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Mare e Natura · Gente di Mare

Grotte marine della Liguria: la costa nascosta dal mare

Un viaggio tra le grotte marine della Liguria: dall'Arpaia di Camogli ai Falsari di Portofino, come visitarle in sicurezza tra kayak, barca e nuoto.

6 Agosto 2026 · 8 min lettura
L'interno della Grotta dei Falsari a Capo Noli affacciato sul mare ligure
Domeian, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

C’è un momento, remando piano lungo la costa tra Camogli e Portofino, in cui il mare cambia colore. Il turchese chiaro delle insenature soleggiate scivola in un verde più cupo, quasi nero, e la parete di roccia che vi accompagna da riva si apre in un varco scuro. È lì, in quell’ombra fresca che sa di salsedine e di pietra bagnata, che la costa ligure smette di essere solo panorama e diventa mistero. Le grotte marine non si vedono dalla passeggiata a mare, non compaiono nelle cartoline: bisogna andarle a cercare con una barca, un kayak, o le proprie braccia.

Il Mar Ligure, con le sue coste a picco scolpite da millenni di risacca, è punteggiato di questi anfratti. Alcuni sono minuscoli, poco più che una fenditura dove entra solo un canotto. Altri si allargano in camere che il mare ha scavato pazientemente nella roccia calcarea, lasciando volte alte, giochi di luce che filtrano dall’acqua, colonie di organismi che vivono solo nell’oscurità marina. Non sono attrazioni da parco tematico: sono geografia viva, ancora modellata dalle mareggiate, e per questo vanno visitate con rispetto, occhi allenati e un minimo di prudenza.

La Grotta dei Gamberi, tra Camogli e Punta Chiappa

Chi conosce il tratto di costa tra Camogli e Punta Chiappa sa che il fascino di questo lembo di Liguria non sta nelle spiagge, che qui quasi non esistono, ma nella roccia che precipita nel mare senza soluzione di continuità. È in questo scenario che si trova la Grotta dei Gamberi, non una cavità a pelo d’acqua ma un sito d’immersione subacqueo censito dall’Area Marina Protetta di Portofino a Punta Chiappa levante, a circa 37-40 metri di profondità, raggiungibile solo dal mare, in barca o con un’immersione organizzata da un diving center.

Il nome, secondo la tradizione locale, deriva dai piccoli gamberi che popolano le pareti della cavità. Trattandosi di un sito subacqueo a profondità considerevole, la visita richiede attrezzatura da immersione e l’accompagnamento di un centro diving autorizzato: non è un luogo che si raggiunge nuotando in superficie o con maschera e boccaglio. Con mare mosso, l’accesso al sito diventa più complesso anche per i sommozzatori esperti, per via delle correnti che si generano attorno al promontorio.

Punta Chiappa, il balcone naturale sul golfo

Punta Chiappa, poco distante, resta il punto di partenza più logico per chi vuole raggiungere la zona della Grotta dei Gamberi via mare partendo da Camogli. È una lingua di roccia levigata che si protende verso il golfo, storicamente frequentata dai camogliesi per la pesca e oggi meta di chi cerca un bagno lontano dalla folla. Da qui partono anche le imbarcazioni dei diving center che accompagnano i sub verso il sito sommerso, in direzione San Fruttuoso.

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Esperienza · Camogli
Lingua di roccia raggiungibile a piedi da Camogli o in barca, punto di partenza per le escursioni verso l’Arpaia e San Fruttuoso.

La Grotta dei Falsari, il segreto di Capo Noli

Spostandosi più a ponente, verso il savonese, la costa cambia carattere e regala un’altra sorpresa. Tra Noli e Varigotti, lungo lo sperone roccioso di Capo Noli, si apre la Grotta dei Falsari, conosciuta anche come Grotta di Capo Noli o Antro dei Briganti, censita nel Catasto Speleologico Ligure. Il nome porta con sé un’eco di leggende locali legate a contrabbandieri e monetieri che vi si sarebbero nascosti in epoche passate.

È una grotta che si raggiunge in barca o in kayak seguendo la costa tra Noli e Varigotti, uno dei tratti più suggestivi del Ponente ligure, dove le pareti a picco sul mare custodiscono anfratti e piccole calette ancora poco frequentate. Le pareti sommerse di questo tratto di costa ospitano gorgonie, spugne e popolamenti di posidonia oceanica, la pianta marina che forma le vere e proprie prateria sottomarine fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema costiero: produce ossigeno, protegge la costa dall’erosione, offre rifugio a numerosissime specie di pesci e invertebrati.

Chi si avvicina alla Grotta dei Falsari con maschera e boccaglio, più che con l’intento di entrarci fino in fondo, può osservare questo microcosmo sottomarino: banchi di saraghi che si muovono all’unisono nell’ombra della grotta, qualche polpo mimetizzato tra le rocce, e la luce che filtra dall’acqua creando fasci quasi tangibili nella penombra della cavità.

Le Grotte di Toirano, quando il mare si è ritirato

Spostandosi ancora nell’entroterra tra Albenga e Ceriale, il rapporto tra grotte e mare cambia natura. Le Grotte di Toirano non sono grotte marine nel senso stretto: sono cavità carsiche scavate nella roccia calcarea da acque sotterranee, distanti oggi diversi chilometri dalla linea di costa attuale. Eppure raccontano una storia che con il mare ha comunque a che fare, perché testimoniano epoche in cui il livello del Mediterraneo era diverso da oggi e le coste liguri avevano una geografia che noi non conosciamo più.

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Museo / Attrazione
Via San Lucia 47, Toirano
Consultare il sito ufficiale per orari stagionali
Biglietto d’ingresso con visita guidata
Sistema di grotte carsiche visitabili con guida, di interesse paleontologico e speleologico.
Stalattiti e concrezioni calcaree nelle Grotte di Toirano con visitatori lungo il percorso
L’interno delle Grotte di Toirano, un sistema carsico scavato da acque sotterranee nel savonese.

Cristian Buda, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

All’interno di questo sistema carsico sono stati trovati resti di orsi speleo e tracce di frequentazione umana preistorica, rendendo Toirano un sito di interesse paleontologico e archeologico oltre che geologico. È un’esperienza diversa rispetto alle grotte marine di Camogli o del savonese: qui si cammina, non si nuota, accompagnati da guide che illustrano le formazioni di stalattiti e stalagmiti cresciute in millenni di gocciolamento costante. Un buon complemento, per chi soggiorna in Liguria, a una giornata di mare vissuta il giorno prima o il giorno dopo: due modi diversi di leggere la stessa terra, uno scavato dal mare che c’era, l’altro dall’acqua che scorre ancora.

Come visitare le grotte marine: kayak, barca o nuoto

Il modo più autentico per scoprire le grotte della costa tra Camogli e Portofino resta il kayak. È silenzioso, permette di entrare anche in anfratti troppo piccoli per un’imbarcazione a motore, e restituisce il ritmo lento con cui il mare va osservato quando si cerca qualcosa che non è segnalato da nessun cartello. Diversi operatori locali organizzano uscite guidate in kayak lungo il tratto di Area Marina Protetta di Portofino, un’opzione sensata per chi non conosce bene la costa: le correnti attorno al promontorio possono essere più insidiose di quanto sembrino dalla riva.

Un kayak si avvicina all'ingresso di una grotta marina lungo la costa ligure
In kayak, il modo più silenzioso e autentico per avvicinarsi alle grotte marine della costa.

Foto di Max Kladitin su Pexels

Chi preferisce la barca può affittare un gozzo con skipper a Camogli o Santa Margherita Ligure e farsi condurre lungo la costa, fermandosi dove l’acqua è più invitante per un bagno nelle insenature e nelle calette del tratto costiero. È l’opzione più comoda per famiglie o per chi non ha grande confidenza col nuoto in mare aperto. Chi invece è appassionato di immersioni può rivolgersi a un diving center di Camogli o Santa Margherita Ligure per raggiungere siti come quello della Grotta dei Gamberi a Punta Chiappa, che richiedono invece una preparazione tecnica specifica: non sono mete per chi si limita a nuotare dalla riva.

Sicurezza e periodi consigliati

Le grotte marine liguri vanno visitate con giudizio. Il periodo migliore va da giugno a settembre, quando il mare è più stabile e la temperatura dell’acqua rende sostenibili anche soste prolungate a nuoto. Va sempre evitato l’accesso con mare formato o in previsione di libeccio, il vento che da sud-ovest porta le mareggiate più violente su questo tratto di costa: l’acqua che si comprime dentro una cavità stretta può creare risucchi e sbattimenti contro le pareti anche quando in mare aperto le condizioni sembrano accettabili.

Chi nuota verso le grotte dovrebbe sempre indossare una boa di segnalazione, muoversi in coppia o in gruppo, e informarsi localmente sulle condizioni del giorno: i bagnini e i pescatori di Camogli conoscono questi tratti di costa meglio di qualunque guida scritta. All’interno delle grotte, inoltre, vale la regola più semplice: si guarda, non si tocca. Le pareti ospitano organismi fragili, e ogni grotta ha un equilibrio che si costruisce in anni, non in stagioni.

Il mare dei genovesi: chi va per grotte non è mai solo un turista

A Camogli, come a Portofino, chi conosce le grotte non le ha scoperte su una guida: le ha imparate a memoria in anni di uscite in barca col padre, o in mattinate passate a pesca sotto costa. C’è un sapere locale, quasi tramandato in famiglia, su quale grotta si può visitare con che mare, su dove si nasconde il pesce nelle ore più calde, su quali siti sommersi meritano un’immersione con la luce giusta. È un rapporto con la costa che non ha niente della vacanza mordi e fuggi: è quotidianità, è memoria di generazioni di pescatori e velisti che hanno usato queste insenature come riparo, come luogo di lavoro, come territorio conosciuto centimetro per centimetro.

Per i genovesi che scelgono il weekend per allontanarsi dalla città, la giornata tipo comincia presto: si parte all’alba per evitare la ressa dei mezzi turistici verso San Fruttuoso, si naviga con calma lungo costa, ci si ferma dove il mare invita, e si torna nel pomeriggio quando il caldo si fa insostenibile. È un modo di vivere il mare che assomiglia più al lavoro stagionale dei pescatori di un tempo che al turismo balneare: lento, attento alle condizioni, rispettoso di un ambiente che non perdona la fretta.

Consigli pratici per organizzare l’escursione

Per raggiungere Camogli da Genova, la soluzione più comoda resta il treno regionale, con la stazione a pochi minuti dal centro storico e dal porticciolo da cui partono le escursioni verso San Fruttuoso e le grotte della costa. Da qui si può scegliere tra il noleggio di un kayak, l’iscrizione a un’uscita guidata, o l’imbarco su uno dei battelli che collegano Camogli, San Fruttuoso e Portofino, utili per chi vuole solo avvicinarsi alla zona delle grotte per un bagno, senza addentrarsi con mezzi propri.

Per raggiungere la Grotta dei Falsari, invece, conviene organizzarsi da Noli o Varigotti, dove è possibile noleggiare kayak o imbarcazioni per esplorare il tratto di costa di Capo Noli. Per le Grotte di Toirano, la visita è organizzata con biglietto d’ingresso e accompagnamento di guide interne, un’esperienza adatta anche a famiglie con bambini, con percorsi segnalati e in sicurezza. Vale la pena portare una felpa leggera anche in agosto: la temperatura interna delle grotte carsiche resta fresca tutto l’anno, ben diversa dal caldo della costa.

Chi soggiorna a Genova può organizzare comodamente una giornata verso Camogli e Portofino partendo da una delle nostre dimore nel cuore della città, magari scegliendo un appartamento in zona Porto Antico da cui muoversi facilmente verso levante. Per orientarsi meglio tra le mete della costa, la nostra guida di Genova raccoglie itinerari e consigli pratici per chi vuole scoprire il territorio senza affidarsi solo al caso.

Il mare che si racconta scavando

Le grotte marine della Liguria non sono un’attrazione da spuntare su una lista. Sono un modo diverso di leggere la costa: non dall’alto, come si fa camminando sui sentieri panoramici, ma da dentro, all’altezza dell’acqua o sotto la sua superficie, dove il mare rivela le sue architetture più intime. Chi le visita con rispetto, nei momenti giusti e con la prudenza che meritano, porta a casa un’immagine della Liguria diversa da quella patinata delle cartoline: più ruvida, più autentica, scavata letteralmente dal tempo e dalla forza dell’acqua.

Se questa Liguria nascosta vi sta chiamando, il modo migliore per rispondere è viverla da dentro. Con una delle nostre dimore nel cuore di Genova come base, ogni mattina può iniziare con l’idea di una nuova insenatura da scoprire, di una grotta da raggiungere in kayak, di un tratto di costa che il mare ha modellato in silenzio per millenni e che aspetta solo di essere visto con gli occhi giusti.

Storie, segreti e sapori di Genova. La Superba è il magazine di genovabb.it — raccontiamo la città come la vivono i genovesi, ogni settimana, una rubrica alla volta.
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