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Archivissima 2026. Quello che non c’è

5
Giugno
2026
Venerdì 5 giugno 2026
Venerdì
Archivissima 2026. Quello che non c’è

La Notte degli Archivi torna a Genova con Archivissima 2026, l’edizione dedicata al tema «Quello che non c’è»: una serata che apre al pubblico fondi, collezioni e luoghi della memoria cittadina, di norma riservati agli studiosi.

Scopri il straordinario fondo fotografico di Erminio Cresta durante la Notte degli Archivi: 55.000 negativi su lastra di vetro e pellicola, recentemente digitalizzati e valorizzati. L’Archivio Fotografico del Centro DocSAI apre le porte per un’immersione affascinante nel patrimonio visivo genovese, tra storia e memoria. Un’occasione unica per esplorare il dietro le quinte della ricerca archivistica e scoprire immagini raramente accessibili.

«Il Pianeta Selvaggio» al Cinema Sivori

Locandina di Archivissima 2026: proiezione de Il Pianeta Selvaggio di René Laloux al Cinema Sivori di Genova
Locandina della serata della Fondazione Mario Novaro per la Notte degli Archivi — Cinema Sivori, venerdì 5 giugno ore 18.30.

Sempre per la Notte degli Archivi, la Fondazione Mario Novaro ETS — in collaborazione con Circuito Cinema Genova e la dott.ssa Sara Tongiani — propone una serata a ingresso gratuito dedicata al cinema d’animazione e alla sua ricca tradizione, riletti attraverso lo sguardo pionieristico di Claudio Bertieri, critico e studioso esperto soprattutto delle cinematografie dell’Europa orientale e di quelle internazionali.

Venerdì 5 giugno, alle 18.30, al Cinema Sivori è in programma la proiezione del film d’animazione «Il Pianeta Selvaggio» (La planète sauvage, 1973) di René Laloux, frutto della collaborazione fra Francia e Cecoslovacchia e sintesi delle sperimentazioni sviluppate dalle rispettive scuole. La proiezione sarà accompagnata dal cortometraggio «Les Escargots» (1966), dello stesso autore, e introdotta da Sara Tongiani, studiosa di Storia del cinema. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Il tema dell’edizione 2026 di Archivissima, «Quello che non c’è», offre l’opportunità di riscoprire il ruolo di Bertieri, fra i primi ad avvicinarsi, studiare e promuovere il cinema d’animazione proveniente da cinematografie allora lontane e poco conosciute. Grazie a un approccio interdisciplinare e lungimirante, il critico seppe cogliere la vitalità, il rigore formale e lo spirito sperimentale degli autori dei paesi dell’Est — oggi considerati grandi maestri dell’animazione — fissando negli anni Settanta il racconto e l’analisi di quelle scuole e delle loro tecniche in alcune monografie, tra cui spiccano Il cinema di animazione bulgaro (1972) e Il cinema di animazione ungherese (1973).

La serata intende inoltre promuovere e valorizzare il Fondo Archivistico Claudio Bertieri, conservato presso la sede della Fondazione Mario Novaro: vi si trovano i volumi e le riviste della sua biblioteca personale, i documenti di studio e di lavoro e tutti i materiali raccolti dal critico nel corso della sua vita — riviste, disegni, fotografie, cartoline, fotobuste, manifesti, brochure, oggetti ancillari del film ed effemeridi del cinema, ritagli di giornale e memorabilia.

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