È una delle piazzette più animate del centro storico, e il cuore della movida cittadina dei caruggi. Piazza delle Erbe prende il nome dalla sua antica vocazione di mercato ortofrutticolo: vi arrivavano i besagnini, i contadini delle valli del Bisagno che coltivavano frutta e verdura sui terrazzamenti delle colline e li portavano a vendere in città con i carri. Originariamente era chiamata “Piazza Nuova da Basso” o “Piazza Nuova la Nuova” — chiamata due volte “Nuova” perché ne esisteva già una, l’attuale Piazza Matteotti. Dalla primavera del 1994 centinaia di giovani cominciano a frequentarla la sera; in pochi anni la piazza e i caruggi adiacenti — verso San Bernardo, Sarzano, via delle Grazie, via Ravecca — diventano il principale polo della vita notturna del centro storico. Locali signature attivi oggi: la Taverna Zaccaria (osteria storica con cucina ligure), 28 Erbe (cocktail bar di riferimento), e numerose enoteche, pub, taverne sotto le facciate dei palazzi caratteristici.
Dove si trova
L’indirizzo è Piazza delle Erbe, 16123 Genova, nel cuore del centro storico, fra San Donato, Sarzano, via delle Grazie e via Ravecca. Si raggiunge a piedi dal centro, dall’asse Cattedrale-Palazzo Ducale, o salendo dal Porto Antico.
A piedi: cinque minuti dalla Cattedrale di San Lorenzo, sette dal Palazzo Ducale, dieci dal Porto Antico. La fermata Sarzano-Sant’Agostino della metropolitana è a 200 metri.
L’accesso è libero, sempre, gratuito. La piazza è particolarmente animata di sera, soprattutto nei weekend e nei mesi più miti.
Le origini: i besagnini e il mercato ortofrutticolo
La piazza nasce probabilmente nel tardo Medioevo come spazio di passaggio fra il colle del Castello e la zona di Sarzano, in una zona di abitazioni popolari relativamente lontana dai palazzi nobiliari del centro. Il toponimo originale era “Piazza Nuova da Basso” o “Piazza Nuova la Nuova” — chiamata due volte “Nuova” per distinguerla dall’altra “Piazza Nuova” già esistente (quella che oggi chiamiamo Piazza Matteotti).
Il nome attuale — “delle Erbe” — viene dalla sua principale funzione storica: il mercato ortofrutticolo. Quotidianamente vi arrivavano i besagnini, i contadini delle valli del Bisagno, fiume che attraversa la zona orientale della città. I besagnini erano una vera e propria categoria sociale e economica nella Genova storica: contadini-imprenditori che coltivavano sui terrazzamenti delle colline orientali (Apparizione, Quezzi, Marassi, Staglieno) e portavano i prodotti in città con carri trainati da muli, vendendo direttamente in piazza ai cittadini.
Il mercato delle erbe (frutta, verdura, ortaggi, fiori) era organizzato sotto le tettoie della piazza nelle ore mattutine. Nel pomeriggio gli stalli venivano smontati e la piazza tornava al suo ruolo di passaggio.
Questa funzione mercantile-ortofrutticola si protrae per secoli — fino agli anni Cinquanta del Novecento — quando i mercati cittadini si concentrano in spazi dedicati (Mercato Orientale di via XX Settembre, mercato di Corso Sardegna) e Piazza delle Erbe perde la sua funzione storica.
La trasformazione del 1994: la nascita della movida
La svolta della piazza avviene nella primavera del 1994. In quegli anni il centro storico genovese stava attraversando una fase di abbandono e degrado — molti palazzi erano vuoti, le attività commerciali stavano chiudendo, la zona dei caruggi era considerata “off-limits” per i giovani borghesi della città.
Improvvisamente, in quella primavera, alcune nuove osterie e bar aprono in piazza delle Erbe e nelle vie adiacenti (Sarzano, San Bernardo, via Ravecca, via delle Grazie). I prezzi sono bassi — molto più bassi che nelle zone alla moda della città moderna — e l’atmosfera è quella autentica dei caruggi medievali. Centinaia di giovani genovesi cominciano a frequentare la zona, attratti dalla novità e dalla qualità dell’esperienza urbana.
In pochi anni Piazza delle Erbe diventa il cuore della movida del centro storico: aprono nuovi locali, si moltiplicano le tipologie (pub, enoteche, cocktail bar, ristorantini etnici, osterie liguri tradizionali), si crea un’atmosfera notturna vivace che continua ininterrottamente da oltre trent’anni.
L’effetto della rinascita di Piazza delle Erbe ha trascinato con sé tutta la zona dei caruggi orientali: Sarzano, San Bernardo, via Ravecca, via San Donato sono diventate aree di concentrazione di locali notturni e di attività commerciali, contribuendo alla rigenerazione del centro storico attraverso l’economia del tempo libero.
I locali signature
I locali storici della zona — quelli che hanno fatto la storia della movida e che ancora oggi sono i punti di riferimento — sono entrambi pubblicati nella nostra Guida nella categoria “Cosa Fare la Sera“:
La Taverna Zaccaria — osteria storica nei caruggi adiacenti, con cucina ligure tradizionale e atmosfera autentica. È uno dei locali più frequentati della zona, sia per la cena sia per l’aperitivo serale.
28 Erbe — cocktail bar di riferimento sulla piazza, con miscelazione contemporanea e atmosfera curata. Punto di partenza ideale per la serata nei caruggi.
Numerosi altri locali animano la piazza e le vie adiacenti — pub irlandesi, enoteche, taverne, ristorantini — molti dei quali aperti da decenni e con clientela fidelizzata.
Le sere di Piazza delle Erbe
L’atmosfera serale della piazza è uno dei biglietti da visita di Genova. Nei venerdì e sabati sera, la piazza è affollatissima — centinaia di persone (giovani genovesi, turisti, lavoratori del centro) si concentrano fra i locali, in piedi con un drink in mano, nelle conversazioni e nella convivialità tipica del centro storico.
L’atmosfera è diversa da quella di una piazza tradizionale: non c’è spazio per sedersi su panchine o terrazze (tranne quelle dei locali), il flusso è continuo, la conversazione si svolge in piedi. È un’esperienza urbana più vicina ai pub crawl britannici o alle “ramblas” spagnole che alle tradizionali piazze italiane.
I palazzi che circondano la piazza — di varie epoche, dal Cinque-Seicento al Novecento — sono spesso restaurati con cura, con facciate in colori pastello (giallo, rosa, ocra) tipici del centro storico genovese. Le facciate creano uno scenario suggestivo che fa da sfondo all’atmosfera serale.
La direzione verso Sarzano e gli altri caruggi
Da Piazza delle Erbe si possono facilmente raggiungere le altre zone del centro storico:
- Sarzano e via Ravecca (verso est): zona della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, con altri locali e atmosfera universitaria.
- San Donato (verso nord): la chiesa romanica e le abitazioni del colle del Castello.
- San Bernardo (verso ovest): altra piazza storica del centro, con locali notturni.
- Piazza Embriaci (verso nord-ovest): zona della Torre degli Embriaci.
- Via delle Grazie (verso ovest): caruggio storico fra Piazza delle Erbe e la zona di Banchi.
L’esplorazione a piedi della rete di caruggi attorno alla piazza è una delle esperienze più suggestive del centro storico genovese. Particolarmente di sera, quando l’illuminazione delle facciate e dei lampioni crea atmosfere quasi cinematografiche.
La fontana del Tritone
Al centro della piazza si erge una piccola fontana barocca — molto più modesta di quelle delle grandi piazze monumentali — con una statua marmorea (un tritone o una figura mitologica) sopra una vasca circolare. La fontana è di scuola genovese del Sei-Settecento (l’attribuzione esatta è incerta), ed è in restauro periodico per i danni causati dall’esposizione e dall’usura.
La fontana è uno dei punti di riferimento visivi della piazza, e fa da sfondo a moltissime fotografie della zona — soprattutto nelle ore del crepuscolo, quando la luce calda fa risaltare il marmo bianco della scultura contro le facciate colorate dei palazzi.
Informazioni pratiche
Accesso: la piazza è completamente pubblica e gratuita, accessibile 24 ore su 24.
Orari di animazione: l’atmosfera vivace si concentra dalle 18:00 in poi, con punto di massima affluenza fra le 22:00 e le 01:00 nei venerdì e sabati. Nei giorni feriali la piazza è più tranquilla, frequentata dai residenti e dagli avventori delle osterie.
Norme: rispetto degli abitanti del quartiere (la piazza è completamente residenziale, con appartamenti che si affacciano sui locali). Il Comune di Genova ha istituito orari di chiusura per i locali — di norma le 02:00 nei weekend, le 01:00 in settimana — per garantire il riposo dei residenti.
Sicurezza: la zona è ben frequentata e generalmente sicura, ma è opportuno il consueto livello di attenzione tipico delle aree affollate di centro storico (custodia di portafogli e cellulari, scelta delle vie di rientro nelle ore notturne).
Cosa c’è intorno
Piazza delle Erbe è in una zona di altissima concentrazione di POI da visitare. A pochissimi minuti a piedi: Chiesa di San Donato con il suo campanile ottagonale (3 minuti), Santa Maria di Castello con il complesso domenicano (5 minuti), Torre degli Embriaci (5 minuti).
A 5-10 minuti: la Cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo Ducale, la Galleria Spinola. Verso il porto in 10-12 minuti l’Acquario.
Per la cena oltre ai locali storici della piazza: Sa Pesta (a 5 minuti, torte di verdura), Antica Sciamadda in via San Giorgio, Ostaja San Vincenzo, Trattoria da Maria. Per cocktail e wine bar serale: Les Rouges in piazza Campetto, Jenoir.
L’aperitivo genovese nei caruggi
Una delle ragioni per cui Piazza delle Erbe è diventata il centro della vita serale del centro storico è la cultura dell’aperitivo all’aperto, profondamente radicata a Genova. Qui non ci si siede necessariamente al tavolo: si beve in piedi, fra un locale e l’altro, con un bicchiere in mano e un assaggio di focaccia o un tagliere da condividere. È una socialità di strada che trasforma la piazza e i caruggi adiacenti in un grande salotto a cielo aperto.
Tra le specialità da provare in zona c’è il Corochinato, un vino aromatizzato con erbe officinali (la ricetta tradizionale ne conta sedici), servito freddo in piccoli bicchieri con una scorzetta di limone e abbinato alla focaccia. Soprannominato affettuosamente “l’Asinello”, è uno degli aperitivi più caratteristici della tradizione genovese e si trova in diverse enoteche e taverne del centro storico. Accanto al Corochinato, l’offerta spazia dai calici di vino ligure ai cocktail di miscelazione contemporanea, sempre accompagnati dalla protagonista assoluta della gastronomia da strada cittadina: la focaccia genovese, sfornata calda nei forni storici dei vicoli vicini come quelli di via Ravecca e via di Porta Soprana.
I caruggi e il centro storico medievale
Piazza delle Erbe si trova nel cuore del centro storico di Genova, uno dei più estesi d’Europa: un dedalo di vicoli che si snoda su un’area di oltre cento ettari, racchiusa fra il mare e le colline. La fitta rete di strade strette che la circonda è quella dei caruggi — termine genovese che indica i vicoli incassati fra palazzi alti e ravvicinati, tipici della città vecchia.
L’impianto dei caruggi è di origine medievale: la Genova murata sfruttava al massimo lo spazio disponibile su un territorio compresso fra costa e rilievi, costruendo edifici alti e addossati gli uni agli altri. La strettezza dei vicoli risponde a esigenze pratiche — massimizzare lo spazio edificabile, creare ombra contro il caldo estivo, facilitare la difesa in caso di assalto. Camminare oggi fra questi vicoli, partendo da Piazza delle Erbe verso San Donato, Santa Maria di Castello o Sarzano, significa attraversare un tessuto urbano rimasto sostanzialmente intatto nella sua trama medievale, pur con le sovrapposizioni rinascimentali e barocche dei secoli successivi.
Vale la pena ricordare che Piazza delle Erbe, pur essendo nel pieno del centro storico, non fa parte del sito UNESCO “Le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2006: quel riconoscimento riguarda le dimore nobiliari lungo via Garibaldi e le altre Strade Nuove, mentre la nostra piazza appartiene al tessuto più popolare e antico della città, quello dei mercati e delle botteghe.
Sarzano e Sant’Agostino, a due passi
Appena a est della piazza si apre l’area di Sarzano, uno dei poli più vivi del centro storico orientale. Qui ha sede la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, ospitata negli spazi recuperati dell’antico complesso conventuale di Sant’Agostino: la presenza degli studenti contribuisce all’atmosfera giovane e frequentata della zona, che si salda naturalmente con la movida di Piazza delle Erbe.
Nello stesso complesso si trova il Museo di Sant’Agostino, museo civico di scultura e arte medievale e moderna allestito in un suggestivo monastero trecentesco con due chiostri. La fermata Sarzano-Sant’Agostino della metropolitana — a circa duecento metri dalla piazza — collega in pochi minuti l’area al resto della città: dalle stazioni ferroviarie di Brignole e Principe si raggiunge il centro storico cambiando sui treni della metro (fermate De Ferrari, San Giorgio, Darsena e appunto Sarzano), il che rende Piazza delle Erbe comodamente accessibile anche a chi arriva in treno.
Consigli per la visita
I periodi migliori per esplorare il centro storico e vivere le serate in piazza sono la primavera (da aprile a giugno) e l’inizio autunno (settembre-ottobre): temperature miti, giornate lunghe e un affollamento più contenuto rispetto al picco estivo. D’estate i caruggi, stretti e ombrosi, offrono comunque riparo dal caldo, mentre l’inverno genovese resta relativamente clemente ma con giornate più corte.
Qualche raccomandazione pratica per godersi al meglio la zona: indossare scarpe comode, perché il centro storico alterna salite, discese, gradini e pavimentazioni in pietra; tenere a portata una mappa o un’app di navigazione, dato che la rete dei vicoli è fitta e disorientante; e soprattutto concedersi il piacere di perdersi nei caruggi, scoprendo scorci, piazzette nascoste e botteghe storiche che non compaiono negli itinerari più battuti. Piazza delle Erbe è il punto di partenza ideale per questa esplorazione: di giorno per la sua posizione baricentrica fra i grandi monumenti, di sera per la sua inconfondibile energia.