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Passeggiata Anita Garibaldi

📍 Nervi

La Passeggiata Anita Garibaldi è il tratto di lungomare più fotografato di Genova: quasi 2 km di pietra e ringhiere azzurre Belle Époque sospesi a strapiombo sulla scogliera di Nervi, dal porticciolo al borgo di Capolungo. Fu progettata e fatta costruire tra il 1862 e il 1872 dal marchese Gaetano Gropallo, intitolata ad Anita Garibaldi il 19 giugno 1945 e resa interamente pedonale dall’estate 1959. Panorama libero fino al Monte di Portofino. Accesso gratuito, sempre aperta. Il fondale è protetto dall’Area Marina Protetta di Portofino.

Dove si trova

La Passeggiata Anita Garibaldi corre per circa 1,8 chilometri lungo la scogliera del quartiere di Nervi, all’estremo levante della Grande Genova. L’ingresso occidentale è al porticciolo di Nervi, alla foce del torrente Nervi, raggiungibile a piedi dalla stazione ferroviaria di Genova Nervi in cinque minuti. L’ingresso orientale è a Capolungo, antico borgo di pescatori che oggi segna il confine tra Genova e Bogliasco.

Si può percorrere in entrambi i sensi ma la direzione da ovest verso est — dal porticciolo verso Capolungo — è quella che offre il colpo d’occhio migliore sul Monte di Portofino, che appare progressivamente più vicino a mano a mano che si avanza. Dalla stazione di Genova Nervi della linea Genova–La Spezia si arriva al porticciolo in cinque minuti a piedi. In autobus servono le linee AMT 15, 17 e 517, capolinea a Nervi. In auto: uscita autostradale A12 Genova Nervi, parcheggio a pagamento in Via del Commercio o presso il porticciolo.

Come è nata la passeggiata

Quella che oggi chiamiamo Passeggiata Anita Garibaldi era in origine un sentiero di servizio per contadini e pescatori tracciato intorno al 1823, utilizzato per raggiungere le piccole insenature di pesca e i terrazzamenti coltivati affacciati sul mare. Il tracciato era irregolare, pericoloso in più punti, frequentato solo da chi aveva necessità pratiche.

La trasformazione in passeggiata panoramica fu voluta dal marchese Gaetano Gropallo, proprietario della villa omonima (oggi parte dei Parchi di Nervi, sede della biblioteca comunale). Fu Gropallo a commissionare l’opera, che iniziò nel 1862 — un anno dopo l’Unità d’Italia — e si concluse dieci anni più tardi, nel 1872. L’intervento richiese sbancamenti della scogliera, costruzione di muri di contenimento in pietra, stesura del selciato e installazione delle ringhiere in ferro battuto che oggi caratterizzano la passeggiata con il loro colore azzurro Tiffany.

Per quasi un secolo la passeggiata fu aperta ai veicoli. Fu solo nell’estate del 1959 che il Comune di Genova dispose il divieto di transito automobilistico, trasformandola in area esclusivamente pedonale. Da allora è diventata uno dei grandi spazi pubblici pedonali della città, liberamente accessibile ventiquattr’ore su ventiquattro.

L’intitolazione ad Anita Garibaldi

La passeggiata non si chiamò sempre “Anita Garibaldi”. Per quasi ottant’anni dopo la sua apertura fu indicata come “Passeggiata a Mare” o “Passeggiata Gropallo”, dal nome della famiglia promotrice. La delibera di intitolazione ad Anita Garibaldi è datata 19 giugno 1945, pochi mesi dopo la Liberazione. Il Comune scelse il nome della moglie brasiliana di Giuseppe Garibaldi, morta nel 1849 durante la fuga dopo la caduta della Repubblica Romana, come tributo alle donne del Risorgimento e della Resistenza. La scelta si legava anche al fatto che la passeggiata era stata aperta pochi anni dopo l’Unità d’Italia, in un periodo in cui il garibaldinismo era fortissimo in Liguria.

La Torre Gropallo e il patrimonio difensivo

A circa metà del percorso, su un promontorio sopraelevato, si erge la Torre Gropallo, costruita nel XVI secolo come torre di avvistamento contro le incursioni dei pirati barbareschi. Fa parte del sistema di torri costiere che la Repubblica di Genova aveva edificato lungo tutta la Riviera per dare l’allarme in caso di sbarchi saraceni. Dalla sommità della torre, la vedetta accendeva un fuoco visibile alle torri vicine, innescando una catena di segnalazioni che arrivava fino al centro di Genova in pochi minuti.

La torre è passata in proprietà del Comune di Genova nel 1936. Oggi ospita sedi di associazioni culturali locali e viene aperta al pubblico in occasione di eventi e visite guidate. L’esterno è sempre visibile dalla passeggiata, con la sua mole quadrangolare in pietra grigia che spicca sul cielo.

Il panorama e il fondale marino

La passeggiata attraversa paesaggi che cambiano ad ogni curva. Nel tratto iniziale, uscendo dal porticciolo, si domina la spiaggia di Gianelli con le sue barche colorate in secca. Avanzando, la scogliera si fa più alta e selvaggia: grandi blocchi di pietra grigia si staccano dalla costa formando piccole cale e scogli piatti dove d’estate i nervini prendono il sole. Il mare, a tratti trasparente e turchese nei giorni di calma, cambia completamente faccia durante le mareggiate di libeccio, quando le onde si frangono rumorosamente contro i muri della passeggiata lanciando spruzzi sopra le ringhiere.

Il panorama ampio punta a oriente verso il Monte di Portofino, il massiccio di 610 metri che chiude il Golfo Paradiso. Nelle giornate limpide si vedono anche Camogli, Bogliasco, Sori e i primi promontori della Riviera di Levante. A ovest lo sguardo torna indietro verso Quinto, Quarto, fino al profilo del porto di Genova con la Lanterna.

Il fondale marino davanti alla passeggiata fa parte dell’Area Marina Protetta di Portofino, istituita nel 1999: Posidonia oceanica, scogliere ricche di gorgonie, castagnole e saraghi. È una delle immersioni subacquee più frequentate della Liguria. La qualità delle acque è costantemente monitorata da ARPAL.

Più al largo, l’intero tratto di mare fa parte anche del Santuario Pelagos per i mammiferi marini del Mediterraneo, l’area internazionale istituita nel 1999 con un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco che si estende su oltre 87.500 chilometri quadrati tra Liguria, Provenza e Corsica. In estate non è raro, con mare calmo, avvistare dalla passeggiata piccoli gruppi di delfini tursiopi che si avvicinano alla costa, e a distanza maggiore il soffio delle balenottere. Sulle rocce affacciate sulla passeggiata cresce la vegetazione tipica della macchia mediterranea: agavi, fichi d’India, euforbie arborescenti, capperi selvatici, piante alofite che tollerano la salsedine.

Nervi nel cinema: il luogo di Palombella Rossa

La Passeggiata Anita Garibaldi è il set italiano più ricorrente per film e serie ambientati in Liguria. Ha ospitato le riprese di Giorni e nuvole di Silvio Soldini (2007), Come se fosse amore (2002), Genova — Un luogo per ricominciare di Michael Winterbottom (2008), e soprattutto Palombella rossa di Nanni Moretti (1989), girato in larga parte nel centro natatorio vicino ai Parchi con frequenti scene sulla scogliera.

La riconoscibilità visiva della passeggiata — le ringhiere azzurre, il selciato rosa, la scogliera scura — ne ha fatto anche lo sfondo di numerosi servizi fotografici di moda, video musicali e matrimoni. Il tratto più vicino a Villa Grimaldi Fassio è quello scelto dalle coppie per gli scatti nuziali al tramonto, quando la luce radente colora l’acqua di arancione.

Quando andarci

La passeggiata è bella in tutte le stagioni, ma ciascuna ha il suo carattere. In primavera (aprile–maggio) il mare è ancora freddo ma l’aria è mite, le fioriture dei capperi e delle ginestre selvatiche tra le rocce rendono la costa spettacolare. In estate la passeggiata è animata dalle prime ore del mattino fino a notte: è consigliabile evitare le ore di massimo caldo (13–16) che batte sulle pietre bianche senza ombra. Le sere di agosto, con il tramonto verso il Monte di Portofino alle spalle e la brezza marina, sono tra i momenti più belli di Nervi.

L’autunno è la stagione dei fotografi: luce radente, cielo limpido, temperature sempre sopra i 20 gradi fino a ottobre inoltrato. L’inverno offre lo spettacolo del mare in tempesta nei giorni di libeccio — esperienza da vivere a distanza di sicurezza, rispettando le chiusure del Comune durante le allerte meteo.

La passeggiata è aperta ventiquattr’ore su ventiquattro, senza cancelli né orari. È illuminata di sera, e la camminata serale — soprattutto dopo cena — è una delle consuetudini più sentite dai nervini. Il sabato sera in estate è affollatissima.

Cosa c’è intorno

La Passeggiata Anita Garibaldi è il filo conduttore dell’intera offerta di Nervi. Praticamente ogni POI importante del quartiere si affaccia sulla passeggiata o vi si raggiunge in pochi minuti:

  • Direttamente a monte della passeggiata, sospesi sul crinale, si aprono i Parchi di Nervi: 9 ettari di ville storiche, roseto, palme cilene, musei civici.
  • Sulla passeggiata si affacciano gli stabilimenti balneari Bagni Medusa e Il Dodo, perfetti per il bagno in scogliera seguito da aperitivo al tramonto.
  • Accesso diretto alla Scogliera Anita Garibaldi, lo spazio libero dove i genovesi prendono il sole in estate tuffandosi dalle rocce piatte.
  • L’estremità orientale della passeggiata arriva alla spiaggia di Capolungo, piccola baia raccolta tra gli scogli, raggiungibile solo a piedi.
  • Vicino al porticciolo si trova anche la spiaggia del porticciolo, la più grande di Nervi, sabbiosa e libera.
  • Salendo dietro i Parchi, la Collina di Sant’Ilario citata da De André in “Bocca di Rosa” offre vista e trattorie panoramiche.

Info pratiche

  • Lunghezza: circa 1,8 km (porticciolo di Nervi → Capolungo)
  • Costruzione: 1862–1872, progetto marchese Gaetano Gropallo
  • Intitolazione: Anita Garibaldi, 19 giugno 1945
  • Pedonale: dal 1959 (prima aperta al traffico)
  • Ingresso: gratuito, sempre aperta 24h
  • Accesso: dal porticciolo (Via Marco Sala / Via Eros Da Ros) o da Capolungo (Via Capolungo)
  • Come arrivare: stazione Genova Nervi (5 min a piedi); AMT 15, 17, 517; auto uscita A12 Genova Nervi
  • Panorama: Monte di Portofino, Camogli, Bogliasco
  • Area Marina Protetta: fondale parte dell’AMP di Portofino (1999)
  • Monumenti sul percorso: Torre Gropallo (XVI sec, acquistata dal Comune nel 1936)
  • Illuminazione: sì, serale

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