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Galata Museo del Mare

📍 Porto Antico ⭐ 4.5 · 10668 recensioni

In fondo alla Darsena, dove un tempo si costruivano le navi della Repubblica, sorge il Galata Museo del Mare: 12.000 metri quadrati su cinque piani e 31 sale, il più grande museo marittimo del Mediterraneo. Aperto nel 2004 dopo l’intervento dell’architetto spagnolo Guillermo Vázquez Consuegra sull’edificio storico del Galata (1590), conserva al suo interno un galeone seicentesco ricostruito a grandezza naturale, sezioni dedicate a navigazione, traffici, emigrazione, e dal 2010 ospita davanti, ormeggiato in Darsena, il sommergibile Nazario Sauro S 518 — l’unico sottomarino italiano visitabile in acqua. Dal 2022 al suo interno c’è anche il MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, riallestito nel 2024. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Dove si trova

L’indirizzo è Calata de Mari 1, 16126 Genova, all’estremità ovest della Darsena, dieci minuti a piedi dall’Acquario percorrendo il fronte mare verso la Lanterna. Il Galata è inconfondibile: lungo edificio storico in pietra rosa con tetto a falde, contornato da una vela in vetro e acciaio di Vázquez Consuegra che ne segna l’ingresso e il volume modernista contemporaneo.

A piedi: dieci minuti dal Porto Antico/Acquario, dodici minuti dalla Stazione di Principe scendendo via Andrea Doria, quindici minuti dalla Cattedrale di San Lorenzo via Sottoripa. La fermata Darsena della metropolitana AMT è a 100 metri dall’ingresso (linea verde). Tutti i bus che vanno a Sampierdarena o alla Lanterna (linee 1, 7, 18) fermano in via Gramsci a due minuti.

In auto, il parcheggio più comodo è quello di Piazza Principe (200 metri) o il Marina del Porto Antico (700 metri). La zona è ZTL serale, ma per le visite diurne non ci sono restrizioni.

L’edificio storico — il Galata — è uno dei pochi cantieri navali della Repubblica giunti fino a noi. Il nome deriva dall’omonimo quartiere di Costantinopoli (l’attuale Karaköy di Istanbul) dove la Repubblica genovese aveva una potente colonia: i Galata erano i quartieri delle colonie genovesi nel Mediterraneo orientale, e questo cantiere navale ne portava il nome dal Cinquecento.

Il progetto: dal cantiere navale al museo

L’idea di un grande museo marittimo a Genova nasce negli anni Novanta, dopo il successo dell’Acquario, quando la città cerca di costruire una rete di attrazioni culturali coerente con la sua identità di porto. La scelta cade sull’edificio del Galata, in stato di abbandono, e il progetto di restauro+ampliamento viene affidato all’architetto sivigliano Guillermo Vázquez Consuegra (1947), autore di importanti opere pubbliche in Spagna e Portogallo.

L’intervento di Vázquez Consuegra, terminato nel 2004, è esemplare di restauro dialettico: l’antico edificio in pietra viene completamente conservato e consolidato, mentre l’estensione contemporanea — la grande vela in vetro e acciaio verso la Darsena — ne segna in modo inequivocabile il nuovo uso pubblico. Le due architetture coesistono senza imitarsi: il vecchio non finge di essere nuovo, il nuovo non finge di essere vecchio.

Il museo viene gestito dall’Istituzione Mu.MA — Musei del Mare e delle Migrazioni, che coordina anche la Commenda di San Giovanni di Prè, il Museo Navale di Pegli e altre realtà museali genovesi a tema marittimo. La direzione scientifica ha seguito un’impostazione narrativa innovativa: ogni sala racconta una storia, con allestimenti multimediali, ricostruzioni a grandezza naturale, oggetti originali e scenografie immersive che superano l’idea del museo-vetrina ottocentesco.

Il percorso: cinque piani, trentun sale

La visita parte dal piano terra, dedicato alla Genova marinara delle origini: cartografie storiche, il portolano del XV secolo, gli strumenti della navigazione (astrolabi, sestanti, bussole), modellini di galee. Da qui si sale al primo piano dove è esposto il pezzo più spettacolare: la ricostruzione a grandezza naturale di una galea seicentesca, lunga oltre 50 metri, su cui i visitatori possono salire e percorrere la coperta, scendere alla camera dei rematori e osservare gli alloggi degli ufficiali. La galea è il manufatto che da solo giustifica la visita: è uno dei pochissimi esempi al mondo di nave da guerra mediterranea ricostruita con tecniche storiche e dimensioni reali.

Il secondo piano è dedicato all’epoca dei velieri da carico (XVII-XIX secolo), con la ricostruzione di una cabina di brigantino all’altezza degli occhi del visitatore, modellini di clipper e fregate, l’allestimento della tempesta con effetti audiovisivi che simulano una traversata in burrasca. Il terzo piano tratta l’evoluzione delle navi a vapore, l’apertura del Canale di Suez, l’epoca dei transatlantici e l’esperienza dei migranti italiani in viaggio verso le Americhe.

Il quarto piano è interamente occupato dal MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, inaugurato nel 2022 e riallestito nel 2024, dove si racconta con linguaggio contemporaneo (videoinstallazioni, postazioni interattive, archivio digitale) l’epopea delle 27 milioni di partenze italiane fra il 1861 e il 1985. Il quinto piano ospita la terrazza panoramica “Coeli sul Mare” da cui si abbraccia tutto il porto, dalla Lanterna al Porto Antico, fino al levante cittadino.

Il sommergibile Nazario Sauro S 518

Davanti al museo, ormeggiato in Darsena, è visitabile il sommergibile Nazario Sauro S 518: l’unico sottomarino italiano che si possa visitare in acqua, e uno dei tre sottomarini totali esposti in Italia (gli altri sono l’Enrico Toti a Milano e l’Enrico Dandolo a Venezia, entrambi all’asciutto).

Il battello fu costruito da Fincantieri nel cantiere di Monfalcone, varato il 9 ottobre 1976 e consegnato alla Marina Militare Italiana nel 1980. Dotato di propulsione diesel-elettrica, lungo 63,9 metri, capace di immergersi a oltre 250 metri di profondità, ha prestato servizio per ventidue anni nelle missioni della flotta sottomarina italiana, principalmente nel Mediterraneo. Disarmato nel 2002, è stato donato all’Istituzione Mu.MA nel 2010 per diventare parte permanente del Galata.

Il 18 settembre 2009 il Nazario Sauro lascia l’arsenale di La Spezia per la sua ultima missione e il 26 settembre raggiunge la Darsena di Genova, dove viene ormeggiato davanti al Galata. La preparazione interna del sottomarino per le visite richiede otto mesi: vengono installate luci di sicurezza, passatoie protette, segnaletica, e si procede al restauro conservativo degli ambienti operativi (cucina, dormitori dell’equipaggio, sala motori, sala siluri, plancia di comando) lasciando tutto il resto esattamente com’era nel 2002.

Il sottomarino apre al pubblico il 29 maggio 2010. La visita dura circa 30-40 minuti ed è un’esperienza immersiva unica: gli spazi sono strettissimi, i corridoi obbligano a procedere in fila indiana, le brande dei marinai sono impilate a tre livelli, la sala siluri ospita ancora i siluri inerti del periodo operativo. È vivamente sconsigliata a chi soffre di claustrofobia. L’ingresso al sommergibile richiede un supplemento sul biglietto del Galata — combinato disponibile in cassa.

Il battello è intitolato al tenente di vascello Nazario Sauro (Capodistria 1880 — Pola 1916), patriota irredentista e medaglia d’oro al valor militare, impiccato dagli austriaci durante la Prima guerra mondiale come “traditore” perché di nazionalità asburgica e arruolatosi nella Marina italiana. È figura emblematica dell’irredentismo giuliano, e i sottomarini italiani della classe Sauro hanno portato avanti il suo nome.

Il MEI — Museo dell’Emigrazione Italiana

Il MEI è una delle ultime grandi acquisizioni del museo: aperto nel 2022 e completamente riallestito nel 2024, è il primo museo nazionale dedicato all’emigrazione italiana. La scelta di Genova non è casuale: dal porto della città partirono, fra il 1861 e il 1980, oltre 15 milioni di emigranti diretti soprattutto verso le Americhe (Argentina, Brasile, Stati Uniti, Uruguay), poi verso l’Australia e l’Europa centrale. La Commenda di San Giovanni di Prè, sede storica del MEI prima del trasferimento al Galata, era il punto di accoglienza e quarantena dei partenti.

Il percorso parte da una grande sala immersiva sulla “decisione di partire” (povertà rurale post-Unità, crisi agricole, richiamo dei parenti già emigrati), passa attraverso la ricostruzione del terzo classe di un transatlantico e dell’ufficio di Ellis Island, con le interviste video originali, fino alle storie contemporanee dei nuovi emigranti italiani della diaspora 2000-2020 (cervelli in fuga, manodopera qualificata in Germania e Svizzera, giovani in Australia e Canada).

L’archivio digitale consente al visitatore di cercare antenati emigranti per cognome e luogo di partenza: una funzione che attira ogni anno migliaia di discendenti di italo-americani e italo-argentini in cerca delle proprie radici.

Il Galeone Neptune e la nave fantasma di Polanski

Davanti al Galata, ormeggiato vicino al Nazario Sauro, si trova il Galeone Neptune: replica navale fedele costruita nel 1985-86 a Tunisi sotto la direzione del production designer Pierre Guffroy per il film Pirates di Roman Polanski (1986). La nave è armata con 50 cannoni veri (rifusi per il film), lunga 50 metri e alta 35, e dopo le riprese fu donata al Comune di Genova come simbolo della tradizione marinara cittadina.

Il Neptune si visita con biglietto separato (in alcuni periodi è accessibile gratuitamente in occasione di eventi). Salire a bordo permette di toccare con mano cordami, alberi, pennoni e cassero in scala reale. È l’unica nave-replica seicentesca navigabile in Italia.

Informazioni pratiche

Orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00). Aperto 365 giorni l’anno tranne il 25 dicembre.

Biglietti (a partire da):

  • Adulto: 17 €
  • Ridotto (4-12 anni, over 65, studenti): 12 €
  • Sommergibile Nazario Sauro: supplemento 10 € al biglietto Galata
  • Combinato Galata + Sauro: 22 € adulto / 15 € ridotto
  • Acquario Village (Acquario+Galata+Bigo+Biosfera): da 49 €

I prezzi indicati sono di partenza e variabili in base a stagionalità e prenotazione online (consigliata per evitare code in alta stagione e nei weekend).

Contatti: telefono +39 010 2533555, email [email protected], sito ufficiale galatamuseodelmare.it. Edificio accessibile a persone con disabilità motoria (ascensori a tutti i piani). La visita al sommergibile è esclusa per chi ha difficoltà motorie significative o claustrofobia.

Cosa c’è intorno

Il Galata si trova nel cuore del fronte mare cittadino, a piedi da quasi tutte le altre attrazioni del Porto Antico: dieci minuti per l’Acquario, otto per il Bigo e la Biosfera, dodici minuti verso ovest per la Lanterna (a piedi sul Belvedere Luigi Montaldo). Risalendo verso il centro storico, in quindici minuti si raggiunge la Cattedrale di San Lorenzo e il quartiere di Sottoripa con le sciamadde storiche (Antica Friggitoria Carega, Antica Sciamadda).

Per pranzo o cena vicino al Galata: I Tre Merli nei Magazzini del Cotone, Il Marin stellato all’Eataly Edificio Millo, Sa Pesta in via Giustiniani per torte di verdura. Il vicino quartiere di Prè, antica zona dei magazzini doganali, conserva ancora gran parte del tessuto urbano cinque-seicentesco originario, ed è interessante esplorarlo a piedi nei suoi caruggi (con le solite cautele, soprattutto la sera). La Commenda di San Giovanni di Prè — antico ostello dei pellegrini diretti in Terrasanta, prima sede del MEI — è ancora visitabile e merita.

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