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Mercato Orientale

📍 Centro €€

Il Mercato Orientale è il mercato alimentare coperto più importante di Genova, un ecosistema vivo di ortolani, macellai, pescivendoli, gastronomi e salumieri che occupa dal 1899 l’antico chiostro del convento della Consolazione, in pieno centro città, a due passi da Brignole. Non è un mercato turistico addomesticato: è il luogo dove ogni mattina genovesi, chef e studenti fanno la spesa vera. Dal 2019 al piano superiore si è aggiunto il MOG — Mercato Orientale Gastronomico, un’area food court con una decina di banchi specializzati dove si mangia (o si compra) pesce, carne alla brace, pasta fresca, pizza, dolci. Il piano terra conserva il fascino originale del mercato rionale: luci al neon sulle cassette di frutta, grida dei banchetti, profumi densi. È il posto da cui cominciare — o finire — una giornata di scoperta gastronomica a Genova.

La storia: primo edificio in cemento armato di Genova

Il Mercato Orientale nasce da una delibera comunale del 21 ottobre 1893: la città ha bisogno di una sede stabile per il commercio dei prodotti agricoli che arrivano dalla Val Bisagno, portati dai bezagnini (i contadini della valle del Bisagno) che fino a quel momento vendono nelle piazze De Ferrari e dell’Annunziata. Gli ingegneri comunali scelgono il chiostro dismesso del convento della Consolazione, costruito tra 1684 e 1706, e incaricano l’impresa Porcheddu di realizzare la copertura. È la prima opera genovese — e fra le prime in Italia — realizzata in calcestruzzo armato col sistema Hennebique, tecnica francese all’avanguardia. I lavori finiscono nel luglio 1898. Il 2 giugno 1899 il sindaco Francesco Pozzo inaugura il mercato con una mostra floreale. Da allora funziona ininterrottamente.

L’edificio occupa 5.500 metri quadrati. Ha un piano sotterraneo suddiviso in 42 magazzini (usati storicamente per lo stoccaggio) e un pianterreno con un porticato perimetrale colonnato di circa 360 metri. Nel corso del Novecento il mercato è stato il cuore dell’approvvigionamento alimentare del centro, fino agli anni Ottanta, quando la concorrenza dei supermercati ha ridotto i banchi attivi. Dal 2015 è iniziato un processo di riqualificazione che ha portato al MOG (piano superiore, inaugurato autunno 2019), un concept food court gestito da una cooperativa di commercianti che combina ristorazione veloce, banchi gourmet ed eventi.

Cosa trovi al piano terra (mercato tradizionale)

  • Ortofrutta: frutta e verdura di stagione, con particolare attenzione alla filiera ligure — basilico genovese DOP, zucchine trombetta, asparagi di Albenga, cipolla di Vessalico, carciofi di Perinaldo, olive taggiasche. I bezagnini della Val Bisagno portano ancora ortaggi a chilometro zero.
  • Pesce: pescato ligure fresco — acciughe, sardine, totani, gallinelle, tracina, palamite — e pesci di allevamento. Alcuni banchi offrono il servizio di sfilettatura gratuita.
  • Carni e salumi: macellerie storiche, salumerie con prosciutto di Sant’Olcese, pancetta, lardo, salsiccia dolce.
  • Formaggi: stracchino, Prescinsêua (Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT ligure, usato nelle torte salate), tome di Roccaverano, robiole.
  • Pane, focaccia, pasta fresca: banchi dedicati a focaccia genovese calda, focaccia di Recco, farinata, pansoti, trofie, trenette, corzetti.
  • Spezie, olive, legumi secchi: banchi con olive taggiasche, capperi, acciughe sotto sale, pinoli, legumi secchi sfusi.
  • Fiori e piante: alcuni banchi al centro della navata sono dedicati a fiori recisi e piante aromatiche.

I prezzi sono quelli di un mercato alimentare di centro città — in linea con i supermercati di fascia media per l’ortofrutta, più alti su pesce e carni (perché la qualità è superiore).

MOG — il piano gastronomico (dal 2019)

Al primo piano, raggiungibile con scale ed ascensore, c’è il MOG — Mercato Orientale Gastronomico: un open space di circa 700 mq con una decina di banchi food+drink, tavoli comuni, un bar centrale. Formula ibrida tra mercato e ristorante: ordini al banco, paghi alla cassa, ti siedi dove vuoi. I banchi cambiano nel tempo ma l’offerta coraggiosa è solitamente questa: pesce crudo e cotto, carne alla griglia, pasta fresca, pizza al taglio, cucina orientale, focaccia e salumeria, dolci artigianali, gelato. Un banco è dedicato ai vini liguri e piemontesi al calice. La formula attira pranzi rapidi di lavoratori della zona, aperitivi serali, cene informali nel weekend. Il MOG organizza anche eventi culturali, degustazioni guidate e cene a tema. Aperto 7 giorni su 7, fino a tarda sera.

Come arrivare

Il Mercato Orientale è su Via XX Settembre 75, arteria pedonale (parzialmente) tra Piazza De Ferrari e Piazza della Vittoria. La stazione della metropolitana più vicina è De Ferrari (linea unica), a 5 minuti a piedi. Da Brignole (stazione FS + metropolitana linea 1) sono 7-8 minuti. Per chi arriva in auto, i parcheggi utili sono Piccapietra (3 minuti a piedi) e il cluster di Autosilo Porto Antico (10 minuti).

Informazioni pratiche

  • Indirizzo: Via XX Settembre 75r, 16121 Genova
  • Mercato piano terra: dal lunedì al sabato 7:30–13:30 / 16:00–19:30 (orari dei singoli banchi variabili, alcuni chiudono il sabato pomeriggio). Domenica chiuso.
  • MOG piano superiore: aperto 7/7, tipicamente 11:00–24:00 (alcuni banchi 18:00–24:00)
  • Sito MOG: mercatoorientale.org
  • Accessibilità: piano terra accessibile, MOG con ascensore
  • Bagni: al MOG

I bezagnini e la Val Bisagno

Il Mercato Orientale esiste perché, alla fine dell’Ottocento, Genova aveva un problema logistico: i contadini della Val Bisagno — i bezagnini — scendevano ogni mattina in città con i muli carichi di verdura, frutta, fiori, e vendevano la merce nelle piazze di De Ferrari e dell’Annunziata. Era pittoresco ma caotico: il Comune voleva ordine, i cittadini chiedevano una copertura dalla pioggia, gli igienisti spingevano per regolamenti sanitari. La soluzione fu riqualificare il chiostro dismesso del convento della Consolazione (su Via XX Settembre, la strada che stava diventando l’asse borghese della città post-unitaria) e costruirci un mercato coperto. I bezagnini traslocarono dentro; le piazze tornarono “libere”.

Ancora oggi, nei banchi ortofrutticoli del piano terra, trovi discendenti di quelle famiglie. Alcuni cognomi — Cevasco, Parodi, Grasso, Moreno — si ripetono da tre o quattro generazioni. I prodotti Val Bisagno più tipici sono: basilico DOP coltivato a Pra’ (non proprio Bisagno, ma lo stesso microclima), asparagi violetti di Albenga, zucchine trombetta, carciofi di Perinaldo, cipolla bianca di Vessalico, olive taggiasche, limoni e chinotti della costa ligure.

Una mattinata al mercato — itinerario

Il momento ideale è tra le 8:30 e le 10:30: banchi pieni, luce buona, meno folla dei sabati di punta. Arrivi da Via XX Settembre, entri dall’ingresso principale. Il giro consigliato:

  1. Primo giro di “ricognizione”: percorri la navata centrale, guarda i banchi, identifica il pesce del giorno, la verdura di stagione, il formaggio che ti colpisce. Non comprare ancora. 10 minuti.
  2. Pesce fresco: acciughe se è la stagione (aprile-settembre), sardine, sgombro, triglie, pesce spada. Chiedi di pulire/sfilettare, è gratuito. Portati una borsa termica se stai uscendo a mangiare a casa.
  3. Ortofrutta: scegli un singolo banco “fiducia” (si riconoscono: sono quelli con meno fila ma clienti ricorrenti). Compra quello che è davvero di stagione. Evita banchi che hanno tutto tutto l’anno.
  4. Macelleria: per un arrosto, chiedi capo di girello o cappello del prete. Per un bollito, muscolo di spalla. Per la tagliata, tagliata di fassona. Il macellaio ti taglia e pulisce.
  5. Formaggi liguri: prescinsêua (PAT ligure, indispensabile per torte salate e pesto “della nonna”), formagetta fresca di capra, stracchinello di mucca.
  6. Salumeria: prosciutto di Sant’Olcese al taglio, pancetta speziata, salame genovese, lardo di Colonnata.
  7. Pane e focaccia: focaccia genovese calda al banco Dugonini o uno dei 3-4 forni interni. Farinata nei giorni feriali a metà mattina.
  8. Dolci: baci di dama, canestrelli, biscotti da tè. Oppure pasta fresca (trofie, trenette, corzetti, pansoti) se cerchi qualcosa per una cena veloce.

Totale: circa un’ora. Spesa tipica per famiglia di 4 per 3 giorni: 60-100 €. La qualità è superiore al supermercato, i prezzi leggermente più alti ma più onesti (nessun ricarico di catena).

Il MOG — Mercato Orientale Gastronomico

Al primo piano, il MOG è la “risposta” genovese alle food hall milanesi e fiorentine. Non lo è del tutto — è più autentico, più popolare, meno Instagram — ma segue la stessa formula: banchi indipendenti che propongono specialità diverse, tavoli comuni al centro, un bar centrale con vino e cocktail.

I banchi principali (la composizione varia nel tempo):

  • Pesce crudo/cotto: tagliate di tonno, spiedini di gamberi, fritture, ostriche nei weekend.
  • Carne alla brace: tagliate, hamburger gourmet, costine.
  • Pasta fresca: pesto, ragù, pansoti al sugo di noci, trofie al pesto.
  • Pizza al taglio: pizza romana e napoletana contemporanea.
  • Cucina ligure: farinata, torta di verdura, minestrone, cappon magro (freddo).
  • Dolci artigianali: pasticceria mignon, gelato.
  • Salumeria e formaggeria: taglieri misti, selezione con vino.
  • Banco vini: vini liguri e piemontesi al calice (Pigato, Vermentino, Rossese, Gavi).

La formula è informale: ordini al banco, ti siedi dove vuoi, mangi, pulisci. Spesa media 15-25 € a persona per un pasto completo. Ottimo per aperitivi serali e pranzi veloci. Nel weekend il MOG organizza cene a tema e degustazioni guidate; il programma è sul sito mercatoorientale.org e sulle pagine social.

Nei dintorni

Il Mercato Orientale si trova in un’area ricca di altri punti d’interesse gastronomici e storici. A pochi minuti a piedi trovi la confetteria Romanengo in Piazza Soziglia, il Bar Pasticceria Klainguti sulla stessa piazza, la Pasticceria Mangini a Corvetto. Dall’altra parte di Via XX Settembre, verso il Porto Antico, l’Antica Friggitoria Carega di Sottoripa serve farinata e frittelle dal 1840. Verso il Carmine trovi l’altro grande mercato storico, il Mercato del Carmine.

Per capire cosa stai assaggiando, leggi le nostre guide: la storia del pesto, lo street food dei caruggi, i dolci genovesi.

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