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Lanterna di Genova

📍 Sampierdarena - Fiumara ⭐ 4.4 · 2868 recensioni

È il simbolo di Genova fin dal Medioevo. La Lanterna di Genova svetta a 77 metri dalla scogliera di Capo San Benigno, e poiché la roccia su cui sorge raggiunge i 40 metri sul livello del mare, la sua sommità si trova a 117 metri sul livello del mare: è il faro più alto d’Italia e del Mediterraneo, il secondo d’Europa dopo l’Île Vierge in Bretagna che la superò di pochi metri solo nel 1902. La torre attuale è del 1543 ma una prima torre di avvistamento esisteva già nel 1128: la Lanterna è il faro storico funzionante più antico al mondo. Sulla sua facciata campeggia il grande stemma di San Giorgio col leone, simbolo della Repubblica. Alla base, il Museo della Lanterna e un parco urbano di un chilometro lungo le antiche mura, raggiungibile a piedi dal Porto Antico.

Dove si trova

L’indirizzo è Calata Rotonda Capo San Benigno, 16126 Genova. La Lanterna è in cima a una collina rocciosa che divide il Porto Antico (a est) dal porto commerciale di Sampierdarena (a ovest). Per i turisti, l’accesso più scenografico è il Belvedere Luigi Montaldo, una passeggiata pedonale lunga circa 800 metri che parte dalla zona Ferry Terminal (vicino al Galata Museo del Mare), corre lungo le antiche mura della città bassa e si conclude alla base della torre. Il percorso è ben segnalato, panoramico, sicuro, ed è anche un museo a cielo aperto con pannelli che raccontano la storia del porto.

A piedi: dieci minuti dalla fermata Dinegro della metropolitana AMT (linea verde, 4 fermate dalla stazione di Brignole), oppure quindici minuti dal Galata Museo del Mare percorrendo il Belvedere. La fermata bus Lanterna della linea 1 (la storica linea che attraversa Genova da Caricamento a Voltri) è proprio sotto la torre.

In auto: parcheggio gratuito nella zona del Ferry Terminal, oppure parcheggio al Porto Antico e proseguire a piedi lungo il Belvedere. Sconsigliato salire in auto fino alla base — la strada è stretta, congestionata dal traffico portuale, e il parcheggio in cima è riservato.

L’ingresso al Complesso Monumentale è alla base della Lanterna, dopo aver superato la porta dell’antica fortificazione della Porta Nuova (XIX secolo).

La storia: dal 1128 al 1543

La prima torre di avvistamento sul promontorio di Capo San Benigno è documentata già nel 1128: era una struttura militare, costruita dai consoli del Comune di Genova per segnalare l’arrivo di navi sospette nell’imboccatura del porto. Si accendevano fasci di erica e di paglia secca sulla sommità, e il fumo (di giorno) o il fuoco (di notte) erano i segnali. È così che la torre comincia ad acquisire la sua funzione di faro propriamente detto, che nei secoli successivi diventerà preminente sulla funzione di vedetta.

Nel 1318, durante le guerre tra Guelfi e Ghibellini, la struttura viene fortificata e rialzata. Dal 1326 vengono accese delle “lanterne ad olio d’oliva” che restano la fonte di illuminazione fino al XVI secolo. Nel 1340 vi viene dipinto sopra lo stemma del Comune di Genova — la croce rossa di San Giorgio in campo bianco — che ancora oggi campeggia sulla torre.

La torre originaria viene gravemente danneggiata nel 1514 dai bombardamenti durante l’assedio francese della città, condotti da Antoniotto Adorno per riconquistare il dogato. Il consiglio della Repubblica delibera la ricostruzione ex novo, che viene portata avanti tra il 1540 e il 1543 con la conformazione attuale: due grandi parallelepipedi sovrapposti — uno più largo alla base, uno più stretto in altezza — coronati dalla lanterna ottagonale dove brucia il fuoco. La struttura che si vede oggi è esattamente quella del 1543, con manutenzioni periodiche ma nessuna ricostruzione successiva: è una delle costruzioni rinascimentali italiane meglio conservate.

Il faro più alto del Mediterraneo

Per oltre tre secoli e mezzo, la Lanterna è stata semplicemente il faro più alto del mondo. La torre dell’Île Vierge nel dipartimento del Finistère in Bretagna, alta 82,5 metri, la supera per pochi metri solo nel 1902; resta comunque la più alta d’Italia e di tutto il Mediterraneo (superando il Faro di Alessandria d’Egitto, peraltro distrutto nel XIV secolo, e il Faro di La Coruña in Galizia, che è romano del I secolo ma alto solo 55 metri).

L’altezza materiale della torre è di 77 metri, ma la base poggia su una scogliera alta circa 40 metri sul livello del mare, per cui la fiamma del faro brucia a 117 metri sopra l’acqua. Questo dato è quello rilevante per la navigazione: a 117 metri di altezza la luce del faro è visibile, in condizioni normali, fino a 40 km al largo, sufficienti a guidare una nave proveniente da Marsiglia o da Livorno verso il porto di Genova.

Dal 1936 il sistema di illuminazione è elettrico. Oggi il faro è ancora attivo: il fascio luminoso è generato da una lampada a led ad alta intensità (sostituita nel 2017 alla precedente alogena), con periodicità di 1 lampo bianco ogni 20 secondi. La gestione tecnica è della Marina Militare Italiana, mentre la gestione culturale del Complesso Monumentale è del Comune di Genova attraverso l’associazione Promotori Musei del Mare.

Il Museo della Lanterna

Alla base della Lanterna, all’interno delle antiche fortificazioni della Porta Nuova (un baluardo della cinta muraria genovese ricostruito nell’Ottocento), è ospitato il Museo della Lanterna, inaugurato nella sua forma attuale nel 2006 e gestito da Promotori Musei del Mare. Il percorso si svolge in cinque sale, dette “Sale dei Bombardieri” dal loro uso storico:

  • Sala 1 — La Lanterna nel mondo: confronto con i grandi fari storici del mondo (Alessandria, La Coruña, Capo Hatteras, Île Vierge), modelli in scala, infografiche.
  • Sala 2 — La storia della Lanterna: le tappe costruttive dal 1128 al 1543, le ricostruzioni successive, gli incendi e i danni storici.
  • Sala 3 — Le ottiche storiche: una lente di Fresnel originale di metà Ottocento esposta intera (vetro lavorato a cerchi concentrici per concentrare la luce), modelli di lampade a olio, sistemi a riflettori parabolici.
  • Sala 4 — La meccanica: orologerie meccaniche per la rotazione delle ottiche, contrappesi, sistemi di sicurezza.
  • Sala 5 — La Lanterna nella cultura: rappresentazioni nei dipinti, nelle stampe, nella letteratura, nelle pubblicità del Novecento.

Per chi è disposto e in salute, è possibile salire fino alla prima terrazza panoramica con una scala a chiocciola di 172 gradini che porta a circa 60 metri di altezza. La vista a 360° spazia da Capo Mele (a ovest) a Portofino (a est), comprendendo tutto il porto, il centro storico, le colline. La salita ai 365 gradini complessivi fino alla sommità (77 metri) non è invece più consentita al pubblico per ragioni di sicurezza: solo la Marina Militare può accedere ai locali tecnici.

Il Parco Urbano della Lanterna

Attorno alla torre si estende un parco urbano di circa 12.000 metri quadrati, recuperato dalle ex aree militari dismesse. Il parco offre un punto di vista privilegiato sul porto di Sampierdarena (la zona industriale, container, navi da crociera) e ospita un piccolo bar-ristorante stagionale, panchine, aree gioco per bambini.

Il camminamento sulle Mura della Città Bassa — il già citato Belvedere Luigi Montaldo — è una passeggiata di 800 metri che corre lungo gli antichi spalti difensivi, con pannelli illustrativi, panchine, e in alcuni tratti accesso fotografico ravvicinato alle navi che entrano ed escono dal porto commerciale. È una delle passeggiate panoramiche più suggestive della città, particolarmente al tramonto, e merita anche di per sé indipendentemente dalla visita alla torre.

La Lanterna nella cultura

La Lanterna ha attraversato la storia letteraria e visiva della città fin dal Medioevo. Petrarca la cita nel De Vita Solitaria (1346); Charles Dickens nelle Pictures from Italy (1846) la descrive come “questa torre alta e severa, che fa da segnale per le navi entranti, ma che pare più una vedetta minacciosa”; Friedrich Nietzsche, che soggiornava regolarmente a Genova negli anni 1880, la vedeva ogni mattina dalla sua casa in Salita delle Battistine.

Nel Novecento la Lanterna è diventata logo grafico cittadino, marchio della Sampdoria (la squadra di calcio del Doria-Sampdoria, che la include nel suo stemma fin dalla fondazione 1946) e di numerose imprese genovesi. È riprodotta nel logo della Regione Liguria, nel sigillo della Camera di Commercio di Genova, nelle insegne dei principali enti pubblici cittadini.

Il presidente Sandro Pertini, nato a Stella (Savona) ma intimamente legato alla Liguria, la usò più volte come metafora della “luce della libertà” nei suoi discorsi pubblici. Nel 2018 la Lanterna è stata illuminata di rosso per il “Genoa per Sempre” dopo il crollo del Ponte Morandi: un gesto simbolico che riassume bene il suo ruolo di emblema collettivo.

Informazioni pratiche

Orari: la Lanterna è generalmente aperta nei weekend (sabato e domenica) tutto l’anno, con orari estesi nei mesi estivi (giugno-settembre, anche infrasettimanali). In inverno l’apertura può essere limitata o sospesa in caso di maltempo (la sicurezza del camminamento panoramico richiede mare calmo e assenza di vento forte). Verificare sempre sul sito ufficiale prima della visita.

Biglietti (a partire da):

  • Intero adulto: 6 €
  • Ridotto (bambini, over 65, studenti): 4 €
  • Famiglia: 15 € (2 adulti + bambini)
  • Gratuito per bambini sotto i 6 anni

Il biglietto comprende il museo + accesso alla terrazza panoramica (172 gradini di salita, sconsigliata a chi ha problemi cardiocircolatori o difficoltà motorie significative).

Contatti: l’organizzazione del Complesso Monumentale ha sede in Piazza Corvetto 2/7, 16122 Genova. Il sito ufficiale è lanternadigenova.com. Biglietti online disponibili su tickets.museidigenova.it.

Cosa c’è intorno

La Lanterna è un’estremità della città — oltre ci sono il porto commerciale di Sampierdarena, la zona industriale di Cornigliano e il levante operaio. Per costruire una mezza giornata o una giornata intera attorno alla visita, l’opzione naturale è collegarla al Galata Museo del Mare (15 minuti a piedi sul Belvedere), all’Acquario (25 minuti a piedi) e al Bigo+Biosfera: l’intero fronte mare cittadino in un’unica passeggiata.

Per il pranzo o la cena, la zona della Lanterna non offre molti ristoranti (è zona portuale): meglio scendere verso il Porto Antico (5-10 minuti), dove ci sono I Tre Merli, Il Marin stellato, oppure verso Sottoripa per le sciamadde storiche (Carega, Antica Sciamadda). In alternativa, per chi visita in giornata di sole, è bellissimo portarsi un panino e mangiare al parco urbano della Lanterna stessa, sulle panchine affacciate sul porto.

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