Lunga circa due chilometri lungo il mare, tra la Foce e il borgo di Boccadasse, Corso Italia è la passeggiata a mare per eccellenza di Genova: un ampio lungomare di ville, stabilimenti balneari e panchine affacciate sul mar Ligure, dove la città si dà appuntamento per il passeggio, lo sport e l’aperitivo davanti all’acqua. Realizzato tra il 1909 e il 1915 su progetto dell’ingegnere Dario Carbone, è il volto più solare e mondano della Genova di levante.
La storia: dal piano di Albaro alla passeggiata sul mare
Corso Italia nasce dal grande progetto di espansione della Genova di primo Novecento. Il «Progetto di piano regolatore e di ampliamento della regione di Albaro», approvato nel 1906, prevedeva di integrare il quartiere collinare e residenziale di Albaro con il resto della città, e una nuova strada lungomare ne era l’asse portante. La realizzazione, affidata all’ingegnere Dario Carbone, si svolse tra il 1909 e il 1915.
Prima di allora, la costa tra la Foce e Boccadasse era un susseguirsi di scogli, piccole baie e stabilimenti balneari raggiungibili soltanto da ripide creuze che scendevano al mare. Per costruire la passeggiata si procedette a un profondo ridisegno del fronte mare: parte della scogliera naturale fu smantellata e regolarizzata, e gli stabilimenti esistenti furono riordinati e in molti casi ricostruiti per adattarsi al nuovo disegno. Il risultato fu una delle infrastrutture urbane più ambiziose della città, che trasformò un litorale frastagliato in un lungomare rettilineo e scenografico.
L’apertura del corso ebbe anche un forte valore sociale. Fin da subito divenne uno dei principali luoghi di ritrovo della città, soprattutto per la borghesia di Albaro e del centro, tanto da essere associato nell’immaginario collettivo alla «Genova bene»: una fila quasi ininterrotta di ville, palazzi e palazzine eleganti, con il Lido a fare da salotto delle relazioni mondane. La passeggiata domenicale lungo Corso Italia diventò un rito cittadino, e in buona parte lo è ancora oggi.
Il progetto originario di Carbone prevedeva di spingere la passeggiata oltre Boccadasse, fino a Sturla. Ma l’estensione fu abbandonata di fronte alle proteste dei residenti: i pescatori di Boccadasse e gli abitanti di Vernazzola difesero i loro borghi marinari, temendo di perdere l’ambiente di vita e di lavoro che li caratterizzava. Fu una vittoria importante: proprio grazie a quella rinuncia, Boccadasse e Vernazzola hanno conservato fino a oggi le loro spiaggette, gli scogli e le scalinate, mentre altrove la costa veniva pesantemente urbanizzata.
Com’è fatta: aiuole, stabilimenti, ville
Corso Italia è oggi al tempo stesso una grande arteria urbana e la passeggiata più amata dai genovesi. La strada ha due corsie per senso di marcia, separate da un’aiuola centrale; sul lato mare corre un ampio marciapiede con panchine, affiancato da una pista ciclabile che lo separa dalla carreggiata. Le caratteristiche aiuole fiorite dello spartitraffico, una delle immagini più riconoscibili del corso, furono introdotte nel 1935, insieme a piccole fontanelle per i passanti; negli anni Cinquanta si sperimentarono anche fontane con illuminazione colorata, poi rimosse per le difficoltà di approvvigionamento idrico.
Cuore mondano della passeggiata è il Lido di Albaro, lo stabilimento balneare costruito agli inizi del Novecento contestualmente ai lavori del corso: pensato per la borghesia di Albaro e per un turismo elegante, è stato per decenni uno dei poli della vita estiva cittadina. Tutt’intorno, Corso Italia è fiancheggiato da residenze di pregio che ne fanno una sorta di laboratorio architettonico a cielo aperto. Tra gli edifici simbolo c’è Villa Canali-Gaslini, in stile art déco di gusto liberty, progettata dall’architetto Gino Coppedè e datata al 1925; non mancano palazzi modernisti del secondo Novecento, come i grandi edifici residenziali soprannominati dai genovesi i «televisori». La frequente etichetta di «ville liberty» va presa con cautela: lungo il corso convivono eclettismo, stile Coppedè, art déco e modernismo, più che un unico stile.
A levante, affacciata direttamente sul corso, sorge l’Abbazia di San Giuliano, complesso religioso documentato fin dal Duecento (le fonti indicano il 1240) e risparmiato dalle demolizioni per la nuova strada. Dopo secoli di storia, l’abbazia è destinata a ospitare la Casa dei Cantautori, dedicata alla grande scuola dei cantautori genovesi: un legame ideale tra il mare di Corso Italia e la musica che ha raccontato questa città.
Lungo il percorso si incontrano poi altri edifici che raccontano un secolo di gusto architettonico: il Parco Hotel di linee coppediane, la cosiddetta «casa-nave» dell’ingegner Gambacciani con le sue forme che richiamano un transatlantico, e i grandi condomini del secondo dopoguerra che rispondono al boom edilizio del levante cittadino. Camminare su Corso Italia significa attraversare, in pochi minuti, l’eclettismo di inizio Novecento, il Liberty, l’art déco e il modernismo: una sintesi visiva di come Genova ha immaginato l’abitare di fronte al mare lungo tutto il Novecento.
Cosa si vede e si fa oggi
Il primo motivo per venire a Corso Italia è il mare. Lungo tutto il percorso si gode una vista continua sul mar Ligure, con le panchine affacciate direttamente sull’acqua; lo sguardo spazia dalla Foce del Bisagno verso levante, e in più punti, voltandosi, si apre la quinta della collina di Albaro e dei quartieri alle spalle. Avvicinandosi a Boccadasse il paesaggio si fa più raccolto, con la vista sul borgo marinaro e, oltre, sulla scogliera verso Vernazzola.
È la promenade dei genovesi: luogo del passeggio domenicale, ma anche di jogging, corsa, bicicletta e pattinaggio, grazie al largo marciapiede e alla pista ciclabile. D’estate Corso Italia diventa uno dei poli della vita notturna cittadina, con bar, aperitivi sul mare e locali che sfruttano la vicinanza alla spiaggia e agli stabilimenti. Non a caso le guide la paragonano spesso alla Promenade des Anglais di Nizza, per il suo carattere di passeggiata urbana panoramica affacciata sull’acqua.
Il modo più bello di vivere il corso è percorrerlo per intero, dalla Foce verso levante. Si parte dall’area sportiva e dai locali della Foce, si costeggia il Lido e l’Abbazia di San Giuliano, si superano gli stabilimenti balneari e, dove la strada carrabile si arresta, si scende a piedi verso Vernazzola e Boccadasse, i due borghi marinari che il corso non ha mai inghiottito. Qui, tra barche tirate in secca e case color pastello, la grande passeggiata ottocentesca lascia spazio alla Genova più antica e raccolta: il contrasto è uno dei più suggestivi della città.
Una nota storica: durante la Seconda guerra mondiale il tracciato di Corso Italia rimase relativamente illeso rispetto ad altre zone della città, e questo ha permesso di conservare quasi intatto l’impianto originario della passeggiata. Le trasformazioni successive hanno riguardato soprattutto l’arredo urbano e i restauri, in particolare quelli realizzati tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta in vista dei Mondiali di calcio del 1990 e delle Colombiadi del 1992.
Intorno a Corso Italia
Il corso non è un episodio isolato, ma la spina dorsale di un intero quartiere del mare. All’estremità di ponente, la Foce segna il punto in cui il torrente Bisagno sfocia in mare e dove sorgono impianti sportivi, locali e il quartiere fieristico affacciato sul Waterfront di Levante, l’area oggi al centro di un grande progetto di riqualificazione urbana. Da qui la passeggiata corre verso levante toccando il Lido di Albaro e i suoi stabilimenti, in un susseguirsi di terrazze sul mare, chioschi e punti di sosta.
Salendo con lo sguardo verso monte, si indovina il quartiere collinare di Albaro, una delle zone residenziali più eleganti di Genova, con le sue ville e i suoi parchi. All’estremità di levante, dove la strada finisce, comincia invece la Genova dei pescatori: la discesa verso Boccadasse, con la sua minuscola spiaggia di ciottoli, le barche e i ristoranti affacciati sull’acqua, è la naturale conclusione di qualsiasi passeggiata lungo il corso. Per chi ha tempo, vale la pena proseguire ancora un poco verso Vernazzola, ancora più appartata, per cogliere il volto più intimo di questa costa.
Informazioni pratiche
Corso Italia è una via pubblica e gratuita, percorribile a piedi e in bici in qualsiasi momento; non ci sono biglietti né orari. Per goderla con calma servono circa quaranta minuti a piedi da un capo all’altro, ma è una passeggiata che invita a fermarsi: una sosta su una panchina, un gelato, una deviazione verso Boccadasse.
Si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici dalla zona della Foce o di Albaro; numerose linee di autobus la costeggiano o la attraversano. Il punto di partenza più comodo dal centro è la Foce, da cui si prosegue verso levante fino a Boccadasse, dove la passeggiata si conclude naturalmente tra le barche colorate del borgo. Per chi ama camminare, è il modo migliore di unire in un solo itinerario il mare, l’architettura e l’atmosfera della Genova di levante. Il periodo migliore è la bella stagione, ma anche d’inverno, nelle giornate limpide e ventose, il corso regala mareggiate spettacolari e un orizzonte nitido fino alle navi all’ancora in rada. Per la fotografia, le luci più belle sono quelle del primo mattino e del tramonto, quando il sole radente accende le facciate delle ville e il mare cambia colore di minuto in minuto; nelle giornate di libeccio, invece, gli spruzzi delle onde sulla scogliera regalano scatti spettacolari, ma conviene tenersi a distanza dal parapetto.