La chiamata della Riviera: il risveglio della domenica
C’è un momento preciso, nelle mattine di domenica a Genova, in cui la città sembra sospesa. La luce del sole taglia i caruggi in diagonale, il profumo della focaccia appena sfornata si mescola a quello del caffè, e nell’aria frizzante del mattino si avverte un richiamo irresistibile. È la chiamata della Riviera. Se avete scelto di soggiornare nelle nostre dimore nel cuore della Superba, avete a disposizione un privilegio raro: usare una delle città più affascinanti del Mediterraneo come base per esplorare un territorio che il mondo intero ci invidia. Oggi vi portiamo a levante, dove la costa si fa dolce e i colori esplodono.
Basta recarsi alla stazione di Genova Brignole e salire su un treno regionale. In meno di quaranta minuti, il paesaggio fuori dal finestrino si trasforma in un documentario in tempo reale. Vi lascerete alle spalle l’elegante passeggiata di Nervi, supererete i borghi aggrappati alla scogliera come Bogliasco e Sori, attraverserete Recco con il suo profumo immaginario di formaggio fuso, fino a quando il treno non rallenterà, infilandosi in un golfo che ha fatto la storia del turismo internazionale. Benvenuti nel Golfo del Tigullio.
Questa non è la Liguria aspra e vertiginosa delle Cinque Terre, né quella segreta e ombrosa dei vicoli genovesi che avete imparato a conoscere leggendo la nostra guida di Genova. Il Tigullio è il salotto buono, il luogo dove la natura lussureggiante si sposa con un’eleganza d’altri tempi. È una meta perfetta per una gita di un giorno, un viaggio breve che vi riempirà gli occhi di azzurro e di verde, per poi riportarvi a casa la sera, stanchi ma appagati, con il sapore del sale ancora sulle labbra.
Santa Margherita Ligure: il salotto buono sul mare
Appena scesi dal treno a Santa Margherita Ligure, capirete subito di essere arrivati in un luogo speciale. Se Portofino è la vetrina esclusiva e talvolta inavvicinabile del jet set, “Santa” — come la chiamano affettuosamente i liguri — è la sorella maggiore, più rilassata, autenticamente signorile ma senza sforzo. La passeggiata a mare è un susseguirsi di palme frondose e aiuole curatissime, incorniciate da una cortina di palazzi storici le cui facciate sono un trionfo di trompe-l’œil: finte persiane, finti stucchi, finti cornicioni dipinti con una maestria tale da ingannare l’occhio anche a pochi metri di distanza, nei toni del rosa antico, del giallo ocra e del rosso mattone.

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La vita qui scorre con un ritmo placido. Vi consigliamo di iniziare la vostra esplorazione dal porto turistico. Al mattino presto, potrete osservare i pescatori che rientrano con le reti cariche, mentre poco più in là i marinai lucidano gli ottoni di yacht lussuosi. È questo contrasto, vivo e reale, a dare a Santa Margherita la sua anima. Non fermatevi però solo sul lungomare. Salite verso il complesso di Villa Durazzo, un magnifico parco secolare che domina la baia. Passeggiare tra le sue statue neoclassiche, i sentieri a risseu (il tipico mosaico ligure di ciottoli bianchi e neri) e le essenze esotiche, vi farà sentire parte di un’epoca in cui il tempo scorreva più lentamente.
Accanto alla villa, la Chiesa di San Giacomo di Corte offre uno scorcio mozzafiato sul golfo. Da lassù, il mare assume sfumature che vanno dal cobalto al verde smeraldo, punteggiato dalle vele bianche che sfruttano la brezza mattutina. È il momento ideale per sedersi su una panchina, respirare a pieni polmoni l’aria satura di iodio e resina di pino, e prepararsi alla prossima tappa della vostra esplorazione.
Rapallo: il fascino imperfetto della “città sbagliata”
Se Santa Margherita è l’eleganza indiscussa, la vicina Rapallo è spesso definita dai puristi come una “città sbagliata”. Il boom edilizio degli anni Sessanta ha lasciato cicatrici visibili sulle colline retrostanti, dove i condomini si arrampicano in modo disordinato. Eppure, fermarsi a questa prima impressione sarebbe un errore imperdonabile. Rapallo possiede un fascino profondo, stratificato, squisitamente letterario. Non è un caso che scrittori come Ezra Pound, William Butler Yeats e Max Beerbohm abbiano scelto di viverci a lungo.

Il cuore pulsante della città è il suo lungomare intitolato a Vittorio Veneto, un’ampia passeggiata orlata da palme che curva dolcemente seguendo la linea della baia. Qui troneggia il Chiosco della Musica, un gioiello liberty in ferro battuto dove un tempo si tenevano i concerti domenicali. Poco distante, isolato in mezzo all’acqua e collegato alla terraferma da un pontile in pietra, si erge il Castello sul Mare. Costruito nel 1550 per difendere la popolazione dalle incursioni dei pirati saraceni, oggi è il simbolo indiscusso di Rapallo, un guardiano di pietra che sorveglia l’orizzonte.
Ma il vero segreto di Rapallo si trova guardando verso l’alto. Alle spalle della città sorge il Santuario di Nostra Signora di Montallegro. Potete raggiungerlo in auto o a piedi, ma il modo più spettacolare è utilizzare la funivia. In soli sette minuti, verrete sollevati dal livello del mare fino a seicento metri di altitudine, sospesi nel vuoto sopra boschi di lecci e castagni. Dalla terrazza del santuario, la vista abbraccia l’intero Golfo del Tigullio, spingendosi nelle giornate limpide fino alla Corsica. È un’esperienza che vi cambierà la prospettiva, regalandovi una mappa visiva di tutto il territorio che state esplorando.
Da Camogli a San Fruttuoso: l’incanto del promontorio
Il Golfo del Tigullio è separato dal Golfo Paradiso dall’imponente mole del Promontorio di Portofino, un blocco di conglomerato roccioso ricoperto da una macchia mediterranea fittissima. È qui che si nascondono le vere perle della zona. Se volete aggiungere un tocco di avventura alla vostra gita, vi suggeriamo di esplorare questo tratto di costa, che offre scenari radicalmente diversi a pochi chilometri di distanza.

Yazle, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Potreste decidere di raggiungere Camogli, il borgo dei “mille bianchi velieri”, con i suoi palazzi altissimi e variopinti che si specchiano direttamente nell’acqua del porticciolo. Camogli ha un’anima profondamente marinara, meno mondana e più ruvida rispetto a Santa Margherita. Da qui, o dalla stessa Santa Margherita, potete prendere uno dei battelli di linea per compiere un viaggio nel tempo. La destinazione è l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte.
“Un piccolo villaggio che si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino… un luogo nascosto, silenzioso, chiuso tra gli alti monti.”
— Guy de Maupassant, La vie errante (1890)
San Fruttuoso è un miracolo di pietra incastonato in una piccola insenatura, raggiungibile esclusivamente via mare o attraverso ripidi sentieri boschivi. Non ci sono strade, non ci sono automobili. Solo il rumore della risacca sui ciottoli bianchi e il profilo severo e maestoso dell’abbazia benedettina fondata nell’anno Mille, oggi bene tutelato dal FAI. Nuotare nelle acque cristalline della baia, con l’abbazia che vi osserva silenziosa dalla spiaggia, è un’emozione che difficilmente scorderete. Sotto la superficie del mare, a diciassette metri di profondità, riposa la celebre statua del Cristo degli Abissi, meta di pellegrinaggio per i subacquei di tutto il mondo.
Come arrivare e l’itinerario perfetto per la vostra giornata
L’organizzazione pratica di questa gita è sorprendentemente semplice, a patto di seguire una regola d’oro: lasciate l’automobile a Genova. La via Aurelia, pur offrendo panorami magnifici, è spesso congestionata, e trovare parcheggio in queste località può trasformarsi in una caccia al tesoro frustrante e costosa. Il treno è il vostro migliore alleato. Dalle stazioni di Genova Piazza Principe o Genova Brignole, i treni regionali e regionali veloci partono con una frequenza di circa due o tre all’ora. Il tragitto dura in media tra i 35 e i 45 minuti.
Ecco una proposta di itinerario flessibile per la vostra domenica. Partite da Genova verso le nove del mattino, scendendo a Santa Margherita Ligure. Concedetevi una colazione lenta in uno dei caffè del centro, magari gustando una fetta di focaccia pucciata nel cappuccino, come fanno i veri liguri. Dedicate la mattinata a passeggiare nel parco di Villa Durazzo e lungo il porto. Verso mezzogiorno, potete scegliere: se amate camminare, imboccate la bellissima passeggiata pedonale che costeggia il mare fino a Paraggi e poi a Portofino (circa un’ora di cammino facile). Se preferite il relax, prendete un battello dal porto.
Per il pranzo, evitate i locali troppo esposti sui moli principali e cercate le piccole trattorie nelle vie interne. Dopo pranzo, riprendete il treno o l’autobus locale per spostarvi a Rapallo. Dedicate il pomeriggio a esplorare i caruggi del centro storico, fermatevi ad ammirare il Castello sul Mare e, se il tempo lo permette, prendete la funivia per Montallegro per godervi la luce dorata del tardo pomeriggio. Il rientro a Genova in treno vi permetterà di ammirare il tramonto sul mare dal finestrino, chiudendo il cerchio della giornata.
Il dettaglio che vale il viaggio: il gambero rosso e i pizzi al tombolo
In ogni gita che vi proponiamo su La Superba, amiamo suggerirvi un dettaglio meno noto, qualcosa che arricchisca la vostra esperienza oltre le solite cartoline. Nel Tigullio, questo dettaglio ha due anime: una gastronomica e una artigianale.
Dal punto di vista del gusto, non potete lasciare Santa Margherita senza aver assaggiato il celebre Gambero Rosso. Pescato a grandi profondità dai pescherecci locali, questo crostaceo ha un sapore dolce e una consistenza ineguagliabile. Gustato crudo, con appena un filo di olio extravergine d’oliva ligure, è un’esperienza sensoriale assoluta. Dal punto di vista dell’artigianato, invece, cercate le botteghe storiche dove ancora si lavora il pizzo al tombolo. Questa antica arte, importata secoli fa, viene portata avanti da donne pazienti che intrecciano fili di lino e cotone muovendo decine di fuselli di legno su uno speciale cuscino cilindrico. Osservare le loro mani volare leggere e veloci è come guardare una danza ipnotica, un frammento di storia viva che resiste al turismo di massa.
La sera, quando il treno vi riporterà alla stazione di Genova, sentirete la piacevole stanchezza di chi ha vissuto una giornata piena. Tornare nelle nostre dimore non sarà come rientrare in una fredda stanza d’albergo, ma come tornare a casa vostra. Avrete i vostri spazi, la vostra cucina per prepararvi una tisana calda, e il silenzio necessario per riordinare i ricordi della giornata. Il Tigullio vi avrà regalato la sua eleganza, ma Genova sarà lì ad accogliervi, pronta a svelarvi un nuovo segreto l’indomani. Se questa terra di contrasti vi sta chiamando, noi siamo qui per accogliervi: potete prenotare ora il vostro soggiorno e iniziare a sognare la vostra prossima domenica ligure.



