Sul lungomare di Quarto dei Mille, addossata a uno scoglio, si vede una struttura bassa di pietra che si allunga sull’acqua. È quello che resta di una struttura di guardia costiera del XVI secolo, costruita per avvistare e respingere gli sbarchi pirateschi nei secoli in cui la Repubblica di Genova aveva il monopolio sul Mediterraneo. Al suo interno, da almeno duecentotrent’anni, c’è una delle insegne ristorative più antiche d’Italia: l’Antica Osteria del Bai, che ottenne nel 1792 la terza licenza di ristorazione mai rilasciata in territorio italiano. Da qui passarono Papa Pio VII nel 1804, e qui Giuseppe Garibaldi con Nino Bixio bevvero il “bicchiere della staffa” la sera del 5 maggio 1860, prima di salire sui Mille e partire per la Sicilia. Stella Michelin dal 1993 al 2002 con lo chef Gianni Malagoli; dopo una pausa di cinque anni, il ristorante ha riaperto con una nuova gestione che lavora pesce e cucina ligure contemporanea. Fascia €€€, rating Google 4,4. Un luogo dove la storia siede in tavola con il pesce del giorno.
Dove si trova
L’indirizzo è via Quarto 12, Quarto dei Mille, Genova — la borgata della costa di levante che da Boccadasse conduce a Sturla e Quinto. Il ristorante è proprio sul mare, sotto il piano stradale del lungomare, in una struttura che esce in parte sopra gli scogli.
Per raggiungerlo: in auto, da piazza De Ferrari sono circa 15 minuti in direzione est lungo Corso Italia → Sturla → Quarto, con parcheggio nelle vie traverse del lungomare di Quarto. In treno, fermata Quarto dei Mille sulla linea Genova-La Spezia, e da lì cinque minuti a piedi verso il mare. In autobus, AMT linee 15 e 17 collegano Quarto al centro città; la fermata più comoda è Quarto dei Mille / Lungomare.
Il quartiere di Quarto deve il nome al quarto miliario della antica strada romana che da Genova portava verso oriente: alla quarta pietra miliare (4 miglia romane = circa 6 km) c’era un piccolo insediamento, oggi diventato uno dei quartieri residenziali della città. La frazione si chiama Quarto dei Mille proprio in memoria della partenza garibaldina del 1860.
L’edificio del Bai è ben visibile dal lungomare: una costruzione bassa in pietra, intonaco color sabbia, due o tre livelli verso il mare, terrazza esterna con piante. L’ingresso ha una scala discendente.
La fortificazione e la storia
L’edificio originario è una torre antisaracena di guardia, fatta costruire intorno all’anno 1000. Le coste liguri di levante, esposte al Mediterraneo aperto, erano oggetto di incursioni piratesche da parte di flotte saracene provenienti dal Nord Africa: la Repubblica di Genova organizzò una rete di torri costiere distanti circa un miglio l’una dall’altra, dotate di vedetta permanente, fuoco di segnalazione e armatura difensiva, per dare l’allarme e respingere gli sbarchi. La torre del Bai era una di queste.
Nel Settecento, perduta la funzione militare con il declino della pirateria nel Mediterraneo occidentale, la struttura venne riconvertita in spazio di servizio per i pescatori della borgata. Nel 1792, secondo gli archivi della Repubblica di Genova, alla famiglia che vi abitava fu rilasciata una delle prime licenze di mescita e ristorazione mai concesse in Italia: la terza in ordine cronologico, secondo le ricostruzioni storiche. Era l’epoca in cui anche le grandi vie di transito stavano cominciando ad affermarsi come spazi commerciali, e una sorta di relais sul mare di Quarto — punto di sosta per i viaggiatori in carrozza fra Genova e il levante — aveva senso commerciale.
La storia dei due secoli successivi è scandita da ospiti illustri. Nel 1804 Papa Pio VII, in viaggio verso Parigi per incoronare Napoleone Bonaparte nella cattedrale di Notre-Dame, fece tappa per una notte all’osteria. Una targa interna ricorda il passaggio.
Il “bicchiere della staffa” di Garibaldi (5 maggio 1860)
L’episodio storico più rilevante del Bai è la sera del 5 maggio 1860. Giuseppe Garibaldi e i suoi compagni si erano radunati a Quarto per imbarcarsi sui due piroscafi “Lombardo” e “Piemonte”, sequestrati alla società Rubattino, e partire alla volta della Sicilia: era la Spedizione dei Mille, l’azione militare-politica che porterà alla caduta del Regno delle Due Sicilie e all’unità d’Italia.
Secondo la tradizione documentata dagli storici locali e ripresa nelle biografie garibaldine, prima dell’imbarco Garibaldi entrò all’Antica Osteria del Bai insieme al braccio destro Nino Bixio per un brindisi propiziatorio: il classico “bicchiere della staffa”, l’ultimo prima di partire. Si racconta che dopo aver bevuto quel bicchiere, Garibaldi disse: “andiamo”, e si diresse verso lo scoglio del Bai (quello dove oggi sorge il Monumento ai Mille opera di Eugenio Baroni del 1915), da cui le scialuppe partirono per raggiungere i due piroscafi all’ancora al largo. La sera dopo, il 6 maggio 1860, alle 1:50 del mattino, le navi salparono da Quarto dirette verso sud.
L’Osteria del Bai è quindi parte di un itinerario garibaldino che si può ancora oggi percorrere: la nicchia degli imbarchi (oggi monumento), la vicina villa Spinola Pesce dove Garibaldi alloggiò, l’osteria del brindisi finale.
La stella Michelin con Gianni Malagoli (1993-2002)
Nel 1968 l’attività ristorativa fu rilevata da Gianni Malagoli, chef di origine emiliana di grande talento, che per primo trasformò il Bai da osteria storica a ristorante di alta cucina. Sotto la sua direzione il locale visse una stagione di internazionalità: nel 1993 ottenne la stella Michelin, mantenuta ininterrottamente fino al 2002. In quel decennio passarono dal Bai personaggi del jet set internazionale — la stampa documenta cene di Robert De Niro (Natale, fine anni Novanta), Eric Clapton, Marcello Mastroianni, oltre a politici, industriali e armatori genovesi.
Malagoli interpretava la cucina ligure con tecnica francese e influenze creative: il cappon magro preparato secondo la regola, il branzino al sale con l’incrostazione battuta al tavolo, i pansoti al sugo di noci con una salsa più ricca della tradizione. La carta dei vini comprendeva grandi etichette francesi e italiane, e la cantina del Bai diventò una delle più ricche di Genova.
Dopo il 2002 la stella venne persa, e qualche anno dopo Malagoli lasciò l’attività. Il ristorante restò chiuso per un quinquennio.
La riapertura e la cucina di oggi
Dopo cinque anni di chiusura, il Bai ha riaperto con una nuova gestione che ne ha ripristinato l’attività ristorativa rispettandone l’impronta storica. La cucina attuale è centrata su pesce ligure e tradizione genovese rivisitata, con una mano contemporanea: piatti puliti, presentazione moderna, ingredienti del territorio.
In carta si trovano i grandi classici della casa — cappon magro, buridda di pesce, trofie al pesto, pansoti al sugo di noci, branzino al sale, fritto di paranza — accanto a piatti di nuova creazione: risotto al nero di seppia (il piatto blu fotografato sui social), tartare di tonno con olio ligure, raviolini di pesce, tagliata di pesce spada. La carta cambia in base al pescato del giorno, che viene esposto al cliente prima dell’ordinazione.
Il pesto è preparato in casa al mortaio. La carta dei vini mantiene la tradizione: bianchi liguri (Vermentino, Pigato, Bianchetta), grandi etichette italiane, una selezione di champagne. Il conto medio è di 50-80 € a persona per cena con vino; menu degustazione disponibile.
L’ambiente: pietra, vetrate sul mare, tramonti
L’interno del Bai conserva la struttura originale della fortificazione antisaracena, con pareti di pietra a vista in alcuni tratti, intonaco chiaro nelle sale principali, soffitti con travi a vista. Le vetrate panoramiche aperte sul mare sono il vero protagonista: dai tavoli si vede tutto il braccio di costa fra Genova e Camogli, con il monte di Portofino visibile in lontananza nelle giornate limpide.
L’arredo della riapertura è contemporaneo: panche imbottite di velluto rosso lungo le pareti, sedie di design colorate (blu petrolio, sabbia), tavoli di legno chiaro con piano laccato, lampade sospese dal soffitto. Una scelta che ha modernizzato il locale conservandone la memoria architettonica.
Il tramonto dal Bai è uno dei più spettacolari della costa genovese: il sole cala alle spalle del Promontorio di Portofino fra le 18 e le 21 a seconda della stagione, tingendo il mare di rosa e arancio. Le cene estive sulla terrazza esterna sono la formula più richiesta da maggio a settembre.
Quando andarci
Aperto da mercoledì a domenica: pranzo (12:30-14:30 il mercoledì-venerdì, fino alle 15:00 la domenica) e cena (18:30-mezzanotte mercoledì-sabato; sabato solo cena; domenica solo pranzo). Chiuso lunedì e martedì.
La prenotazione è obbligatoria. Per cena, soprattutto in primavera-estate, conviene prenotare con almeno una settimana di anticipo. Si chiama al 010 731 6485 oppure si prenota dal sito ilbai.it. Per cene di gruppo, anniversari o eventi privati, è possibile riservare l’intero spazio.
Stagionalità: l’estate è la stagione di punta per la terrazza sul mare; il tramonto verso settembre-ottobre è eccezionale; in inverno le sale interne con vetrate sul mare in tempesta hanno un fascino particolare.
Cosa c’è intorno
Il Bai è in una zona ricca di memoria storica del Risorgimento e di natura costiera:
- A 50 metri sullo scoglio adiacente, il Monumento ai Mille di Eugenio Baroni (1915), grande gruppo bronzeo che ricorda l’imbarco dei Mille con Garibaldi e i suoi compagni in atto di partire.
- A 200 metri risalendo, Villa Spinola Pesce (oggi sede del Museo Garibaldino di Quarto) dove Garibaldi alloggiò nei giorni precedenti la partenza, con cimeli e documenti dell’impresa.
- A 400 metri sul lungomare verso Sturla, la Spiaggia di Priaruggia, una delle libere più note del litorale.
- A 600 metri sul lungomare verso Quinto, il Centro Surf di Quinto e i Sette Nasi.
- A 1 km sulla collina, la Chiesa di Sant’Erasmo di Quinto (XV secolo) con vista sul golfo.
- A 1,2 km verso Nervi, la Passeggiata Anita Garibaldi di Nervi sui parchi storici.
- A 2 km verso Boccadasse, il borgo dei pescatori di Boccadasse.
- A Boccadasse, Vittorio al Mare per una cena di pesce vista mare alternativa.
- A 6 km in centro città, Zeffirino dal 1939 per il pesto e l’altro grande nome storico della ristorazione genovese.
- Su prenotazione, partono dal porto di Quarto escursioni private in barca verso Camogli e San Fruttuoso.
Info pratiche
- Indirizzo: via Quarto 12, 16148 Genova Quarto dei Mille
- Telefono: 010 731 6485
- Sito web: ilbai.it
- Orari: chiuso lunedì e martedì; mercoledì-venerdì 12:30-14:30 e 18:30-00:00; sabato 18:30-00:00 (solo cena); domenica 12:30-15:00 (solo pranzo)
- Fascia di prezzo: €€€ (50-80 € a persona per cena con vino; menu degustazione disponibile)
- Pagamenti: tutte le principali carte, contanti
- Prenotazione: obbligatoria, anche con largo anticipo per la stagione estiva
- Posti: sale interne + terrazza esterna; capienza media
- Specialità: cappon magro classico, buridda di pesce, branzino al sale battuto al tavolo, risotto al nero di seppia, pansoti al sugo di noci, trofie al pesto al mortaio, fritto di paranza, pesce del giorno alla ligure
- Carta vini: bianchi liguri, grandi etichette nazionali e francesi, champagne
- Storia: torre antisaracena anno 1000; terza licenza di ristorazione in Italia (1792); Papa Pio VII (1804); Garibaldi e Nino Bixio “bicchiere della staffa” prima della Spedizione dei Mille (5 maggio 1860); Stella Michelin con Gianni Malagoli (1993-2002); riapertura recente dopo cinque anni di chiusura
- Ospiti illustri: Pio VII (1804), Garibaldi e Bixio (1860), Robert De Niro (1990s), Eric Clapton, John Belushi, Marcello Mastroianni
- Rating Google: 4,4/5 su quasi 300 recensioni
- Vista: panoramica sul mare di Quarto fino al Promontorio di Portofino
- Mezzi: AMT linee 15, 17 (fermata Quarto dei Mille / Lungomare); treno stazione di Quarto dei Mille; in auto da De Ferrari ~15 min
- Parcheggio: nelle vie traverse del lungomare, posteggi pubblici limitati