasporti e infrastrutture a impatto turistico.

La Camera di Commercio di Genova ha siglato accordi con diversi Comuni del territorio finalizzati alla concertazione sull’imposta di soggiorno, con l’obiettivo di garantire che le risorse derivanti dall’imposta siano impiegate per la promozione e l’accoglienza turistica con un orizzonte il più possibile sovracomunale.

“Il trend costante di crescita passando dai 4 milioni del 2022 agli 8 milioni del 2025 certifica l’impegno nella lotta all’evasione con accertamenti di strutture precedentemente non dichiarate e censite.”

— Alessandra Bianchi, ex assessora al Turismo del Comune di Genova, fonte: Genova24, agosto 2025

Cosa significa tutto questo per un proprietario a Genova

L’imposta di soggiorno non è un costo per il proprietario: è un importo che transita attraverso la sua gestione, riscosso dall’ospite e versato al Comune. Ma gli adempimenti connessi — registrazione al portale TouristTax, dichiarazioni trimestrali, conservazione documentazione per 5 anni, resa del conto giudiziale, dichiarazione annuale all’Agenzia delle Entrate — richiedono organizzazione e puntualità. Le sanzioni, per quanto non astronomiche, partono da 25 euro e arrivano a 3.000 euro per la mancata pubblicazione dei codici identificativi.

Il contesto del 2026 aggiunge ulteriori variabili: la Legge di Bilancio 2026 ha ridefinito il confine tra attività privata e imprenditoriale per gli affitti brevi. Fino a 2 immobili è possibile applicare il regime fiscale da privato (cedolare secca o tassazione ordinaria), rispettando tutti gli obblighi di legge; il primo immobile mantiene la cedolare secca al 21%, il secondo sale al 26%. Superata questa soglia, si entra in un regime che può configurare l’esercizio di un’attività d’impresa, con conseguenti obblighi aggiuntivi da verificare con un professionista.

In questo scenario, la complessità gestionale degli affitti brevi non riguarda più solo le tariffe e le pulizie, ma una serie di adempimenti tributari e normativi che si stratificano l’uno sull’altro. Imposta di soggiorno, CIN, CITR, comunicazione alla Questura, statistiche ISTAT regionali, cedolare secca: chi non ha una struttura organizzata rischia di perdere per strada qualcuno di questi passaggi.

Puoi trovare una panoramica delle nostre dimore nel cuore di Genova per capire quali tipologie di immobile rispondono meglio alla domanda turistica della città. Se invece stai valutando se e come avviare un’attività di affitto breve sul tuo immobile, e vuoi capire come viene gestita la parte burocratica e tributaria in modo professionale, il punto di partenza è una conversazione: siamo disponibili per un confronto concreto sulla gestione professionale del tuo immobile.

Elaborazione su dati e fonti pubbliche. genovabb.it non è una testata giornalistica. I dati riportati sono stati raccolti da fonti ritenute attendibili ma non se ne garantisce l’esattezza.

Storie, segreti e sapori di Genova. La Superba è il magazine di genovabb.it — raccontiamo la città come la vivono i genovesi, ogni settimana, una rubrica alla volta.
Vai alla rubrica Osservatorio Turistico →
Newsletter settimanale

Il Venerdì
di Genova

Ogni venerdì mattina nella tua inbox: gli eventi del weekend, un articolo da non perdere, un consiglio genovese segreto. Zero spam. Solo città vera.

Eventi del WeekendI migliori appuntamenti da non perdere
Articoli de La SuperbaUna storia di Genova ogni settimana
Offerte sulle nostre DimoreDisponibilità e prezzi in anteprima
Un Segreto genovese sshhhhh! 🤫Un consiglio genovese che non trovi online
Ospitiamo per Passione dal 2015

La tua Genova ti aspetta.

Prenota una delle nostre Dimore nel cuore della città — al miglior prezzo, direttamente.