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Parco Urbano delle Mura

📍 Righi ⭐ 4.5 · 3080 recensioni

Il Parco Urbano delle Mura è il più vasto parco di Genova: oltre 617 ettari di natura, sentieri, architettura militare e panorami che si sviluppano lungo la cresta collinare settentrionale della città, dalla Val Polcevera alla Val Bisagno. Lungo il suo perimetro corrono le Mura Nuove, la grande cinta difensiva costruita tra il 1626 e il 1639 per proteggere Genova dagli attacchi nel contesto della Guerra dei Trent’anni. Sono le mura merlate più estese d’Europa (circa 19 chilometri) e racchiudono un’area di 903 ettari — cinque volte il perimetro medievale. Lungo le mura si trovano i grandi forti — Sperone, Diamante, Begato, Puin, Castellaccio, Tenaglia, Crocetta, Fratello Minore — oggi meta escursionistica per genovesi e turisti. Accesso principale dal Righi, sia a piedi sia con la funicolare Zecca-Righi. Ingresso libero, sentieri pubblici.

Dove si trova e come arrivarci

Il Parco Urbano delle Mura si estende sulla cresta collinare a nord di Genova, dalla Val Polcevera a ovest alla Val Bisagno a est, toccando quote variabili da 300 a 700 metri. Il Parco non ha un ingresso unico: essendo un grande sistema territoriale, vi si accede da molti punti della città. I principali sono:

  • Dal Righi, ingresso di gran lunga più comodo, raggiungibile con la funicolare Zecca-Righi dal centro.
  • Dalla Val Polcevera, in zona San Quirico o Begato.
  • Dalla Val Bisagno, dalle alture di Quezzi o Staglieno.
  • Dal versante orientale di Granarolo, con la ferrovia a cremagliera di Granarolo (linea storica ancora in funzione) dalla stazione di Principe.

Il sistema dei sentieri è ben segnalato, percorribile a piedi, in bicicletta (nelle parti pianeggianti) e in alcune zone anche a cavallo. Le mappe dettagliate sono disponibili presso i punti informazione AMT, l’ufficio turismo di Genova (www.visitgenoa.it), i centri escursionistici del CAI.

Le Mura Nuove del 1626-1639

Le Mura Nuove sono il più grande cantiere militare della storia di Genova. La loro costruzione è strettamente legata al contesto geopolitico della prima metà del Seicento: l’Europa era devastata dalla Guerra dei Trent’anni (1618-1648), e la Repubblica di Genova — alleata di Spagna e dell’Impero — temeva attacchi dalla parte delle forze francesi, savoiarde, olandesi. Le vecchie mura trecentesche proteggevano solo il centro abitato; ma le artiglierie moderne potevano bombardare la città dalle alture circostanti. Era necessario un nuovo perimetro difensivo che includesse tutte le colline a nord, impedendo al nemico di posizionarvi cannoni.

Nel 1626 la Repubblica avviò la costruzione delle nuove mura lungo la cresta collinare. Il progetto aveva dimensioni senza precedenti: 19 chilometri di perimetro, con tracciato a stella, bastioni poligonali adattati alle tecniche antiartiglieria dell’epoca, porte monumentali (Porta Chiappe, Porta Murata, Porta Siberia, Porta della Lanterna). La popolazione e le risorse della Repubblica furono mobilitate per 13 anni, dal 1626 al 1639, quando le mura furono considerate sostanzialmente completate. Racchiudevano un’area di 903 ettari, circa cinque volte il perimetro medievale.

Le Mura Nuove non dovettero mai sostenere un assedio totale, ma la loro presenza svolse un ruolo dissuasivo decisivo. Durante l’invasione austro-piemontese del 1746-47 (Guerra di Successione Austriaca, vedi anche Santuario della Madonna del Monte), la difesa delle Mura Nuove fu uno dei fattori che permisero alla Repubblica di resistere. Solo le invasioni napoleoniche del 1797 piegarono definitivamente la Repubblica, più per ragioni politiche che militari.

Il sistema dei Forti

Lungo le Mura Nuove, a presidio dei punti strategici più alti, furono costruiti forti autonomi collegati alle mura da tratti di fortificazione. Alcuni forti risalgono al Seicento insieme alle mura; altri furono aggiunti nel Settecento e Ottocento per rafforzare la difesa di fronte alle nuove tecnologie militari. Il sistema comprende (da ovest a est):

  • Forte Tenaglia: lato Val Polcevera, vicino a Granarolo.
  • Forte Crocetta: in posizione intermedia.
  • Forte Begato: altopiano tra Sperone e Val Polcevera, da cui panorama su porto e Lanterna.
  • Forte Sperone: il più grande, a 512 metri sul Monte Peralto, vertice dove convergono i due rami delle mura.
  • Forte Castellaccio: sopra il Righi (360 metri), con la Torre Specola (1817-1825).
  • Forte Puin: piccola fortezza intermedia sul sentiero tra Sperone e Diamante.
  • Forte Fratello Minore: nome evocativo, piccola fortificazione di supporto.
  • Forte Diamante: il più alto (667 metri) e isolato, sul Monte Diamante.
  • Forte Ratti: più a est, verso la Val Bisagno.

Sono accessibili e visitabili (molti gratuitamente, alcuni con visite guidate organizzate). Il circuito completo dei forti richiede diverse ore di cammino. Il Parco dei Forti, iniziativa istituzionale del Comune di Genova, li valorizza con cartellonistica, restauri, iniziative culturali.

La natura del parco

Il Parco Urbano delle Mura è la più vasta area verde del Comune di Genova — superiore per estensione ai Parchi di Nervi, Villa Pallavicini, Villa Duchessa di Galliera messi insieme. La vegetazione cambia significativamente con l’altitudine e con l’esposizione. Nelle parti basse e a sud (sotto i 400 metri): macchia mediterranea con lecci, corbezzoli, mirti, rosmarino selvatico, ginestre. Sopra i 500 metri, le caratteristiche si fanno submontane: querceti (rovere, roverella), castagneti, faggete nelle zone più umide e ombrose. In primavera si possono vedere fioriture di orchidee spontanee, anemoni, narcisi selvatici.

La fauna è ricca, dentro una città di 600.000 abitanti. Tra i mammiferi: volpi, donnole, scoiattoli, cinghiali (in aumento negli ultimi anni), piccoli roditori; uccelli rapaci (poiane, gheppi, astori), picchi, ghiandaie, colombelle; rettili e anfibi. Il parco è corridoio ecologico fondamentale per la biodiversità ligure, connettendo l’entroterra al tessuto urbano.

I sentieri: escursioni classiche

Il Parco offre decine di percorsi, dai brevi itinerari di un’ora ai lunghi traversate di intera giornata. I più classici:

  • Righi → Forte Sperone: 45-60 minuti andata, dislivello 210 m, sentiero ben segnato. Uno dei percorsi più fotogenici con panorami continui.
  • Righi → Forte Diamante: circa 2 ore andata, dislivello 365 m. La meta è la fortezza più spettacolare del sistema.
  • Anello dei Forti: Righi → Castellaccio → Sperone → Puin → Diamante → ritorno. 5-6 ore in totale. L’itinerario classico per chi vuole vedere i forti in una sola giornata.
  • Granarolo → Forte Begato: dal capolinea della ferrovia a cremagliera di Granarolo, sentiero breve e panoramico.
  • Alta Via dei Monti Liguri: il Parco è attraversato da questo grande percorso trekking che collega Ventimiglia a Ceparana (440 km complessivi).

Quando andarci

Il parco è sempre accessibile, gratuito. I sentieri sono percorribili tutto l’anno, ma con consigli stagionali:

La primavera (aprile-giugno) è la stagione ideale: temperature perfette, fioriture spettacolari, boschi in piena vegetazione, giornate lunghe per escursioni complete. L’estate può essere calda a bassa quota ma i 500-700 metri dei forti offrono refrigerio; portare acqua a sufficienza. L’autunno (ottobre-novembre) regala colori caldi sui castagneti e le querce, con il parco meno affollato. L’inverno può essere rigido alle quote più alte, con possibilità di neve sopra i 600 metri; le giornate limpide post-pioggia offrono panorami cristallini su Alpi Marittime e Appennino.

Calzatura trekking o scarpe da trail-running obbligatoria. Acqua, cappello, giacca antivento. I sentieri sono segnati CAI ma è consigliabile avere una mappa o un’app GPS.

Il Parco è frequentato come grande palestra naturale della città: escursionisti occasionali, runner e trail runner, fotografi naturalisti, gruppi del CAI ligure, coppie e famiglie che scelgono la passeggiata domenicale. Il Comune di Genova e associazioni cittadine come “Genova Forti” organizzano periodicamente visite guidate storiche e naturalistiche gratuite, spesso collegate a iniziative culturali (Rolli Days, “Parco dei Forti”, giornate FAI).

Il Parco è anche un museo all’aperto di architettura militare: oltre alle Mura Nuove e ai forti, si incontrano postazioni di artiglieria ottocentesche, bunker della Seconda Guerra Mondiale (la difesa aerea italiana utilizzò le alture del Parco contro i bombardieri alleati), casermette, polveriere abbandonate. Una stratificazione di oltre quattro secoli di tecnica militare visibile camminando, dalle mura bastionate seicentesche concepite per sostenere l’assedio spagnolesco alle trincee moderne della Prima Guerra Mondiale, ai bunker antiaerei del secondo conflitto che proteggevano la città dai bombardamenti alleati del 1942-1944 (la campagna RAF di area bombing su Genova si aprì con il pesante raid del 22 ottobre 1942, seguito da altre incursioni nelle settimane successive).

Cosa c’è intorno

Il Parco Urbano delle Mura contiene o confina con molti POI già citati:

Info pratiche

  • Estensione: oltre 617 ettari
  • Perimetro delle Mura Nuove: circa 19 km — le mura merlate più estese d’Europa
  • Costruzione mura: 1626-1639
  • Ingresso: gratuito, sempre accessibile
  • Accesso principale: Righi (funicolare Zecca-Righi); Granarolo (ferrovia a cremagliera)
  • Altri accessi: Val Polcevera, Val Bisagno, Quezzi, Staglieno
  • Forti principali: Sperone (512 m), Diamante (667 m), Begato, Castellaccio (360 m), Puin, Fratello Minore, Tenaglia, Crocetta, Ratti
  • Flora: macchia mediterranea (0-400 m), querceti-castagneti (400-700 m), faggete nelle aree umide
  • Fauna: volpi, cinghiali, rapaci diurni, picchi, orchidee spontanee
  • Attraversato da: Alta Via dei Monti Liguri (Ventimiglia-Ceparana, 440 km)
  • Rating Google: 4,5 ★ su 3.080 recensioni (Area naturale Parco delle Mura)

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