Vicino alla Sottoripa e al cuore commerciale del centro storico, si apre una delle piazze più ricche di storia di Genova: Piazza Banchi. Antica sede del mercato dei cereali (XII secolo), prende il nome dai banchi dei cambiavalute che vi si concentravano sotto i portici degli edifici circostanti. Era qui che, dal Medioevo al Cinquecento, si decidevano i prezzi, si stipulavano gli accordi commerciali, si trasformavano le monete, si stipulavano gli atti notarili che cambiavano la storia delle fortune genovesi. Distrutta da un terribile incendio nel 1398, la piazza venne ricostruita nel Cinquecento con la grande Loggia dei Mercanti di Andrea Ceresola “Vannone” (1589-1595), che dal 1855 divenne la sede della prima Borsa Italiana di Goods e Securities. Sopra di essa, esempio unico in Italia, si erge la Chiesa di San Pietro in Banchi costruita sopra esercizi commerciali. Oggi la piazza conserva il suo carattere mercantile, con bancarelle, musicisti di strada e bar storici sotto i portici.
Dove si trova
L’indirizzo è Piazza Banchi, 16123 Genova, nel cuore del centro storico, fra Sottoripa e via degli Orefici. La piazza è raggiungibile a piedi da numerose direzioni: da Caricamento (5 minuti via Sottoripa), dalla Cattedrale di San Lorenzo (3 minuti via via San Lorenzo), da via Garibaldi (8 minuti via via Lomellini).
A piedi: tre minuti dalla Cattedrale di San Lorenzo, cinque dalla Galleria Spinola, sette dal Palazzo Ducale, cinque dal Porto Antico. La fermata San Giorgio della metropolitana è a 200 metri.
L’accesso alla piazza è libero, sempre, gratuito. È uno spazio pubblico permanentemente accessibile, frequentato dai genovesi nel quotidiano e dai turisti per le bancarelle e l’atmosfera del centro storico.
Le origini: il mercato dei cereali (XII secolo)
La storia commerciale di piazza Banchi comincia nel XII secolo. La zona — vicina al porto, accessibile dalle vie di comunicazione interne — si presta naturalmente al ruolo di mercato di scambio. Inizialmente vi si svolge il mercato dei cereali: navi mercantili scaricavano grano, orzo, avena dal Mar Nero, dall’Egitto e dalle altre regioni del Mediterraneo, e i carichi venivano contrattati e venduti in piazza.
Nel XII e XIII secolo la piazza diventa uno dei tre principali mercati cittadini (insieme a quello del pesce in Sottoripa e a quello degli ortofrutticoli in piazza delle Erbe). Vi si concentrano le attività di cambiavalute — i precursori medievali dei banchieri moderni — che operano sotto i portici degli edifici circostanti seduti dietro banchi di legno (donde il nome attuale della piazza).
Nel XIII secolo si diffonde la pratica del cambio di moneta internazionale: Genova, con le sue colonie commerciali nel Mediterraneo orientale, era una delle principali piazze finanziarie d’Europa. I cambiavalute genovesi gestivano il flusso delle valute (grossi, denari, fiorini, ducati, monete bizantine, arabe, francesi) per conto dei mercanti che attraversavano la città in entrambe le direzioni.
Le grandi famiglie mercantili dell’epoca — i De Marini, i Di Negro, i Lercari, i Malocello, i Negrone — avevano i propri palazzi attorno alla piazza e gestivano direttamente le attività commerciali e bancarie. È in questa zona che nascono alcune delle prime forme moderne di banca e di contratto commerciale — pratiche che la Genova del Trecento esporterà in tutta Europa.
L’incendio del 1398
La storia della piazza è segnata dal terribile incendio del 1398. Il fuoco — probabilmente innescato dalle lotte di fazione fra Guelfi e Ghibellini che avevano insanguinato Genova nei decenni precedenti — distrugge gran parte degli edifici della piazza, devasta i depositi commerciali, danneggia anche la chiesa di San Pietro che vi sorgeva.
Per oltre un secolo e mezzo la zona resta in stato di abbandono, con strutture in rovina e attività commerciali ridotte. La ricostruzione organica viene affrontata solo nel Cinquecento, quando la Repubblica di Genova — sotto la riforma di Andrea Doria del 1528 — ritrova stabilità politica ed economica e può permettersi grandi opere pubbliche.
La Loggia dei Mercanti (1589-1595)
Il pezzo più importante della ricostruzione cinquecentesca è la Loggia dei Mercanti, costruita fra il 1589 e il 1595 dall’architetto Andrea Ceresola “Vannone” (lo stesso che pochi anni prima aveva costruito la Chiesa di San Pietro in Banchi sotto la direzione di Bernardino Cantone).
La Loggia è destinata a fornire una sede coperta ai banchieri e ai cambiavalute della piazza — fino ad allora costretti a operare all’aperto sotto i portici degli edifici circostanti. È un grande edificio rettangolare con un’enorme aula coperta, sostenuta da pilastri marmorei, accessibile da arcate aperte sul fronte della piazza.
L’architettura della Loggia è di gusto tardo-rinascimentale, con echi dei modelli serliani del Cinquecento. È uno dei più importanti esempi di edificio commerciale-istituzionale dell’architettura ligure, paragonabile per importanza ad altre logge mercantili dell’epoca (la Loggia degli Orefici a Genova, la Loggia dei Mercanti di Bologna).
Il suo finanziamento — come per la chiesa di San Pietro in Banchi — è avvenuto tramite l’affitto delle botteghe e dei magazzini sottostanti la struttura: un modello commerciale-architettonico tipico della Genova del periodo.
La prima Borsa Italiana (1855)
Dal 1855 la Loggia dei Mercanti diventa la sede della prima Borsa Italiana di Goods e Securities (Borsa di Genova) — una delle prime borse valori organizzate del Regno di Sardegna prima dell’Unità d’Italia. La Borsa di Genova era allora un’istituzione di rilevanza internazionale, dove si negoziavano azioni delle compagnie marittime, materie prime, obbligazioni di stato.
La Borsa rimane in Loggia dei Mercanti fino ai primi del Novecento, quando viene trasferita in piazza De Ferrari nel nuovo Palazzo della Borsa Liberty (1906-1912). Il trasferimento segna lo spostamento del baricentro economico della città: dal centro storico medievale al centro borghese ottocentesco. Da quel momento la Loggia dei Mercanti perde la funzione finanziaria e diventa spazio espositivo polivalente per mostre temporanee, eventi culturali, mercatini.
La Chiesa di San Pietro in Banchi sopra le botteghe
Sul lato meridionale della piazza si erge la Chiesa di San Pietro in Banchi: esempio unico in Italia di edificio religioso costruito sopra esercizi commerciali. Progettata nel 1572 da Bernardino Cantone e costruita da Vannone+Ponzello fra 1572 e 1585, la chiesa si eleva su una terrazza-base raggiungibile da una scalinata monumentale. Sotto, al livello stradale, si aprono ancora oggi botteghe e magazzini.
Il finanziamento della costruzione era venuto proprio dall’affitto e vendita delle botteghe sottostanti — stesso modello usato per la Loggia dei Mercanti. È un’architettura commerciale-religiosa integrata che fa di San Pietro in Banchi un caso quasi unico nel panorama italiano.
Le botteghe sotto la chiesa e i bar storici
Le botteghe sotto la Chiesa di San Pietro in Banchi sono ancora oggi attive — librerie, casalinghi, alimentari, artigianato locale. Fra esse, alcune molto storiche.
Sotto i portici dei palazzi circostanti la piazza si trovano bar e botteghe storiche. La piazza è anche un punto di ritrovo per musicisti di strada (band genovesi suonano regolarmente sotto la Loggia dei Mercanti, soprattutto nelle giornate di festa). Le bancarelle di fiori e di prodotti tipici animano la piazza nelle giornate di mercato (di norma il sabato).
I palazzi della piazza
Attorno alla piazza si conservano diversi palazzi medievali e rinascimentali delle famiglie mercantili che vi avevano la sede dei propri affari:
- Palazzo De Marini: una delle famiglie mercantili più antiche di Genova, attiva nei traffici col Mediterraneo orientale.
- Palazzo Di Negro: famiglia di banchieri e armatori, legata anche alle imprese coloniali genovesi.
- Palazzo Lercari: una delle grandi dinastie mercantili della Genova medievale.
- Altri edifici di famiglie minori, restaurati nei secoli ma con strutture medievali ancora leggibili nelle murature interne.
La piazza oggi
Piazza Banchi conserva un carattere commerciale e di passaggio. Vi passano ogni giorno migliaia di persone — turisti diretti al Porto Antico o alla Cattedrale, residenti del centro storico, lavoratori del quartiere. Sotto la Loggia dei Mercanti — recentemente restaurata — si tengono mostre temporanee, presentazioni editoriali, eventi culturali.
Periodicamente vi si tengono mercatini di artigianato e di prodotti tipici, particolarmente nei mesi estivi e in occasione delle festività. La piazza è anche teatro di concerti all’aperto nei mesi più miti.
Il contesto urbano attorno è quello dei caruggi: stretti vicoli, palazzi alti, atmosfera densa. Il contrasto fra la piazza relativamente aperta e i caruggi adiacenti che vi si immettono crea un effetto spaziale interessante — la piazza è una boccata d’aria nel labirinto del centro storico.
Informazioni pratiche
Accesso: la piazza è completamente pubblica e gratuita, accessibile 24 ore su 24.
Loggia dei Mercanti: aperta in occasione di mostre ed eventi (verificare il calendario sul sito del Comune di Genova). Quando non è in uso espositivo, la Loggia è accessibile come spazio pubblico aperto.
Chiesa di San Pietro in Banchi: aperta tutti i giorni con orari liturgici, accessibile dalla scalinata monumentale.
Norme: comportamento sobrio, soprattutto vicino alla chiesa durante le funzioni. Foto consentite.
Cosa c’è intorno
Piazza Banchi è in posizione centralissima nei caruggi. A pochi minuti a piedi: la Cattedrale di San Lorenzo, la Galleria Spinola, la Basilica delle Vigne. Verso il porto in 5 minuti l’Acquario, il Bigo+Biosfera, il Porto Antico.
Per pranzo o cena nelle vicinanze: Sa Pesta (a 5 minuti, torte di verdura), Antica Friggitoria Carega in Sottoripa (a 3 minuti, focacce e farinata), Marescotti in via Fossatello (pasticceria 1780, a 5 minuti), Klainguti in piazza Soziglia (1828, a 5 minuti).