C’è una domenica in cui il mare non basta. Volete altitudine, volete vento tra i crinali, volete quella sensazione — rara a Genova, città stretta tra monti e acqua — di vedere la vostra città da sopra, tutta insieme, dal centro storico al porto fino alla linea dove il golfo si confonde col cielo. Non serve prendere l’autostrada. Bastano una manciata di minuti da Brignole o da Castelletto per trovarvi su un crinale erboso, tra bastioni ottocenteschi e garitte diroccate, con Genova distesa sotto di voi come una mappa vivente.
Sono i forti dell’Appennino ligure: un sistema di fortificazioni costruite nell’Ottocento a corona delle alture cittadine, oggi trasformate in uno dei trekking urbani più sorprendenti d’Italia. Si cammina tra mura di pietra scavate nella roccia, si passa da un forte all’altro come tappe di una collana, e si scopre che Genova — città di caruggi e palazzi — ha anche un volto militare, severo e affascinante, che pochissimi turisti conoscono.
Le fortezze che guardano il mare
Il sistema difensivo delle alture genovesi nacque per proteggere la città dalle minacce che, nella prima metà dell’Ottocento, arrivavano soprattutto dal fronte austriaco: erano gli anni delle guerre che avrebbero poi portato al Risorgimento, e Genova — porto strategico del Regno di Sardegna — doveva blindare i propri accessi da terra. Le mura urbane non bastavano più: bisognava controllare i crinali, da cui un esercito nemico avrebbe potuto dominare la città con l’artiglieria.

Nacque così una catena di forti disposta lungo le creste che circondano Genova a nord, costruiti in pietra locale, pensati per resistere e per comunicare tra loro con segnalazioni ottiche. Oggi buona parte di queste strutture è abbandonata all’incuria e alla vegetazione, ma proprio questo abbandono le rende suggestive: non sono musei con biglietteria e pannelli esplicativi, sono rovine vere, silenziose, che il visitatore attraversa in un silenzio quasi assoluto, rotto solo dal vento e, in certe giornate, dal verso di qualche rapace che gira sopra le mura.
Forte Sperone: il cuore del sistema
Forte Sperone è probabilmente il più imponente e il più facilmente raggiungibile del sistema. Si trova sulla cima del monte Peralto, a 512 metri di altitudine, all’intersezione delle due branche delle Mura Nuove che separano la valle del Polcevera da quella del Bisagno, ed è collegato alle antiche mura secentesche che scendono verso il centro storico. Le sue mura sono ampie, i camminamenti percorribili, e da qui la vista si apre su tutta Genova: il centro storico, il porto, e nelle giornate più limpide anche la costa che si allunga verso levante.
È il forte più “urbano” del sistema, quello dove la fatica della camminata è minore e dove capita di incontrare famiglie, runner e altri camminatori nel weekend. Per chi vuole un primo assaggio del trekking dei forti senza impegnarsi in un’intera giornata di cammino, Forte Sperone da solo è già una gita completa, con vista e storia in un paio d’ore.
Forte Puin e Forte Fratello Minore: il crinale silenzioso
Proseguendo lungo il crinale verso ovest si incontrano Forte Puin e, poco più avanti, Forte Fratello Minore: due presidi più piccoli e più isolati di Forte Sperone, avvolti da una vegetazione più fitta e da un silenzio quasi totale. Sono i punti in cui il trekking urbano lascia il posto a una sensazione più autentica di montagna: sentiero sterrato, roccia affiorante, ginestre in fiore a inizio estate, e la città che si allontana visivamente man mano che si sale.

Forte Puin in particolare conserva ancora tratti ben leggibili della struttura originaria, con muri perimetrali e resti di quello che doveva essere l’impianto logistico del presidio. Fratello Minore, più defilato, richiede un tratto di sentiero meno battuto: è la tappa che premia chi ha voglia di allontanarsi davvero dai percorsi più frequentati, con il vantaggio di trovare, quasi sempre, di non incontrare nessuno.
Forte Diamante: la vetta e il panorama più ampio
Il più alto e il più impegnativo dell’intero sistema è Forte Diamante, arroccato su uno sperone roccioso che domina la Val Polcevera da un lato e il golfo di Genova dall’altro. Raggiungerlo richiede il tratto di cammino più lungo e più faticoso di tutto l’itinerario, ma la ricompensa è un panorama a 360 gradi che comprende contemporaneamente la città, il mare aperto e, nelle giornate più terse, le Alpi Marittime all’orizzonte.

Il forte prende il nome dalla forma della sua pianta, che ricorda vagamente un diamante visto dall’alto. Le sue mura, oggi in parte crollate, restano imponenti: salire fino in cima ai bastioni superstiti — con la dovuta prudenza, dato lo stato di conservazione non museale della struttura — regala una delle vedute più spettacolari su Genova che si possano ottenere senza l’ausilio di un elicottero.
«Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare.»
— Francesco Petrarca, Itinerarium ad Sepulchrum Domini Nostri Ihesu Christi, 1358
Quella descrizione di Petrarca, scritta osservando Genova dal mare, si può in un certo senso rovesciare camminando lungo questi crinali: da qui non si guarda la città da sotto, come faceva il poeta approdando dal mare, ma da sopra, cogliendo esattamente quella collina superba di cui parlava, distesa verso l’acqua.
Come arrivare ai forti
Il grande vantaggio di questo trekking, rispetto a molte altre gite fuori Genova, è che si parte quasi da casa. Chi soggiorna in una delle dimore genovabb.it nei quartieri di Castelletto o nella zona alta del centro storico può raggiungere l’imbocco dei sentieri a piedi o con una breve corsa in autobus, senza bisogno di treno né di auto.

Il punto di partenza più comodo per Forte Sperone è la zona di Righi, raggiungibile con la storica funicolare Zecca-Righi che parte da Piazza Portello, nel cuore della città, oppure con linee di autobus che salgono verso le alture. Da Righi si sviluppa il sentiero che unisce i vari forti lungo il crinale: prima Forte Sperone, poi, proseguendo verso ovest, Forte Puin, Forte Fratello Minore e infine, per i più allenati, Forte Diamante.
Chi preferisce l’auto trova parcheggi nella zona di Righi, da cui si accede direttamente ai sentieri escursionistici, evitando così l’ingresso in centro città con il traffico della domenica. In entrambi i casi conviene portare con sé una mappa dei sentieri dell’Alta Via dei Forti — disponibile nei punti informazioni escursionistici della città — perché la segnaletica, sebbene presente, non è sempre continua nei tratti più isolati.
L’itinerario della giornata
Una giornata tipo tra i forti può cominciare presto, verso le nove, con la salita a Righi in funicolare: un modo già di per sé suggestivo di lasciare la città bassa e ritrovarsi in pochi minuti a quota diversa, con l’aria più fresca e il primo scorcio di panorama. Da qui si prende il sentiero verso Forte Sperone, la tappa più semplice e più vicina, che si visita con calma in circa un’ora considerando le soste fotografiche.
Chi ha gambe e tempo può proseguire lungo il crinale verso Forte Puin e Forte Fratello Minore: il tratto richiede attenzione ai sentieri, non è segnalato ovunque con la stessa cura, ma il percorso segue essenzialmente la linea del crinale e difficilmente si rischia di perdersi in modo serio. Per il pranzo, la scelta più pratica resta il picnic: pochi punti di ristoro esistono lungo il percorso, e portarsi panini, acqua abbondante e magari un thermos è la soluzione più sensata, specialmente nelle giornate estive quando il sole sui crinali spogli picchia senza sconti.
Chi vuole includere anche Forte Diamante deve considerare che il tratto finale di salita è il più impegnativo della giornata, sia per il dislivello sia per il fondo più sconnesso: meglio preventivare l’intera giornata, con partenza mattutina e rientro nel pomeriggio, piuttosto che tentare di comprimere tutto in poche ore. In alternativa, Forte Diamante si può raggiungere anche con un accesso separato dalla Val Polcevera, per chi vuole dedicargli una gita a sé, magari da riprogrammare in un’altra domenica.
Il rientro, in ogni caso, ripercorre la stessa via: la discesa verso Righi e la funicolare che riporta in pochi minuti nel cuore della città, con quella sensazione — tipica di ogni buon trekking — di gambe stanche e testa piena di immagini.
Il dettaglio che vale la salita
Quello che pochissime guide raccontano è che questo sistema di forti, oltre a essere un belvedere naturale, è anche uno dei rari punti da cui si comprende davvero la geografia di Genova: una città che non si sviluppa in pianura come la maggior parte dei centri italiani, ma che si arrampica letteralmente sulle colline, comprimendosi tra il mare e i monti in una striscia sottile di case, vicoli e palazzi. Vista dall’alto dei bastioni di Forte Diamante o di Forte Sperone, questa geografia insolita diventa evidente in un colpo d’occhio, e capita spesso che chi genovese non è resti in silenzio per qualche minuto, semplicemente a guardare, prima di tirare fuori il telefono per la foto.
Quando andare
La stagione migliore per questo trekking è la primavera, quando i crinali sono verdi, le temperature miti e l’aria tersa regala visibilità ottima verso il mare e, nelle giornate più fortunate, verso le Alpi. L’estate è praticabile ma richiede partenza molto anticipata: i sentieri sono quasi completamente esposti al sole, senza ombra, e nelle ore centrali del giorno il caldo può rendere la camminata faticosa, specialmente nel tratto verso Forte Diamante. L’autunno, con le prime piogge che rinverdiscono la vegetazione dopo l’estate, regala colori intensi e un’aria già più fresca, ideale per chi preferisce sforzo fisico e vista limpida senza il caldo estivo. L’inverno, nelle giornate di sole e assenza di vento forte, offre paradossalmente alcune delle visibilità più spettacolari, anche se il freddo sui crinali esposti va tenuto in conto con un abbigliamento adeguato.
Tornare a Genova, la sera
C’è qualcosa di particolarmente appagante nel tornare in città dopo una giornata sui forti: la funicolare che scende verso Piazza Portello, le luci del centro storico che si accendono, la prospettiva di una cena nei caruggi dopo ore di vento e panorama. È il tipo di giornata che dà senso a un soggiorno genovese: non solo i musei e i vicoli del centro, ma anche quella parte meno battuta della città che si vede solo salendo, con le gambe, fino ai crinali dove per quasi due secoli hanno vegliato queste fortezze.
Se la voglia di camminare tra pietre antiche e panorami senza confini vi sta chiamando, le nostre dimore nel cuore di Genova sono il punto di partenza ideale per questa e altre gite: potete prenotare il vostro soggiorno e organizzare la vostra domenica tra i forti sapendo che, alla sera, vi aspetta una casa vera, non una stanza d’albergo. Per altre idee di gite e itinerari nei dintorni di Genova, la nostra rubrica del magazine continua ogni domenica con nuove proposte.


