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Acquario di Genova

📍 Porto Antico ⭐ 4.4 · 79813 recensioni

Lo si vede da lontano, sul Ponte Spinola, ed è la cosa più riconoscibile di Genova insieme alla Lanterna: una nave in secca posata sull’acqua, col suo scafo arrotondato che galleggia su una serie di pilastri. È l’Acquario di Genova, inaugurato il 15 ottobre 1992 durante l’Esposizione Internazionale Specializzata “Colombiadi” del cinquecentenario della scoperta dell’America (l’Expo aprì al pubblico il 15 maggio 1992), progettato da Renzo Piano con la consulenza dell’americano Peter Chermayeff di Cambridge Seven Associates. Al momento dell’apertura era il più grande acquario d’Europa e il secondo del mondo dopo Osaka. Oggi conta 70 vasche distribuite su 12.000 metri quadri, ospita circa 15.000 animali di 400 specie, è aperto 365 giorni l’anno dalle 9 alle 20 ed è da decenni l’attrazione turistica più visitata d’Italia con oltre un milione di ingressi annui.

Dove si trova

L’indirizzo ufficiale è Area Porto Antico — Ponte Spinola, 16, 16128 Genova. Il Ponte Spinola è il primo dei moli storici del Porto Antico, quello più vicino al centro storico: a piedi sono cinque minuti dalla Cattedrale di San Lorenzo (passando per via San Lorenzo e Sottoripa), otto minuti da piazza De Ferrari (via XX Settembre, via Caricamento), dieci minuti dalla stazione di Principe (via Buozzi, scendendo verso il porto). La fermata San Giorgio della metropolitana AMT è a 200 metri (linea verde, 8 fermate da Brignole). Tutte le linee bus che scendono al Porto Antico fanno capolinea o transito a Caricamento, davanti all’Acquario.

In auto la zona del Porto Antico è ZTL solo per certe ore della sera; il parcheggio più comodo è il Marina del Porto Antico (700 posti, ingresso da Calata Mandraccio) oppure i parcheggi Piccapietra e Sotto Sopraelevata (entrambi a 8-10 minuti a piedi). Per chi arriva in treno è particolarmente comodo: la stazione di Brignole dista 1,5 km percorribili a piedi in venti minuti lungo via XX Settembre + Caricamento, o 5 minuti di metropolitana.

L’ingresso dei visitatori è sul lato verso il mare, dopo aver attraversato il Ponte Spinola. La biglietteria automatica è separata da quella con operatore (consigliato l’acquisto online per evitare la coda nei weekend e nei mesi estivi).

L’Expo Colombiane del 1992 e la rinascita del waterfront

L’Acquario nasce dentro il più ambizioso progetto di rigenerazione urbana che Genova abbia avuto nel Novecento: l’Expo specializzata 1992 — Cristoforo Colombo, la nave e il mare, organizzata per il cinquecentenario della scoperta dell’America. Per decenni il porto storico era stato sbarrato alla città dalla Sopraelevata stradale, dai binari ferroviari merci, dalle banchine industriali in disuso. L’Expo finanzia la riconversione di tutto il fronte mare, dal Molo Vecchio fino alla Lanterna, su masterplan firmato da Renzo Piano.

Il progetto integra i fabbricati preesistenti di archeologia portuale — i Magazzini del Cotone primo Novecento, i Magazzini della Dogana seicenteschi, l’Edificio Millo, la Porta Siberia di Galeazzo Alessi del 1553 — con le architetture nuove: il Bigo (l’ascensore panoramico), la Piazza delle Feste, l’Isola delle Chiatte, e l’Acquario come fulcro visivo dell’intero affaccio. La Biosfera arriverà più tardi, nel 2001.

L’idea dell’Acquario nasce dalla felice intuizione che un grande contenitore tematico legato al mare — l’identità storica della città — potesse essere il magnete capace di trasformare il Porto Antico da luogo di passaggio a destinazione turistica vera e propria. È un’intuizione che ha funzionato oltre ogni previsione: in trent’anni l’Acquario ha portato in città decine di milioni di visitatori e ha trascinato con sé tutta l’industria turistica genovese.

L’edificio: la nave in secca

Il progetto di Renzo Piano è esplicitamente metaforico. La struttura ha la forma di una grande imbarcazione in secca, “una nave pronta a salpare”, come la descrisse lo stesso architetto: scafo arrotondato lungo 240 metri sospeso su pilastri di cemento armato che la sollevano dal piano del Ponte Spinola, lasciando lo spazio sottostante alla circolazione delle persone. La scelta del posizionamento parallelo alla banchina, anziché perpendicolare, evita di interrompere la prospettiva del Porto Antico verso il mare aperto e mantiene la lettura dell’edificio come oggetto navigante piuttosto che come architettura tradizionale.

I materiali sono quelli che caratterizzano lo stile Piano: cemento a vista, acciaio inox per le strutture esposte, vetro per le grandi superfici trasparenti del padiglione cetacei e degli ingressi. La copertura è in lastre di lamiera grecata che ricordano i tetti dei magazzini portuali. L’illuminazione interna è studiata in modo da rendere i colori delle vasche protagonisti: poca luce ambientale, molta luce dedicata agli acquari, percorsi guidati che alternano grandi vasche panoramiche a vetrine più piccole con effetto cinematografico.

La consulenza per la parte tecnica acquaristica venne affidata a Peter Chermayeff, fondatore di Cambridge Seven Associates, lo studio di Boston specializzato in acquari urbani che aveva firmato il New England Aquarium di Boston (1969) e il National Aquarium di Baltimora (1981). È a Chermayeff che si devono il concept del percorso continuo (i visitatori non possono “saltare” sezioni) e la tipologia delle vasche immersive con visione subacquea su più livelli.

Il percorso: 70 vasche, cinque ambienti

La visita standard dura circa tre ore e quarantacinque minuti e si svolge su tre piani. Il percorso è ad anello unico, con uscite di emergenza ma non con scorciatoie: la sequenza espositiva è stata pensata in modo narrativo, dal Mar Ligure ai mari tropicali, con tappe intermedie nelle foreste pluviali, nei mari freddi e negli ambienti d’acqua dolce.

Le vasche più impressionanti per dimensione sono quelle dei cetacei (vedi sezione dedicata), degli squali, delle foche, dei pinguini (con la colonia che produce piccoli ogni anno: nel marzo 2026 sono nati Magno, Lucy e Pinolo, scelti per nome con votazione pubblica), dei lamantini e della grande laguna delle razze, dove i visitatori possono toccare gli animali sotto la supervisione degli operatori.

Tra le esposizioni più curate vanno citate la vasca della Grande Barriera Corallina (con oltre 100 specie di pesci tropicali e coralli vivi mantenuti in coltura), la foresta amazzonica in vetro con piranha e pesci d’acqua dolce, la vasca delle meduse illuminata con luci nere che ne esaltano la trasparenza, la vasca polare con i pinguini di Humboldt e di Magellano. La sezione “Abissi” ricostruisce l’ambiente delle profondità mediterranee con specie raramente esposte al pubblico, tra cui anguille di profondità, granchi giganti e pesci bioluminescenti.

Il numero ufficiale di animali ospitati supera i 15.000 esemplari di 400 specie diverse — pesci, mammiferi marini, uccelli, rettili, anfibi, invertebrati — distribuiti negli ambienti tematici principali: mari tropicali, mari temperati, mari freddi, foreste tropicali, acque dolci.

Il Padiglione Cetacei (2013)

Il 27 luglio 2013 viene inaugurato il Padiglione Cetacei, la più importante espansione dell’Acquario dopo l’apertura del 1992. Anche questo progetto è firmato da Renzo Piano: una struttura alta 23 metri di cui la maggior parte immersa in acqua, lunga 94 metri, larga 30, che ospita quattro vasche a cielo aperto per un volume totale di 4.800 metri cubi d’acqua.

Il padiglione è separato fisicamente dal corpo principale dell’Acquario ma collegato dal percorso visita. Le vasche sono visibili sia dall’alto (dalla terrazza panoramica) sia dal basso, attraverso ampie pareti vetrate sommerse che permettono di osservare i tursiopi (delfini) muoversi a tutta velocità. La progettazione tecnica del padiglione ha richiesto soluzioni complesse per la gestione dell’acqua marina: filtraggio biologico continuo, controllo della temperatura, e isolamento acustico per ridurre lo stress degli animali. È considerata una delle strutture per cetacei più avanzate al mondo dal punto di vista del benessere animale.

Il pubblico vi accede dalla terrazza superiore: alcune delle foto più riconoscibili dell’Acquario — i delfini che nuotano sotto la grande arcata — sono state scattate proprio nel tunnel di osservazione del padiglione cetacei.

La Nave Italia / Padiglione della Biodiversità (1998)

La prima espansione dell’Acquario, sei anni dopo l’apertura, riutilizza lo scafo di una vera nave: la Nave Italia (poi ribattezzata “Nave Blu”), ormeggiata accanto al corpo principale e trasformata internamente in spazio espositivo. Ospita oggi il Padiglione della Biodiversità, con esposizioni tematiche sulla flora e fauna degli ecosistemi marini più fragili (mangrovie, barriere coralline a rischio, mari plastificati). Anche le mostre temporanee dell’Acquario trovano spesso spazio nella Nave Blu, che ha la flessibilità di un grande contenitore vuoto.

L’idea di riusare lo scafo di un mercantile per ampliare il museo è stata, all’epoca, una soluzione brillante e a basso impatto ambientale: la nave è stata semplicemente ormeggiata, allestita all’interno e collegata da una passerella. È una soluzione coerente con la filosofia genovese di valorizzare ciò che il porto già produce — un riutilizzo creativo che rifiuta la demolizione.

Conservazione, ricerca e partnership scientifiche

L’Acquario non è solo un’attrazione turistica. È gestito da Costa Edutainment S.p.A., società genovese che gestisce anche Bigo, Biosfera, Galata, Mirabilandia e altre strutture, ma le attività di ricerca e conservazione sono coordinate dalla Fondazione Acquario di Genova Onlus, dal Cetacean Sanctuary Research e da partnership con istituzioni internazionali come l’EAZA (European Association of Zoos and Aquaria) e l’IUCN (International Union for Conservation of Nature).

L’Acquario partecipa a programmi europei di riproduzione in cattività per specie minacciate (squali, tartarughe marine, pinguini di Humboldt), ospita un centro di recupero tartarughe marine in collaborazione con il Museo del Mare e attivamente gestisce campagne di sensibilizzazione contro l’inquinamento da plastica nel Santuario Pelagos (l’area marina protetta tra Liguria, Provenza e Sardegna dove transitano regolarmente capodogli, balenottere e delfini).

Le ricerche pubblicate dal personale scientifico dell’Acquario hanno riguardato negli ultimi anni la biologia riproduttiva dei lamantini, l’etologia dei tursiopi in cattività, la microplastica nei sedimenti del Mar Ligure e l’ottimizzazione delle diete per le specie tropicali. Queste attività sono parte integrante della missione dichiarata della struttura: educare, conservare, ricercare.

Informazioni pratiche

Orari: aperto 365 giorni l’anno dalle 9:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 18:00). Negli orari di punta (weekend, festivi, agosto) la coda all’ingresso può superare i 30 minuti — l’acquisto online del biglietto con fascia oraria è fortemente consigliato.

Biglietti singoli (a partire da):

  • Adulto (13+): 26 €
  • Ridotto (over 65, militari, persone con disabilità): 20 €
  • Bambino (4-12 anni): 16 €
  • Bambini 0-3 anni: gratis

Biglietti combinati (più conveniente per chi vuole anche le altre attrazioni del Porto Antico):

  • Pianeta Acquario (Acquario + Biosfera + Bigo): da 37 € adulto
  • Acquario + Città dei Bambini: da 40 € adulto
  • Acquario Village (tutte le 4 attrazioni del Porto Antico): da 49 € adulto

Contatti: telefono +39 010 23451, sito ufficiale acquariodigenova.it. La struttura è completamente accessibile alle persone con disabilità motoria (rampe, ascensori, percorso senza barriere).

Cosa c’è intorno

L’Acquario è il cuore del Porto Antico, e tutto ciò che lo circonda vale la visita. A pochi passi: il Bigo (ascensore panoramico) e la Biosfera di Renzo Piano, il Galata Museo del Mare (10 minuti di passeggiata sulla Calata de Mari) con il sommergibile Nazario Sauro visitabile, l’Isola delle Chiatte con la pista di pattinaggio invernale, i Magazzini del Cotone con cinema multisala, bowling e centro congressi.

Risalendo verso il centro storico, in cinque minuti a piedi si raggiunge la Cattedrale di San Lorenzo con il Tesoro e il Sacro Catino. A 800 metri verso ovest la Lanterna, faro storico e simbolo della città. Per pranzo o cena nel raggio di 10 minuti a piedi: I Tre Merli nei Magazzini del Cotone, Il Marin stellato Eataly, Antica Sciamadda in via San Giorgio, Sa Pesta in via Giustiniani.

Per passare la giornata intera al Porto Antico con bambini, il combinato Acquario + Bigo + Biosfera + Città dei Bambini (a Ponte Embriaco) richiede sette-otto ore con pranzo in zona, ed è probabilmente la più completa esperienza family-friendly che Genova offra.

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