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Forte Sperone

📍 Righi ⭐ 4.3 · 655 recensioni

Il Forte Sperone è la più grande delle fortezze del sistema difensivo di Genova. Sorge a 512 metri sul Monte Peralto, vertice strategico dove convergono i due rami delle Mura Nuove seicentesche. Il nome deriva dalla caratteristica forma a sperone (prua di nave) del bastione, generato dalla giunzione dei due tratti di mura. Le prime notizie di una fortificazione in questo punto risalgono al 1319, quando era attestata una “Bastia del Peralto” in legno e pietra di parte ghibellina. Integrato nelle Mura Nuove tra il 1629 e il 1633, fu elevato durante l’assedio austriaco del 1747 e completamente rinnovato sotto il dominio Sabaudo (1815-1830) con l’attuale ingresso monumentale. Poteva ospitare 300 soldati (fino a 900 in emergenza) e 18 cannoni. Smilitarizzato nel 1914, oggi è aperto al pubblico con eventi culturali estivi.

Dove si trova

Il Forte Sperone si trova sulla cima del Monte Peralto, a 512 metri sul livello del mare, sul crinale collinare che separa la Val Polcevera (a ovest) dalla Val Bisagno (a est), in pieno Parco Urbano delle Mura. È il punto geografico in cui le Mura Nuove della Repubblica di Genova si congiungono: da qui partono il ramo ovest verso la Val Polcevera (con i forti Begato, Tenaglia, Crocetta) e il ramo est verso la Val Bisagno (con i forti Puin, Fratello Minore, Diamante).

Il modo più comodo per raggiungerlo è salire al Righi con la funicolare Zecca-Righi, e da lì proseguire a piedi lungo il sentiero segnato CAI per 45-60 minuti (dislivello ~210 metri). Il percorso è in salita moderata, panoramico, accessibile a chiunque sia in ragionevole forma fisica. In alternativa si arriva in auto fino al Righi e si prosegue su strada sterrata carrozzabile aperta solo in occasioni specifiche.

Il nome: la forma “a sperone” di nave

Il nome “Sperone” rimanda alla forma distintiva del bastione principale, che i costruttori progettarono per massimizzare la capacità difensiva. I due rami delle Mura Nuove convergono al Monte Peralto con un angolo acuto, e il bastione del forte si proietta all’esterno come la prua di una nave. Questa configurazione non è solo simbolica: permette una difesa incrociata su tre direzioni, con le artiglierie del forte capaci di coprire i due versanti contemporaneamente senza angoli ciechi. È un’applicazione dei principi della fortificazione alla moderna sviluppati nel Cinquecento — sistema di bastioni poligonali pensato per resistere all’artiglieria a polvere da sparo — perfezionata da architetti come Francesco Paciotto, Galeazzo Alghisi, i Sangallo.

Sette secoli di fortificazione: 1319-2025

La storia dello Sperone è la storia di un sito strategico rimasto fortificato per oltre sette secoli.

1319 — La Bastia del Peralto: il primo documento che cita una fortificazione sulla cima del Monte Peralto è datato 1319. Si chiamava “Bastia del Peralto”, era costruita in legno e pietra, e apparteneva alla fazione ghibellina genovese (quella imperiale, contraria al papato) nelle lotte civili tra guelfi e ghibellini che dilaniarono la Repubblica nel XIV secolo. Era postazione di avvistamento e controllo dei passaggi alpini.

1530 — La ricostruzione cinquecentesca: il Senato della Repubblica di Genova stanziò fondi per una ricostruzione in muratura. La fortificazione fu ammodernata secondo le tecniche cinquecentesche, con bastioni angolari e piazzole per artiglieria.

1629-1633 — L’integrazione nelle Mura Nuove: durante la costruzione delle grandi Mura Nuove della Repubblica (1626-1639), lo Sperone fu inglobato come nodo strutturale del sistema. Il cantiere delle Mura Nuove era massiccio — 19 km di perimetro bastionato — e lo Sperone ne era il culmine logico, il punto più alto del tracciato.

1747 — L’elevazione durante l’assedio: durante la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748), Genova fu cinta d’assedio dagli austro-piemontesi. Lo Sperone ricevette un’elevazione — una nuova sopraelevazione che aumentò la quota della fortezza e la portata delle artiglierie. Fu parte della strategia difensiva che, insieme alla Madonna del Monte, al Castelletto e agli altri forti, permise a Genova di resistere e alla fine liberarsi degli occupanti.

1815-1830 — La fase sabauda: dopo il Congresso di Vienna (1815), Genova fu ceduta al Regno di Sardegna. I Savoia investirono pesantemente nella modernizzazione del sistema difensivo genovese (timorosi di nuove invasioni francesi). In questi anni il Forte Sperone fu completamente rifondato: costruzione dei tre livelli attuali, della caserma, dei depositi, degli uffici per gli ufficiali; apertura del portale monumentale con lo stemma sabaudo e il ponte levatoio funzionante; sistemazione delle piazzole di artiglieria. È la configurazione che oggi vediamo, una grande fortezza stile ottocentesco.

1914 — La smilitarizzazione: con l’avvento delle artiglierie a lunga gittata, le fortezze di collina divennero obsolete. Il Forte Sperone fu smilitarizzato e perse la sua funzione militare. Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918) fu brevemente utilizzato come prigione per prigionieri di guerra croati e serbi — ironia della storia, un forte costruito dai Savoia per difendersi dall’Austria fu usato per ospitare sudditi dell’Impero austro-ungarico catturati dagli italiani.

1958-1981 — La Guardia di Finanza: nella seconda metà del Novecento il forte fu utilizzato come caserma della Guardia di Finanza, che lo occupò per oltre vent’anni senza modificarne sostanzialmente la struttura.

Oggi — Patrimonio pubblico: dal 1981 in poi, il Forte Sperone è passato al Comune di Genova. È stato oggetto di restauri conservativi e oggi è aperto al pubblico con visite e soprattutto come sede di eventi culturali estivi — concerti, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali en plein air.

L’architettura: tre livelli, 300 soldati, 18 cannoni

Il forte si articola su tre livelli:

  • Piano terra: uffici del comandante, depositi, celle, armeria.
  • Piano intermedio: caserma per i soldati, refettorio, cucine.
  • Piano superiore: piazzole di artiglieria a cielo aperto, con merli e parapetti.

La guarnigione ordinaria era di circa 300 soldati, ma in caso di allerta il forte poteva ospitare fino a 900 uomini grazie alle camerate ampliabili e ai ballatoi. L’armamento standard comprendeva 18 cannoni di grosso calibro, 9 mortai (per tiro parabolico), oltre a numerose pezzi di artiglieria minore (spingarde, falconetti) distribuiti sulle mura.

Il portale monumentale ottocentesco è uno degli elementi più fotografati: arco in pietra grigia locale con lo stemma sabaudo inciso, grande porta lignea, meccanismo del ponte levatoio ancora funzionante. È l’immagine canonica di “fortezza” che tutti i visitatori portano a casa.

Il panorama

Dai bastioni del Forte Sperone si apre uno dei panorami più vasti della città:

  • A sud: il Golfo di Genova fino al Monte di Portofino, il centro storico con la Lanterna, il porto moderno.
  • A sud-est: la Val Bisagno fino al mare, con il Cimitero di Staglieno.
  • A sud-ovest: la Val Polcevera fino a Sampierdarena e al porto.
  • Alle spalle: la catena degli altri forti (Begato, Puin, Diamante), la cresta appenninica.
  • Nelle giornate limpide: le Alpi Marittime innevate all’orizzonte nord-ovest.

Eventi culturali

Negli ultimi anni il Forte Sperone è diventato sede di importanti eventi culturali estivi, organizzati dal Comune di Genova e da varie associazioni. La suggestione della fortezza storica sotto le stelle, con Genova illuminata ai piedi, è una cornice unica per:

  • Concerti di musica classica, jazz, cantautori.
  • Rassegne cinematografiche all’aperto.
  • Spettacoli teatrali sito-specifici.
  • Cene e eventi enogastronomici con prodotti liguri.
  • Visite guidate storiche organizzate da associazioni come “Genova Forti”.

Il calendario è consultabile sul sito del Comune di Genova e su visitgenoa.it.

Quando andarci

Il forte è raggiungibile a piedi tutto l’anno lungo i sentieri. Le visite all’interno sono organizzate in occasione di eventi o su prenotazione con associazioni dedicate. L’esterno è sempre visibile e apprezzabile dai sentieri del parco.

La primavera (aprile-giugno) è la stagione migliore per il cammino: temperature miti, fioriture, visibilità ottima. L’estate è la stagione degli eventi culturali serali al forte; di giorno può essere caldo, meglio partire la mattina presto. L’autunno offre colori straordinari sui boschi e luci radenti per la fotografia. L’inverno con tramontana regala panorami cristallini ma le temperature a 512 metri possono scendere sotto zero — abbigliamento adeguato e attenzione al ghiaccio sui sentieri.

Cosa c’è intorno

Il Forte Sperone è il perno del sistema dei forti genovesi:

Info pratiche

  • Posizione: Monte Peralto, 512 metri s.l.m., Parco Urbano delle Mura
  • Accesso: a piedi dal Righi (45-60 min, dislivello 210 m); sentieri CAI segnati
  • Interni: aperti in occasione di eventi culturali o visite guidate prenotate
  • Esterni: sempre accessibili lungo i sentieri pubblici
  • Storia: 1319 Bastia del Peralto · 1530 ricostruzione senato · 1629-1633 integrazione Mura Nuove · 1747 elevazione · 1815-1830 rifondazione sabauda · 1914 smilitarizzazione · 1958-1981 Guardia di Finanza · oggi Comune di Genova
  • Architettura: tre livelli, pianta a sperone, portale monumentale ottocentesco con stemma sabaudo, ponte levatoio funzionante
  • Capacità storica: 300 soldati ordinari, fino a 900 in emergenza · 18 cannoni + 9 mortai + artiglierie minori
  • Eventi: concerti estivi, cinema all’aperto, spettacoli teatrali, visite guidate storiche
  • Rating Google: 4,3 ★ su 655 recensioni

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