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Le creuze di Genova: scalinate segrete tra terra e cielo

Le creuze sono il DNA segreto di Genova: scalinate lastricate che collegano i quartieri alti al mare, patrimonio unico dove ogni gradino racconta secoli di storia autentica.

29 Marzo 2026 · 9 min lettura
Le creuze di Genova: scalinate segrete tra terra e cielo
Twice25 & Rinina25, CC BY 2.5, via Wikimedia Commons

Quando la nebbia mattutina si alza dal porto e i primi raggi di sole filtrano tra i palazzi del centro storico, c’è un momento magico in cui Genova rivela il suo segreto meglio custodito. Non sono i palazzi dei Rolli né le chiese barocche, ma un reticolo di scalinate lastricate che si arrampica verso il cielo come una ragnatela di pietra. Le creuze – così le chiamano i genovesi – sono il DNA verticale di questa città che ha sempre guardato contemporaneamente al mare e alle colline.

Il termine deriva dal ligure “creuza”, che significa letteralmente “incrocio” o “via che sale”. Ma questa traduzione non rende giustizia alla realtà: le creuze sono molto più di semplici scalinate. Sono corridoi temporali dove il medioevo incontra il presente, dove i gatti si appostano sui gradini di ardesia e le nonne affacciate ai balconi osservano il mondo che cambia, gradino dopo gradino.

Percorrere le creuze significa entrare nella Genova autentica, quella che non finisce mai sulle cartoline ma che costituisce l’ossatura vera della città. Qui ogni pietra ha una storia, ogni svolta nasconde una sorpresa, ogni rampa di scale porta verso una prospettiva inedita su questa metropoli verticale che sfida le leggi della geografia.

La Creuza de Mä: sulle orme di De André

Non si può parlare delle creuze genovesi senza partire da quella che Fabrizio De André ha reso immortale. La Creuza de Mä – la “scalinata del mare” in genovese – non è un luogo fisico preciso ma un’idea poetica che racchiude l’essenza di tutte le scalinate che dalla città alta scendono verso il porto. Il cantautore genovese l’aveva immaginata come un percorso dell’anima, un viaggio tra i vicoli che dal Castelletto portano fino alle banchine.

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Creuza de Mä – Salita del Prione
Esperienza · Centro Storico
Partenza da Via del Molo, dietro Cattedrale San Lorenzo
Gratuito
20-30 minuti
La scalinata che ha ispirato De André. Percorso ripido ma breve, attraversa quartieri popolari autentici.
Scalinata storica nei vicoli del centro storico genovese
Una delle antiche creuze che dal centro storico salgono verso i quartieri alti, con i tipici gradini di ardesia consumati dal tempo.

Photo by Hasmik Ghazaryan Olson on Unsplash

Tuttavia, esiste una creuza che più di altre incarna lo spirito della canzone deandreiana: la scalinata di Salita del Prione, che dal quartiere del Molo sale verso Sant’Andrea. Qui, tra muri scrostati e balconi fioriti, si respira ancora l’atmosfera che ha ispirato versi immortali. La salita è ripida, i gradini consumati da secoli di passi, e a ogni svolta si aprono scorci inaspettati sul porto antico.

Il percorso inizia da Via del Molo, proprio dietro la Cattedrale di San Lorenzo. Salendo i primi gradini di pietra nera, ci si trova subito immersi in un mondo parallelo. Le case si stringono come in un abbraccio, le persiane sbattono al vento di mare, e dai piani alti arrivano profumi di sugo e voci in dialetto. È qui che si capisce perché De André parlava di “quella strada che non sa dove va”.

“Da ‘a creuza de mä se sente / u mä che u se lamenta / de ‘e rette che fan u nente / pe ‘e sòrdde che ghe menta”

— Fabrizio De André, Creuza de mä

Lungo la salita, al civico 14r, si trova una delle osterie storiche del quartiere, dove ancora oggi i portuali si fermano per un bicchiere di vino bianco. La scalinata prosegue poi attraversando Via di Pre, l’antica strada dei mercanti, per sbucare infine in Largo della Zecca, da dove la vista spazia su tutto il golfo.

Le creuze di Castelletto: il balcone naturale della città

Se la Creuza de Mä rappresenta l’anima popolare di Genova, le scalinate di Castelletto ne incarnano l’eleganza aristocratica. Questo quartiere, arroccato sulla collina che domina il centro storico, è raggiungibile attraverso un sistema di creuze che costituiscono un vero e proprio museo a cielo aperto dell’architettura genovese.

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Piazza Portello – Lavatoio storico
Gastronomia · Castelletto
Piazza Portello, Castelletto
Sempre accessibile
Gratuito
Piccola piazzetta nascosta con antico lavatoio pubblico ancora funzionante. Punto di sosta suggestivo.
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Scalinate di Castelletto – Salita di Sant'Anna
Esperienza · Castelletto
Partenza da Via Balbi, arrivo Spianata Castelletto
Gratuito (funicolare €1,20)
45 minuti
Elegante percorso tra ville liberty e giardini. Vista panoramica garantita. Alternativa: funicolare per la discesa.
Vista panoramica dal quartiere di Castelletto con le sue eleganti scalinate
Le scalinate di Castelletto offrono una prospettiva privilegiata sulla città, tra ville liberty e giardini pensili.

Emanuela Meme Giudic…, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

La più spettacolare è sicuramente la Salita di Sant’Anna, che parte da Via Balbi e si arrampica attraverso giardini nascosti e palazzine liberty fino alla Spianata Castelletto. I gradini, qui, non sono più la rozza pietra nera del porto, ma eleganti lastre di ardesia alternate a mattoni, incorniciate da balaustre in ferro battuto e abbellite da aiuole curate.

Salendo lentamente – la pendenza è notevole – si attraversano diversi “piani” della città. Al primo tornante, all’altezza di Salita della Provvidenza, si apre già una prima vista panoramica sui tetti del centro storico. Proseguendo, si incontra Villa Rossi, una delle dimore storiche del quartiere, oggi trasformata in residenze private ma ancora circondata da un giardino che profuma di glicine e rose antiche.

La vera sorpresa arriva però a metà percorso, quando la scalinata sbuca improvvisamente in una piccola piazzetta nascosta – Piazza Portello – dove il tempo sembra essersi fermato ai primi del Novecento. Qui si trova un antico lavatoio pubblico ancora funzionante e una fontanella di ghisa ornata dove generazioni di castellettini si sono dissetate.

L’ultima rampa della salita è la più suggestiva: circondata da ville in stile liberty con giardini pensili, porta direttamente alla Spianata, il “balcone” naturale di Genova. Ma il vero spettacolo non è la vista – quella la conoscono tutti – bensì il percorso per arrivarci: quei gradini che raccontano la stratificazione sociale di una città che ha sempre guardato verso l’alto.

Creuza di Santa Maria: il sentiero dei pellegrini

Meno conosciuta ma altrettanto affascinante è la Creuza di Santa Maria, che collega il quartiere della Maddalena alla chiesa di Santa Maria di Castello. Questa scalinata ha una storia particolare: nel medioevo era il percorso utilizzato dai pellegrini che, sbarcati al porto, salivano verso il santuario per ringraziare la Madonna del viaggio compiuto.

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Creuza di Santa Maria – Percorso dei pellegrini
Esperienza · Centro Storico
Da Piazza della Nunziata a Santa Maria di Castello
Gratuito
30-40 minuti
Antica via di pellegrinaggio con edicole votive medievali. Gradini originali in ardesia perfettamente conservati.
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Chiesa di Santa Maria di Castello
Monumento · Centro Storico
Salita Santa Maria di Castello 15
9:00-12:00, 15:30-18:00
Complesso medievale con museo e edicole votive lungo la creuza. Una delle chiese più antiche di Genova.
La scalinata medievale che conduce alla chiesa di Santa Maria di Castello
Le creuze che conducono ai santuari conservano ancora edicole votive e tracce dell’antica tradizione dei pellegrinaggi marinari.

Immagine generata con AI (Google Gemini)

Il tracciato inizia da Piazza della Nunziata e si sviluppa attraverso una serie di rampe e terrazzamenti che seguono le curve naturali della collina. A differenza delle altre creuze, qui la pietra originale è ancora perfettamente conservata: gradini di ardesia del Tigullio, lucidati da secoli di processioni e preghiere.

Quello che rende unica questa scalinata sono i numerosi edicole votive disseminate lungo il percorso. Piccole cappelle incastonate nei muri, con affreschi sbiaditi che raffigurano madonne e santi protettori dei naviganti. La più bella si trova a metà salita: un tabernacolo del XV secolo dedicato a Santa Maria di Castello, ancora decorato con ex voto marinari.

Il percorso attraversa anche uno dei chiostri più suggestivi della città: quello del Monastero di Santa Maria delle Grazie. Anche se l’ingresso è riservato, dalla creuza si può intravedere il giardino interno, con la sua fontana centrale e i portici ad archi che incorniciano un quadrilatero di pace in mezzo al caos urbano.

La scalinata culmina nella chiesa di Santa Maria di Castello, uno dei complessi religiosi più antichi di Genova. Ma il vero tesoro è il museo annesso, dove sono conservati affreschi medievali che raccontano proprio la storia dei pellegrini che percorrevano questa via di pietra.

Le creuze nascoste: Salita della Tosse e i segreti di Sarzano

Esistono poi le creuze che sfuggono a ogni mappa turistica, conosciute solo dai residenti del quartiere. La Salita della Tosse, ad esempio, è un gioiello nascosto nel cuore del quartiere di Sarzano. Il nome curioso deriva dalla pronuncia genovese di “Tosse” (da “tossa”, ragazza), ma la scalinata non ha nulla di giovanile: è uno dei percorsi più antichi della città.

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Salita della Tosse – Quartiere Sarzano
Esperienza · Centro Storico
Da Piazza Sarzano verso Via del Campo
Gratuito
15-20 minuti
Creuza nascosta tra case medievali abitate. Giardino pensile visibile a metà percorso. Molto autentica.
Una delle creuze nascoste del quartiere di Sarzano con case medievali
Le creuze meno conosciute come la Salita della Tosse conservano l’atmosfera autentica dei quartieri storici genovesi.

Superchilum, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Si accede dalla piccola e raccolta Piazza Sarzano, dominata dalla chiesa romanica di Sant’Agostino. La creuza si inerpica tra case medievali ancora abitate, dove sui balconi sventolano bandiere del Genoa e vasi di basilico curati come tesori familiari. I gradini sono stretti, consumati al centro dal passaggio di generazioni, e le mura che li delimitano trasudano storia da ogni pietra.

A metà percorso si incontra una delle sorprese più belle: un piccolo giardino pensile ricavato sul tetto di un palazzo medievale. Non è accessibile al pubblico, ma dalla scalinata si può ammirare questa oasi verde sospesa, dove crescono limoni e bouganville in vasi di terracotta arrangiati con l’arte del riciclo genovese.

“Pe chi a va pe ‘e creuze, Zena a se desvia comme ‘na figgia timida”

— Proverbio genovese: “Per chi percorre le scalinate, Genova si rivela come una ragazza timida”

La Salita della Tosse sbuca infine in Via del Campo, l’antica strada dei mercanti immortalata anche questa da De André. Da qui si può proseguire verso altre creuze meno conosciute, come quella che porta alla Commenda di Prè, oppure scendere verso il porto attraverso vicoli che sembrano tunnel scavati nella roccia.

Perché le creuze sono un tesoro nascosto

Il paradosso delle creuze genovesi è che rappresentano uno dei patrimoni architettonici più unici d’Europa, eppure rimangono praticamente sconosciute ai visitatori. Le ragioni sono diverse e tutte comprensibili: non sono segnalate dalle mappe turistiche tradizionali, richiedono una discreta preparazione fisica, e soprattutto non portano a “monumenti” nel senso classico del termine.

Ma è proprio questa invisibilità a renderle preziose. Le creuze sono rimaste autentiche perché non sono mai state turisticizzate. Qui vivono ancora famiglie che da generazioni abitano gli stessi palazzi, bambini che giocano sui gradini di pietra, anziani che si siedono al sole nei pochi slarghi disponibili. È la Genova vera, quella che non recita per i visitatori ma che semplicemente esiste.

Un’altra ragione della loro scarsa notorietà è la mancanza di cartellonistica. A differenza delle escaleras di Valparaíso o delle scale di Montmartre, le creuze genovesi non hanno mai avuto bisogno di presentazioni: erano semplicemente la strada di casa. Solo oggi, che il turismo culturale cerca autenticità, iniziano a essere scoperte da chi vuole conoscere Genova oltre la superficie.

Il periodo migliore per esplorarle è sicuramente la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e la luce del mattino o del tardo pomeriggio crea giochi di ombre tra i gradini. L’estate può essere impegnativa a causa della pendenza e del caldo, mentre l’inverno regala atmosfere particolari quando la nebbia avvolge le scalinate più alte.

Come esplorare le creuze: consigli pratici per camminatori urbani

Percorrere le creuze richiede una strategia. Prima di tutto, scarpe comode con suola antiscivolo: i gradini di ardesia, soprattutto quando sono umidi, possono essere traditori. Secondo, studiare un minimo la topografia: Genova è una città verticale dove è facile perdere l’orientamento se non si ha familiarità con la geografia dei quartieri.

Il consiglio migliore è partire dal centro storico e salire gradualmente, scegliendo un quartiere per volta. Un itinerario classico può iniziare dalla Cattedrale, proseguire verso il Molo attraverso la Creuza de Mä, per poi risalire verso Castelletto attraverso Via Balbi e la Salita di Sant’Anna. Il percorso completo richiede circa tre ore, soste comprese.

Per chi preferisce un approccio più rilassato, si può utilizzare la funicolare di Zecca-Righi per raggiungere le quote più alte e poi scendere attraverso le creuze, godendo dei panorami senza la fatica della salita. Ogni scalinata offre punti di sosta naturali: panchine ricavate in piccoli slarghi, fontanelle per dissetarsi, edicole votive dove fermarsi a riprendere fiato.

Un dettaglio importante: molte creuze attraversano proprietà private o passano accanto a abitazioni. Il rispetto per i residenti è fondamentale. Evitare rumori eccessivi, non fotografare finestre e balconi con biancheria stesa, e ricordare che questi sono quartieri vissuti, non musei all’aperto.

Infine, un consiglio per i più avventurosi: portare una mappa cartacea oltre al GPS del telefono. Tra i palazzi alti e i vicoli stretti, il segnale può essere debole, e orientarsi con le indicazioni tradizionali diventa parte del piacere della scoperta.

Le creuze di Genova aspettano solo di essere percorse. Ogni gradino è una pagina di storia, ogni svolta un nuovo punto di vista su una città che continua a sorprendere chi ha la pazienza di esplorarla lentamente. E quando avrete fatto l’ultima rampa e vi troverete con il fiato corto ma gli occhi pieni di bellezza, capirete perché i genovesi considerano le loro scalinate un tesoro da custodire gelosamente. Se Genova vi sta chiamando per un weekend di scoperte autentiche, le dimore genovabb.it nel cuore del centro storico sono il punto di partenza perfetto per iniziare la vostra esplorazione verticale di questa città unica al mondo.

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