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Bar Pasticceria Klainguti

📍 Centro Storico ⭐ 4.1 · 394 recensioni

In Piazza di Soziglia, una delle piazze storiche del centro medievale genovese, una porta con vetri molati e un’insegna in legno annunciano la Pasticceria Klainguti. Dentro, boiseries in avorio-verde-oro, lampadari di cristallo, specchi ossidati dal tempo, divanetti di velluto rosso, tavolini rotondi con vassoi di paste fresche. È uno dei locali storici più celebrati di Genova, aperto nel 1828 da quattro fratelli svizzeri provenienti da Pontresina che stavano emigrando in America e si fermarono in città per un breve periodo — restarono per il resto della loro vita. Il cliente più celebre fu Giuseppe Verdi, che qui ordinò tante brioches da far nascere un dolce a suo nome: la brioche Falstaff, ancora oggi in vetrina. Pasticceria, sala da tè, caffetteria, Bottega Storica di Genova, una delle icone cittadine da quasi due secoli. Fascia €€, rating Google 4,1/390+ recensioni.

Dove si trova

L’indirizzo è Piazza di Soziglia 98r, Genova. La Piazza di Soziglia è una delle piazze medievali del centro storico, racchiusa da palazzi trecenteschi-quattrocenteschi, con la fontana di Soziglia ottocentesca al centro. Si trova a pochi passi da piazza Banchi e dalla Loggia dei Mercanti, nel cuore pulsante del Sestiere del Molo.

A piedi: da piazza De Ferrari sono cinque minuti risalendo via di Scurreria e poi attraversando piazza San Matteo; dalla cattedrale di San Lorenzo tre minuti via Scurreria; dal Porto Antico cinque minuti via Sottoripa e piazza Banchi. La fermata AMT più comoda è Caricamento o San Lorenzo; la metropolitana ha la stazione San Giorgio a 200 metri.

L’ingresso della pasticceria si riconosce dai vetri molati della porta con la scritta KLAINGUTI in caratteri dorati, e dalla vetrina laterale che mostra paste fresche, cioccolatini, torte della settimana. La piazza, pedonale, è uno degli spazi più fotografati di Genova.

La storia: quattro fratelli svizzeri in viaggio per l’America

La pasticceria nasce nel 1828 per una combinazione quasi casuale. I quattro fratelli Klainguti — pasticceri originari di Pontresina, piccolo comune del Canton Grigioni nel cuore dell’Engadina svizzera — avevano deciso di emigrare oltreoceano in cerca di fortuna. Genova era allora il principale porto d’imbarco per le Americhe dalla costa mediterranea, e i quattro vi arrivarono per prendere un bastimento diretto a Boston o a New York.

In attesa della partenza, si fermarono in città per qualche mese, e dato che nessuno voleva rimanere inattivo, aprirono una piccola pasticceria in Piazza di Soziglia. Il successo fu immediato: l’aristocrazia genovese e la borghesia benestante non avevano mai avuto in città una pasticceria di tradizione svizzera, con le sue ricette di brioches, cioccolatini, dolci da tè. I quattro si guardarono, guardarono l’oceano verso ovest, e decisero che era meglio restare.

La pasticceria è rimasta nello stesso indirizzo dal 1828 a oggi — quasi duecento anni continui in Piazza di Soziglia 98r. Per la gestione si sono succeduti i discendenti della famiglia Klainguti e successivamente altri gestori. L’attuale conduzione è della famiglia Ubaldi, che ne ha mantenuto il carattere storico, la carta, l’arredo e le ricette originali.

Klainguti è iscritta all’albo delle Botteghe Storiche di Genova e considerata una delle Locali Storici d’Italia di riferimento per la pasticceria storica di tradizione.

Giuseppe Verdi e la brioche Falstaff

Il cliente più celebre della Klainguti fu Giuseppe Verdi. Il compositore soggiornava spesso a Genova — dove trascorse gli ultimi 35 anni della sua vita: dal 1866 a Palazzo Sauli a Carignano (grazie all’amicizia col direttore d’orchestra Angelo Mariani e con la marchesa Sauli Pallavicino), poi dal 1874 fino alla morte (1901) al Palazzo del Principe Doria in Piazza del Principe 4 (Fassolo), dove scrisse parti di alcune delle sue opere più celebri — e durante i soggiorni genovesi era abituale frequentatore della Klainguti per la colazione del mattino e per gli aperitivi dolci del pomeriggio.

I fratelli Klainguti gli crearono una brioche speciale in suo onore: una piccola brioche a doppia cupola, con uvetta e zucchero in grani, che battezzarono Falstaff — riferimento esplicito all’ultima opera verdiana, la commedia lirica Falstaff del 1893 tratta dalle Allegre comari di Windsor di Shakespeare. Si racconta che Verdi, ricevuta la brioche, ne fu così colpito da scrivere alla pasticceria una lettera di ringraziamento in cui elogiava la creazione culinaria dei fratelli.

Quella lettera autografa è ancora conservata, incorniciata sopra il bancone dei dolci. Chi entra la può vedere appesa alla parete, a certificare l’autenticità dell’aneddoto e la continuità del legame fra la pasticceria e uno dei nomi più grandi dell’opera lirica italiana.

La brioche Falstaff è ancora oggi il dolce signature della Klainguti, in vendita ogni giorno della settimana, la mattina calda appena sfornata, il pomeriggio come dolce da tè.

Gli interni Belle Époque

Entrare alla Klainguti è entrare in un interno di fine Ottocento conservato con cura. Le boiseries in legno dipinto in avorio, verde acqua e dorato — quelle che rivestono le pareti interne della sala — sono state realizzate a fine Ottocento secondo il gusto Belle Époque dell’epoca, con pannelli scolpiti, cornici, lesene, fregi floreali in stucco.

I pannelli decorativi sopra i tavoli e sulle pareti laterali sono opera del pittore Attilio Mangini, aggiunti nel 1988 in occasione di un intervento di restauro — non per “modernizzare” la sala, ma per completarne l’apparato decorativo secondo il progetto originario ottocentesco. I pannelli rappresentano scene allegoriche legate al mondo della pasticceria.

Gli specchi grandi alle pareti laterali, con cornice dorata e leggermente ossidati dal tempo, amplificano lo spazio e riflettono la luce dei lampadari di cristallo. Sul pavimento, piastrelle in graniglia ottocentesche. I divanetti a panca lungo le pareti sono in velluto rosso bordeaux con capitonné, le sedie hanno struttura bianca e seduta in velluto rosso. I tavolini sono rotondi, di legno chiaro, con ripiano in marmo rosso.

Sopra la sala principale, una volta a botte bianca decorata con fregi. Dietro il bancone delle paste, una vetrata scolpita in legno separa la sala dal laboratorio di produzione (ancora in funzione).

L’atmosfera generale è quella di un salotto borghese di fine Ottocento, preservato senza trasformazioni radicali, con qualche ritocco contemporaneo (illuminazione LED, spazio per la cassa elettronica) discreto.

Cosa si mangia (e si beve)

La carta è quella di una grande pasticceria-caffè storica italiana, con specialità della tradizione genovese, svizzera e internazionale.

Paste fresche della mattina: brioches (lievitate della casa, da quella classica alla Falstaff, alla brioche con crema pasticcera o cioccolato), cornetti francesi, krapfen, pain au chocolat. La brioche Falstaff è la specialità simbolo: doppia cupola, uvetta, granella di zucchero, servita calda al mattino.

Paste da tè (disponibili tutto il giorno): sacripantine (la torta simbolo della pasticceria genovese, con pan di spagna imbevuto di maraschino e farcita di crema al burro), amaretti, biscotti di Lagaccio (biscotti secchi genovesi da inzuppare nel vino dolce), canestrelli (biscottini a forma di fiore). Poi la classica pasticceria internazionale: cioccolatini, truffes, meringhe, éclair al cioccolato, millefoglie, bignè.

Torte classiche: Sacher, Saint Honoré, torta Klainguti (preparata secondo ricetta storica), zuccotto, torta caprese, tiramisù.

Bevande calde: caffè espresso, cappuccino, caffè americano, cioccolata calda (quella svizzera spessa, una delle più rinomate di Genova), (selezione di tè neri, verdi, rossi, tisane). La cioccolata calda è una delle specialità riconosciute: densa, scura, servita in tazzina di porcellana.

Aperitivi: vermouth, vini da dessert (Passito, Moscato, Marsala), qualche etichetta di champagne. La pasticceria serve anche piccoli tartine salate e finger food per l’ora dell’aperitivo borghese (17-19).

Conto medio: 5-8 € per colazione (brioche + cappuccino), 8-15 € per pausa pomeridiana con pasticcino e bevanda, 10-15 € per aperitivo con tartine.

Quando andarci

Klainguti è aperta tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8:00 alle 19:30. È una delle poche pasticcerie storiche di Genova a non chiudere mai.

I momenti classici sono: colazione (8:00-10:30) con brioche Falstaff appena sfornata e cappuccino; pausa pranzo (12:30-14:30) per un toast o una tartina salata; pausa pomeridiana (16:00-18:00) per la cioccolata calda o il pasticcino con il caffè; aperitivo borghese (17:30-19:30) con vermouth o champagne.

Il tavolo seduti in sala interna è consigliato per le occasioni più prolungate (colazione estesa, pomeriggio al tè); al banco in piedi si ordina un caffè veloce. La prenotazione non serve, ma nei momenti di pieno (sabato pomeriggio, festività) può esserci qualche minuto di attesa per il tavolo.

Per le occasioni speciali (anniversari, regali) è possibile ordinare torte personalizzate con alcuni giorni di anticipo, e confezioni di cioccolatini o biscotti.

Cosa c’è intorno

La Klainguti è in piena Piazza di Soziglia, uno dei nodi medievali del centro storico. A portata di passeggiata:

  • Nella stessa piazza, la fontana di Soziglia ottocentesca al centro, e i palazzi dei secoli XIV-XVII che la cingono.
  • A 100 metri, Piazza Banchi con la Loggia dei Mercanti (XVI secolo, oggi spazio espositivo) e la chiesa di San Pietro in Banchi (sopraelevata sulle botteghe medievali).
  • A 150 metri, Piazza San Matteo — microcosmo medievale della famiglia Doria con la chiesa di San Matteo (XII secolo) e i palazzi di Lamba e Andrea Doria.
  • A 150 metri risalendo, la Cattedrale di San Lorenzo — facciata bicolore in pietra di Promontorio, cappella del Battista, museo del Tesoro con il Sacro Catino.
  • A 200 metri verso piazza De Ferrari, Palazzo Ducale con il Cortile Maggiore e le mostre temporanee.
  • A 250 metri in via dei Giustiniani 16r, Sa Pesta — sciamadda-trattoria dal 1889.
  • A 350 metri sulla stessa via dei Giustiniani 86r, Trattoria Ugo.
  • A 350 metri verso il porto, in via San Giorgio 14r, Antica Sciamadda dal Settecento.
  • A 200 metri sotto i portici di Sottoripa, l’Antica Friggitoria Carega.
  • A 200 metri in vico Superiore del Ferro 14, Gelateria Profumo (Tre Coni Gambero Rosso, gestita dalla stessa famiglia della pasticceria Villa 1827).
  • A 150 metri in vico dei Castagna 14r, Cioccolateria Romeo Viganotti.
  • A 300 metri in piazza Corvetto, Pasticceria Mangini (1876, la “sorella” storica di Klainguti).
  • A 250 metri in via di Fossatello 35r, Marescotti — cioccolateria-pasticceria dal 1780.
  • A 400 metri in via XX Settembre 20, Zeffirino per il pranzo/cena dopo il caffè.
  • A 500 metri verso piazza Campetto, dentro Palazzo Imperiale, Les Rouges per il cocktail serale.

Info pratiche

  • Indirizzo: Piazza di Soziglia 98r, 16123 Genova
  • Telefono: 010 868 3358
  • Sito web: klainguti.it
  • Orari: tutti i giorni 8:00-19:30 (festivi inclusi)
  • Fascia di prezzo: €€ (5-15 € a persona per colazione / pausa pomeridiana / aperitivo)
  • Pagamenti: tutte le principali carte, contanti
  • Prenotazione: non necessaria; possibile ordinare torte personalizzate per occasioni speciali con anticipo
  • Specialità: brioche Falstaff (creata per Giuseppe Verdi, ancora signature della casa), sacripantina genovese, biscotti di Lagaccio, amaretti, canestrelli, cioccolatini artigianali, cioccolata calda svizzera densa, torta Klainguti
  • Bevande: caffetteria completa, selezione di tè, cioccolate calde, aperitivi (vermouth, champagne, vini da dessert)
  • Storia: fondata nel 1828 dai quattro fratelli Klainguti svizzeri di Pontresina, in viaggio verso l’America; cliente storico Giuseppe Verdi che vi fece dedicare la brioche Falstaff; la lettera autografa di Verdi è incorniciata sopra il bancone
  • Interni: boiseries in avorio-verde-oro Belle Époque; pannelli decorativi di Attilio Mangini (1988); specchi, stucchi e lampadari di cristallo; divanetti di velluto rosso; volta a botte dipinta
  • Riconoscimenti: Bottega Storica di Genova; Locali Storici d’Italia
  • Gestione attuale: famiglia Ubaldi
  • Rating Google: 4,1/5 su quasi 400 recensioni
  • Mezzi: AMT fermata Caricamento o San Lorenzo; metropolitana stazione San Giorgio (200 m); a piedi 5 min da De Ferrari, 3 min dalla cattedrale
  • Parcheggio: ZTL attiva, parcheggi pubblici Piccapietra e Porto Antico

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