È la piazza principale di Genova, e basta avvicinarsi per riconoscerla: la grande fontana monumentale circolare in bronzo al centro, attorno il rumore dell’acqua e dei genovesi che attraversano la piazza per andare al lavoro, ai teatri, alla stazione della metropolitana. Piazza De Ferrari è dedicata al duca Raffaele De Ferrari di Galliera, il grande mecenate genovese che nel 1875 donò alla Repubblica una somma considerevole per l’ampliamento del porto. La fontana attuale è del 1936 (architetto Giuseppe Crosa di Vergagni, donata dalla famiglia Piaggio, rinnovata nel 2001 con nuovi getti). Sui lati si concentrano alcuni dei più importanti monumenti civili della città: il Palazzo della Borsa (Liberty 1906-1912), il Teatro Carlo Felice (Barabino 1828, ricostruito Gardella 1991 dopo i bombardamenti WWII), il Palazzo Ducale, il Palazzo della Regione Liguria, l’Accademia Ligustica di Belle Arti. È il centro istituzionale, finanziario, culturale e dei trasporti della città — il punto di partenza naturale per qualsiasi visita.
Dove si trova
L’indirizzo è Piazza Raffaele De Ferrari, 16121 Genova, fra il quartiere di Piccapietra (a est, verso via XX Settembre e Brignole) e il centro storico (a ovest, verso piazza San Lorenzo e Sottoripa). È il nodo geografico centrale della Genova moderna — punto di confluenza fra la città medievale e l’espansione ottocentesca.
A piedi: due minuti da Palazzo Ducale e Cattedrale di San Lorenzo, cinque dai Musei di Strada Nuova, otto dal Porto Antico, dieci da Brignole via XX Settembre. La fermata De Ferrari della metropolitana AMT è proprio sotto la piazza (linea verde, 8 fermate da Brignole).
Tutte le linee bus che attraversano il centro fanno fermata a De Ferrari o nei pressi.
La storia: dalle prime origini al duca di Galliera
La piazza ha origini relativamente recenti rispetto al resto del centro storico. Nel Medioevo l’area era occupata dal grande Convento di San Domenico (XIII secolo) — uno dei più importanti complessi conventuali della città, sede della comunità domenicana fino alla soppressione napoleonica.
Nel 1828, in seguito alla soppressione del convento, gli edifici monastici vengono demoliti per fare spazio alla costruzione del nuovo Teatro Carlo Felice di Carlo Barabino (vedi sotto) e per l’apertura di una nuova piazza pubblica intorno al teatro.
La piazza viene rinominata in onore di Raffaele De Ferrari, duca di Galliera (Genova 1803 — Genova 1876), il più grande mecenate genovese dell’Ottocento. Membro di una delle famiglie più ricche d’Europa (i De Ferrari erano banchieri legati alla famiglia Brignole-Sale), Raffaele aveva sposato Maria Brignole-Sale — l’ultima erede dei Brignole-Sale, che donerà al Comune di Genova Palazzo Rosso (1874) e Palazzo Bianco (1884) con le loro collezioni d’arte.
Nel 1875 Raffaele De Ferrari dona alla Repubblica genovese — al tempo Regno di Sardegna+Italia — una somma considerevole (alcuni milioni di lire) destinata all’ampliamento del porto. È uno dei maggiori atti di mecenatismo civile dell’Ottocento italiano. La nuova piazza viene rinominata in suo onore: da quel momento è “Piazza De Ferrari”.
La fontana monumentale (1936)
L’elemento più iconico della piazza è la fontana monumentale circolare in bronzo, costruita nel 1936 dall’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni e donata alla città dalla famiglia Piaggio (la stessa che produrrà la celebre Vespa, fondata da Rinaldo Piaggio a Pontedera nel primo Novecento). La fontana sostituisce una precedente fontana ottocentesca più modesta.
La fontana è una grande vasca circolare in pietra, con al centro un getto verticale d’acqua di una decina di metri. La vasca è in lieve dislivello rispetto al pavimento della piazza, creando un effetto scenografico. Nel 2001 la fontana è stata completamente rinnovata: nuovi getti d’acqua, alcuni a livello del pavimento (effetto “fontana danzante”), una vasca aggiuntiva, illuminazione notturna a luci colorate.
L’effetto serale è molto suggestivo: la fontana illuminata, il rumore dell’acqua che si stacca dal vociare della piazza, i riflessi sulle facciate dei palazzi circostanti — è uno dei “biglietti da visita” notturni di Genova, frequentemente fotografato da turisti e cittadini.
Il Palazzo della Borsa (1906-1912)
Sul lato nord della piazza si erge il Palazzo della Borsa, uno dei più alti esempi di Liberty a Genova. Costruito fra il 1906 e il 1912 dagli ingegneri Dario Carbone e Amedeo Pieragostini, era la sede della Borsa Valori di Genova (poi spostata a Milano nel corso del Novecento).
L’edificio si distingue per la facciata curvilinea che segue il perimetro semicircolare della piazza, le decorazioni Liberty (motivi floreali, fregi, mascheroni), il grande coronamento con cupola e timpano. È uno degli edifici più riconoscibili di Genova, anche grazie alla grande insegna “BANCA CARIGE” (poi sostituita da altre insegne con i cambiamenti societari) che lo caratterizza visivamente.
Storicamente, il Palazzo della Borsa è il punto in cui Genova ha gestito le contrattazioni finanziarie del Novecento, prima della globalizzazione dei mercati. La prima Borsa Italiana di Goods e Securities era stata fondata nel 1855 nella Loggia dei Mercanti in piazza Banchi — la sede di De Ferrari arriva mezzo secolo dopo, segnale del trasferimento del baricentro finanziario dalla zona del porto al centro della città moderna.
Il Teatro Carlo Felice (1828, 1991)
Sul lato est della piazza si trova il Teatro Carlo Felice, il principale teatro lirico di Genova. La storia è in due fasi:
Prima fase (1828): il re Carlo Felice di Savoia volle un grande teatro per il melodramma, allora popolarissimo in tutta Italia. L’incarico fu affidato a Carlo Barabino (Genova 1768 — 1835), il principale architetto neoclassico ligure. Barabino progettò un edificio neoclassico monumentale — colonne corinzie, frontone, cavea a ferro di cavallo all’italiana — sulla zona già occupata dal demolito Convento di San Domenico. Inaugurazione: 7 aprile 1828, con l’opera “Bianca e Fernando” di Vincenzo Bellini.
Distruzione (1942-1944): il teatro Barabino viene gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale (incendio del 1944 dopo le esplosioni). Restano in piedi solo le murature perimetrali esterne.
Seconda fase (1985-1991): nei primi anni Ottanta si decide la ricostruzione. L’incarico va all’architetto Ignazio Gardella (Milano 1905 — Oleggio 1999), uno dei maggiori architetti razionalisti italiani del Novecento. Gardella conserva le murature perimetrali superstiti del Barabino e ricostruisce l’interno in chiave moderna: cavea con tribune, palcoscenico tecnologicamente avanzato, sale di rappresentanza, foyer Liberty. Inaugurazione: 18 ottobre 1991. Il teatro ha una capienza di 2.000 posti ed è la sede della Fondazione Teatro Carlo Felice, una delle principali fondazioni liriche italiane.
La stagione lirica del Carlo Felice — opere di Verdi, Puccini, Mozart, Wagner, Donizetti, contemporanei — è uno dei pilastri della vita culturale genovese. Il teatro ospita anche concerti sinfonici, balletti, spettacoli teatrali.
Il Palazzo Ducale e gli altri edifici
Sul lato sud della piazza si apre l’ingresso secondario del Palazzo Ducale — l’antica sede del governo della Repubblica, oggi principale spazio espositivo della città (mostre internazionali, festival culturali). L’ingresso principale del Palazzo è invece in piazza Matteotti, sul lato opposto.
Altri edifici importanti che si affacciano sulla piazza:
- Palazzo della Regione Liguria: sede dell’amministrazione regionale, edificio del primo Novecento.
- Accademia Ligustica di Belle Arti: fondata nel 1751, è una delle più antiche accademie d’arte italiane. Conserva una pinacoteca con opere di scuola genovese e tiene corsi di pittura, scultura, design, restauro.
- Palazzo della Nuova Borsa: edificio Liberty di inizio Novecento, oggi sede di banche e uffici.
- Vari palazzi commerciali e amministrativi dell’Otto-Novecento, con piano terra dedicato a uffici, banche e attività commerciali.
De Ferrari oggi: il centro vitale della città
La piazza è uno dei luoghi più frequentati di Genova. Vi passano ogni giorno migliaia di persone — pendolari diretti agli uffici del centro, studenti, turisti, frequentatori dei teatri e dei luoghi di cultura. È anche un punto di ritrovo: “ci vediamo a De Ferrari” è una frase ricorrente fra i genovesi.
Negli ultimi decenni la piazza è stata oggetto di vari interventi di riqualificazione urbana: pedonalizzazione di alcune zone, restauri della fontana, restauri delle facciate dei palazzi, illuminazione notturna. È oggi uno spazio pubblico di alta qualità, frequentato da locali e turisti in ogni stagione.
Sulla piazza si tengono eventi di rilievo cittadino: manifestazioni politiche, concerti all’aperto, eventi sportivi (la zona di partenza di alcune mezze maratone urbane), celebrazioni civili (festa della Repubblica, festa nazionale del 4 novembre), capodanno.
Informazioni pratiche
Accesso: la piazza è completamente pubblica e gratuita, accessibile 24 ore su 24. La fontana è in funzione da aprile a ottobre (spenta in inverno per ragioni di manutenzione e per evitare congelamenti).
Trasporti: fermata metropolitana De Ferrari (linea verde) sotto la piazza. Tutte le linee bus AMT del centro convergono qui.
Parcheggi: il parcheggio sotterraneo Piccapietra (200 metri) è il più comodo. Zona ZTL diurna nei mesi non estivi.
Cosa c’è intorno
De Ferrari è il centro geografico di tutto ciò che merita di essere visto a Genova. A 200 metri il Palazzo Ducale, a 300 la Cattedrale di San Lorenzo, a 500 i Musei di Strada Nuova, a 700 il Porto Antico. È il punto da cui partire per qualsiasi itinerario di visita.
Verso est, lungo via XX Settembre (la grande arteria Liberty), in 5 minuti si arriva al Ristorante Zeffirino (1939, il pesto di Sinatra) e al Mercato Orientale, in 10 alla stazione di Brignole.
Per pranzo o cena nelle vicinanze: Zeffirino, Sa Pesta nei caruggi, Klainguti in piazza Soziglia, Mangini in piazza Corvetto. Per aperitivo serale: Les Rouges in piazza Campetto, Jenoir.