In Piazza Corvetto, il grande incrocio ottocentesco che unisce il centro storico alla Spianata Castelletto e alle passeggiate liberty della Genova borghese, una vetrina con l’insegna Mangini in corsivo dorato su fondo marrone scuro indica una delle pasticcerie più antiche e raffinate della città. Aperta nel 1876 con il nome originale di “Fossati & Gismondi”, poi diventata “Gismondi & Mangini” e dal 1945 semplicemente Mangini, ha attraversato quasi 150 anni di storia cittadina. Fra i suoi clienti più celebri: la grande attrice francese Sarah Bernhardt, l’imperatrice Elisabetta d’Austria (“Sissi”), il grande attore genovese Gilberto Govi, il poeta Premio Nobel Eugenio Montale, il poeta Camillo Sbarbaro e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Interni rococò con specchi dorati, stucchi, lampadari di cristallo, pavimento a scacchi bianco-nero. Pasticceria, gelateria, caffè, sala da tè, aperitivo. Bottega Storica di Genova.
Dove si trova
L’indirizzo è Piazza Corvetto 3r, Genova. Piazza Corvetto è una delle grandi piazze ottocentesche della città, aperta negli anni 1870 come nodo urbanistico di collegamento fra il centro storico e i nuovi quartieri borghesi costruiti sui terreni delle demolite mura medievali. La piazza porta il nome di Luigi Emanuele Corvetto (1756-1821), genovese illustre, ministro delle Finanze di Luigi XVIII di Francia nel 1815, al centro della quale si erge la statua equestre in bronzo di Vittorio Emanuele II.
La pasticceria si affaccia sul lato della piazza verso Via Palestro e verso l’inizio dei Giardini di Villetta Di Negro (il grande parco ottocentesco che sale verso Castelletto). L’insegna è protetta da un tendone scuro con il nome in oro — uno dei tendoni storici meglio conservati del centro.
A piedi: da piazza De Ferrari sono tre minuti salendo via Palestro; dalla stazione di Brignole sette minuti scendendo via Cadorna; dal centro storico dieci minuti via San Lorenzo e via delle Vigne. La fermata AMT è Corvetto (molte linee cittadine); la metropolitana ha la stazione De Ferrari a 400 metri.
Il locale è facilmente riconoscibile: vetrina centrale con la scritta dorata Mangini, arredo di grandi uova di Pasqua in cioccolato visibili dalla strada, dehors esterno sotto il tendone con qualche tavolino sul marciapiede. L’ingresso ha due gradini.
La storia: tre nomi, una sola pasticceria
La pasticceria nasce nel 1876 nell’immobile di Piazza Corvetto 3r, da pochi anni costruito come parte del nuovo asse urbanistico ottocentesco. I fondatori sono i signori Fossati e Gismondi, pasticceri genovesi, che aprono il locale con il nome di “Fossati & Gismondi”. L’epoca è quella della ricca borghesia genovese post-unitaria, che cerca locali di rappresentanza per il ritrovo sociale: caffè, pasticcerie, sale da tè di stile francese-viennese diventano in quegli anni il segno della modernità cittadina.
Negli anni successivi la compagine cambia: entra in società un certo Mangini, e il nome diventa “Gismondi & Mangini”, insegna sotto la quale il locale vivrà i primi decenni del Novecento. Il 1945 è l’anno della svolta nominalistica: lasciato il socio Gismondi, l’insegna diventa semplicemente Mangini, nome con cui la pasticceria è conosciuta a Genova fino a oggi.
Nel 1957 l’attività passa alla famiglia Rossignotti, pasticceri originari di Sestri Levante (costa di levante, riviera), che ne mantengono la gestione ininterrottamente. È quindi da oltre sessant’anni in mano alla stessa famiglia, pur conservando il nome storico Mangini.
La Mangini è iscritta all’albo delle Botteghe Storiche di Genova e considerata uno dei Locali Storici d’Italia di riferimento per la pasticceria storica.
Gli ospiti illustri
La clientela storica della Mangini è una delle più ricche di personaggi pubblici nella storia della pasticceria italiana:
Sarah Bernhardt (1844-1923), la più grande attrice francese dell’Ottocento — “la divina Sarah” — frequentò la Mangini durante i suoi soggiorni genovesi delle tournée italiane. Si racconta che amasse particolarmente la cioccolata calda servita in tazzina di porcellana.
Elisabetta d’Austria-Ungheria — l’imperatrice Sissi — si fermò alla Mangini nel 1893 durante uno dei suoi viaggi in Liguria. Era di passaggio per Cap Martin (Costa Azzurra) dove amava trascorrere l’inverno. Comprò dolci e cioccolatini da portare con sé.
Gilberto Govi (1885-1966), l’attore genovese che con le sue commedie dialettali (I manezzi pe maiâ na figgia, Articolo 27, Pignasecca e pignaverde) portò il genovese sui palcoscenici italiani, era cliente abituale della Mangini fino alla morte nel 1966. Le commedie di Govi sono ancora il canone del teatro dialettale genovese.
Eugenio Montale (1896-1981), genovese, Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 (autore di Ossi di seppia, Le occasioni, La bufera, Satura), era abituale cliente della pasticceria durante i suoi soggiorni a Genova — in gioventù e poi da anziano quando tornava nella sua città natale. Qualche recensione suggerisce che la sala Montale del locale non fosse un’invenzione pubblicitaria, ma un angolo che il poeta sceglieva abitualmente.
Camillo Sbarbaro (1888-1967), poeta ligure di Santa Margherita, uno dei nomi della grande stagione poetica ligure novecentesca insieme a Montale e Caproni, frequentava anch’egli la Mangini.
Il cliente più recente di grande rilievo fu il Presidente della Repubblica Sandro Pertini (1896-1990, Presidente 1978-1985). Pertini era ligure (nato a Stella in provincia di Savona), tornava spesso a Genova, e veniva alla Mangini per il caffè e il croissant. Una sala interna è ancora oggi dedicata a Pertini, con fotografie sue e cimeli della frequentazione.
Gli interni rococò
L’interno della Mangini è uno dei più conservati fra le pasticcerie storiche italiane. Le sale sono tre, comunicanti, arredate in stile rococò tipicamente fine Ottocento: stucchi dorati alle pareti, cornici scolpite in legno e gesso, lampadari di cristallo al soffitto, specchi grandi con cornice dorata lungo tutte le pareti, che riflettono la luce e moltiplicano la percezione dello spazio.
Il pavimento è in piastrelle bianche e nere a scacchiera, il classico pattern delle grandi sale da tè ottocentesche. Il bancone originale in legno è quello della fondazione (con alcuni restauri successivi), con vetrine laterali che mostrano le paste del giorno, i cioccolatini, i confetti, il torrone.
I tavolini sono rotondi, in legno e marmo, con sedie in stile Liberty. Le pareti sono tinteggiate in tonalità chiare con stucchi applicati. I tendaggi alle finestre sono in velluto o damasco. Sulle pareti, fotografie storiche, qualche ritaglio di giornale d’epoca, cornici con messaggi degli ospiti illustri.
L’atmosfera complessiva è quella di un salotto borghese di fine Ottocento, conservato con cura e leggermente aggiornato (illuminazione LED discreta, cassa elettronica, presa di corrente per i clienti) senza stravolgimento.
Cosa si mangia (e si beve)
La carta è quella di una grande pasticceria storica genovese con ampia offerta salata e dolce.
Paste della mattina: brioches lievitate in casa (classica, cioccolato, crema, marmellata, uvetta), cornetti francesi, krapfen, pain au raisins.
Paste da tè: sacripantina (la torta simbolo della pasticceria genovese, nata a Genova nel 1851 nella pasticceria di Giovanni Preti — la Mangini ne prepara una versione a strati di pan di spagna imbevuto di maraschino e liquore, farcita di crema al burro), torta Zena (classica genovese, quadrata, pasta frolla con crema), amaretti, biscotti di Lagaccio, canestrelli, bignole, millefoglie, éclair, paste al pistacchio, paste al cioccolato, semifreddi.
Cioccolatini: pralineria artigianale (fondente, latte, ripieni), gianduiotti, marron glacé, cioccolatini alla menta, nougat. A Pasqua uova di cioccolato artigianali con sorpresa personalizzata, a Natale panettoni e pandolci genovesi.
Gelateria: attiva nei mesi primaverili-estivi, con gusti stagionali alla frutta, creme alla nocciola, cioccolato fondente, pistacchio, semifreddi.
Bevande: caffè espresso (miscela storica), cappuccino, tè (ampia selezione), cioccolata calda densa servita in tazzina di porcellana, acqua filtrata.
Aperitivi: vermouth, vino a bicchiere, champagne (qualche etichetta), piccole tartine salate, bignè salati, quiche. L’aperitivo in poltrona nella sala principale è una tradizione della casa.
Conto medio: 5-8 € per colazione al banco (brioche + cappuccino), 8-15 € per pausa seduti (pasticcino + bevanda), 10-20 € per aperitivo con tartine, 25-40 € per pausa tè completa con più pasticcini.
Quando andarci
Mangini è aperta da martedì a domenica, 7:30-20:30. Chiusa il lunedì per il riposo settimanale (tradizione storica nonostante la domanda).
I momenti classici sono la colazione (7:30-10:00) con clientela mista di lavoratori degli uffici della zona e abitanti del quartiere; la pausa di metà mattina (10:30-12:30) con brioche tardiva e caffè; la pausa pomeridiana (16:00-18:00) per tè e pasticcini; l’aperitivo (18:00-20:00) nella sala principale. La domenica mattina è molto frequentata dalle famiglie del quartiere.
La prenotazione non è necessaria per le pause brevi; per ordini di torte personalizzate, buffet aziendali, confezioni regalo conviene chiamare al 010 564013 con qualche giorno di anticipo.
Per le occasioni speciali (anniversari, compleanni importanti), la Mangini prepara torte decorate a richiesta, buffet di finger food dolci e salati, e composizioni di cioccolatini in confezioni regalo. A Pasqua le uova di cioccolato artigianali con sorpresa personalizzata sono una delle produzioni più richieste.
Cosa c’è intorno
La Mangini si affaccia su una delle piazze più importanti di Genova. Nelle vicinanze:
- A 50 metri, la statua equestre di Vittorio Emanuele II al centro di Piazza Corvetto.
- A 100 metri, l’ingresso dei Giardini di Villetta Di Negro con il salotto ottocentesco dei marchesi Di Negro e il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone (1953).
- A 200 metri risalendo, l’inizio della Spianata Castelletto con l’ascensore Liberty Bagnasco (1909) per salire in collina.
- A 300 metri via Palestro, piazza De Ferrari con la fontana monumentale, il Palazzo Ducale e il Teatro Carlo Felice.
- A 400 metri in piazza Soziglia, Pasticceria Klainguti dal 1828 — l’altra grande pasticceria storica di Genova.
- A 500 metri in via di Fossatello 35r, Marescotti — cioccolateria-pasticceria dal 1780.
- A 500 metri in via del Portello, Pasticceria Villa 1827 legata alla Gelateria Profumo (Tre Coni Gambero Rosso).
- A 350 metri verso via San Vincenzo, Ostaja San Vincenzo — sciamadda storica.
- A 600 metri in via XX Settembre 20, Zeffirino per pranzo o cena.
- A 500 metri in via dei Giustiniani 16r, Sa Pesta — sciamadda-trattoria popolare.
- A 500 metri in via dei Giustiniani 86r, Trattoria Ugo dal 1969.
- A 400 metri verso il Teatro Carlo Felice, il Museo Accademia Ligustica di Belle Arti con la collezione di Edoardo Chiossone (15.000 pezzi d’arte giapponese Meiji).
Info pratiche
- Indirizzo: Piazza Corvetto 3r, 16122 Genova
- Telefono: 010 564013
- Orari: chiuso lunedì; martedì-domenica 7:30-20:30
- Fascia di prezzo: €€ (5-20 € a persona per colazione / pausa pomeridiana / aperitivo)
- Pagamenti: tutte le principali carte, contanti
- Prenotazione: non necessaria per le pause; consigliata per torte personalizzate e buffet
- Specialità: sacripantina (il dolce simbolo di Genova), torta Zena, brioches artigianali, cioccolatini (gianduiotti, fondenti, marron glacé), uova di Pasqua artigianali, panettoni e pandolci di Natale, cioccolata calda densa, aperitivi con tartine salate
- Bevande: caffetteria, selezione di tè, cioccolate calde, vini da dessert, champagne per aperitivo
- Storia: fondata nel 1876 come Fossati & Gismondi; poi Gismondi & Mangini; dal 1945 semplicemente Mangini; dal 1957 famiglia Rossignotti
- Ospiti illustri storici: Sarah Bernhardt, imperatrice Elisabetta d’Austria (1893), Gilberto Govi, Eugenio Montale (Premio Nobel 1975), Camillo Sbarbaro, Presidente Sandro Pertini (1978-1985) — una sala interna è dedicata a Pertini
- Interni: rococò fine Ottocento; specchi dorati, stucchi, lampadari di cristallo, pavimento bianco-nero a scacchi, bancone in legno originale; tre sale comunicanti
- Riconoscimenti: Bottega Storica di Genova; Locali Storici d’Italia
- Mezzi: AMT fermata Corvetto; metropolitana stazione De Ferrari (400 m); a piedi 3 min da De Ferrari, 7 min da Brignole
- Parcheggio: Piccapietra (più comodo), Giardini di Villetta Di Negro