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Bogliasco, Pieve Ligure, Sori: i borghi del Golfo senza folla

Bogliasco, Pieve Ligure, Sori: tre borghi del Golfo Paradiso a 20 minuti da Genova in treno, senza la folla della Riviera più famosa.

9 Agosto 2026 · 7 min lettura
Bogliasco, Pieve Ligure, Sori: i borghi del Golfo senza folla
Jiròni B., CC0, via Wikimedia Commons

C’è una domenica, d’agosto, in cui la voglia di mare si scontra con il pensiero della folla. Camogli affollata fin dal mattino, Portofino con la fila per il parcheggio, Boccadasse dove trovare un metro di scoglio libero è un’impresa. E allora viene da chiedersi: possibile che non ci sia un’alternativa, qualcosa a metà strada tra la comodità di Genova e l’atmosfera dei borghi più celebri della Riviera?

La risposta sta proprio nel tratto di costa che i genovesi chiamano Golfo Paradiso, la fascia che dal Levante cittadino corre verso Camogli passando per tre nomi che raramente finiscono nelle guide patinate: Bogliasco, Pieve Ligure, Sori. Bastano venti, al massimo venticinque minuti di treno da Genova per ritrovarsi in un altro ritmo — quello dei paesi dove la spiaggia è di sassolini e la piazza principale è ancora il posto dove si incontrano i vicini di casa, non i turisti con la macchina fotografica al collo.

Non aspettatevi calette da cartolina né vicoli dipinti su ogni guida della Liguria. Aspettatevi, invece, la sensazione più rara in questa parte di costa: quella di essere semplicemente lì, senza dover conquistare a gomitate un pezzo di spiaggia o aspettare in coda per un piatto di trofie.

Bogliasco: il torrente, il borgo e la spiaggia raccolta

Bogliasco si presenta con un’immagine che resta impressa: il torrente Bogliasco che sfocia proprio accanto al nucleo storico, con le case che si affacciano sull’acqua e un piccolo ponte che le unisce. È un paese costruito attorno a questo incontro tra torrente e mare, con un porticciolo raccolto dove i gozzi restano tirati in secca a pochi passi dai tavolini dei bar.

Il ponte romanico di Bogliasco che scavalca il torrente accanto alle case del borgo
Il ponte romanico di Bogliasco scavalca il torrente a pochi passi dal mare.

Davide Papalini, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il borgo vero e proprio si visita in poco tempo: una passeggiata lungo il mare, la chiesa parrocchiale, le case colorate che si specchiano nell’acqua del torrente quando la luce del pomeriggio le illumina di taglio. Non c’è la scenografia teatrale di Camogli, ma proprio per questo la sensazione è più autentica: gente del posto che va a fare la spesa, pescatori che sistemano le reti, bambini che giocano sul molo.

La spiaggia principale di Bogliasco è di ciottoli, non enorme, incorniciata dalle case del borgo da un lato e dalla vegetazione della collina dall’altro. D’estate si riempie, ma mai quanto le spiagge più note del Levante: chi arriva presto, verso le nove, trova ancora un buon posto senza dover prenotare ombrelloni con settimane di anticipo. Ci sono anche stabilimenti balneari attrezzati, per chi preferisce la comodità del lettino organizzato.

Pieve Ligure: il balcone panoramico tra gli ulivi

Pieve Ligure è diversa dagli altri due: non è propriamente un borgo di mare, ma un paese arroccato sulla collina, con la frazione di Pieve Alta che domina il golfo da una posizione che definire panoramica è quasi riduttivo. Si cammina tra terrazzamenti di ulivi e orti, con il blu del mare che compare a tratti tra i rami, e la sensazione — rara così vicino a Genova — di essere in un entroterra ligure autentico pur restando a un passo dalla costa.

I terrazzamenti di ulivi che circondano Pieve Ligure con il mare sullo sfondo
Da Pieve Alta lo sguardo abbraccia gran parte del Golfo Paradiso.

Dapa19, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La frazione bassa, Pieve Bassa, scende verso il mare e offre un piccolo arenile, ma il vero motivo per salire fin quassù è la vista. Dai punti più alti del paese lo sguardo abbraccia gran parte del Golfo Paradiso, da Genova fino a Camogli e, nelle giornate più limpide, oltre. È un luogo che i genovesi stessi conoscono soprattutto per le passeggiate del fine settimana: sentieri che si inerpicano tra i muretti a secco, con soste che sembrano pensate apposta per un caffè o un gelato all’ombra.

«Genova è una città dura che si compiace d’essere sentimentale. Immagina se stessa rude, ma dolce nel segreto. Il misantropo di buon cuore è un personaggio importante della commedia dialettale che essa recita nella vita. Un buon genovese non deve mai mostrarsi commosso, ma voltate le spalle deve sempre asciugare una lagrima di soppiatto.»

— Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

La frase di Piovene, pur riferita al capoluogo, si presta bene a descrivere anche questi paesi satellite: luoghi che il Golfo Paradiso tiene stretti, un po’ gelosamente, lontani dai grandi flussi turistici. Pieve Ligure è uno di quei posti che la Liguria non regala, ma nemmeno nasconde troppo: basta cercarla con un minimo di curiosità.

Sori: la focaccia, il torrente, il mare tranquillo

Sori ha una particolarità che i genovesi conoscono bene e che vale da sola il viaggio: la focaccia. Non quella di Recco, cugina più famosa e sottile con il formaggio filante, ma una focaccia più alta, morbida, che si accompagna volentieri a un pezzo di formaggio o si mangia semplice, ancora calda. Le panetterie del paese la sfornano durante tutta la giornata, e non è raro vedere genovesi che arrivano apposta in auto o in treno solo per questo.

Vassoi di focaccia genovese esposti nella vetrina di una panetteria
La focaccia in vetrina: nelle panetterie del Golfo Paradiso si sforna tutto il giorno.

Rachel Dalby, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il paese si sviluppa lungo la foce del torrente Sori, con un lungomare che alterna tratti di spiaggia libera a stabilimenti balneari, e un centro storico raccolto attorno alla parrocchiale. È un luogo che vive di un turismo familiare, discreto, fatto soprattutto di genovesi che qui hanno la seconda casa o che tornano ogni estate da generazioni. Passeggiare per Sori a metà mattina significa incrociare più bottegai che turisti, un dettaglio che a molti sembrerà un pregio, non un limite.

Quando andare

Questi tre borghi vivono bene tutto l’anno, ma le stagioni li trasformano in modo diverso. In piena estate, soprattutto nei weekend di luglio e agosto, anche Bogliasco e Sori si riempiono — mai come Camogli, ma il tutto esaurito nei parcheggi è frequente. Le mattine feriali d’agosto restano invece sorprendentemente tranquille. Maggio, giugno e settembre sono probabilmente il momento migliore: mare già caldo o ancora caldo, sentieri di Pieve Ligure percorribili senza il sole a picco, ristoranti senza attesa. In autunno e inverno, Pieve Ligure regala le viste più nitide sul golfo, quando l’aria è tersa e il paesaggio si legge fino all’orizzonte.

Come arrivare da Genova

Il treno è la scelta più comoda e, in questo caso, anche la più veloce. La linea Genova-Sestri Levante ferma a Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, con corse frequenti soprattutto nei giorni feriali e un buon servizio anche la domenica. Da Genova Brignole il tempo di percorrenza è di circa 15-20 minuti per Bogliasco, poco di più per Pieve Ligure e Sori, che sono le fermate successive lungo la stessa linea. È possibile anche partire da Genova Principe, con qualche minuto in più di viaggio.

Un treno regionale fermo alla stazione di Pieve Ligure sulla linea Genova-Sestri Levante
La linea Genova-Sestri Levante collega i tre borghi in pochi minuti.

HeavyMezza89, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Chi preferisce l’auto troverà la Via Aurelia che collega i tre paesi in pochi minuti l’uno dall’altro, ma il parcheggio nei centri storici è limitato, soprattutto d’estate: nei weekend di punta conviene mettere in conto qualche giro in più per trovare posto, oppure lasciare l’auto nelle aree di sosta ai margini dei paesi e proseguire a piedi. Per chi soggiorna in una delle dimore nel cuore di Genova, il treno resta comunque l’opzione più rilassante: si scende quasi al centro di ciascun borgo, senza pensieri di parcheggio.

Una domenica tra i tre borghi

Una possibilità è dedicare la mattina a Bogliasco: arrivo presto in treno, passeggiata lungo il torrente e il porticciolo, un bagno nella spiaggia di ciottoli prima che si riempia. Verso mezzogiorno, un salto in treno fino a Sori — sono pochi minuti — per il pranzo: qui la focaccia locale può bastare da sola, magari accompagnata da un piatto di pesce in una delle trattorie del lungomare.

Il pomeriggio si presta bene a Pieve Ligure, magari risalendo verso Pieve Alta per una passeggiata tra gli ulivi mentre la luce comincia ad addolcirsi. È il momento giusto per godersi il panorama sul golfo senza il caldo delle ore centrali, magari con una sosta per un caffè o un gelato in uno dei bar del paese alto. Chi preferisce un ritmo più lento può invece scegliere un solo borgo e viverlo per l’intera giornata, alternando spiaggia, passeggiata e un pranzo senza fretta: la vicinanza a Genova permette di improvvisare, senza il pensiero di dover rientrare entro un orario preciso.

Per il rientro, i treni verso Genova sono frequenti fino a sera, e il viaggio di ritorno — con il finestrino aperto e il mare che scorre a tratti tra le gallerie — è già parte della gita, non solo un trasferimento.

Il dettaglio che vale il viaggio

Il dettaglio più prezioso di questi tre borghi non è un monumento né un panorama, ma un’assenza: l’assenza di code. A Bogliasco si può ancora arrivare alle undici di mattina in agosto e trovare un posto in spiaggia senza aver prenotato settimane prima. A Sori si può entrare in una panetteria e comprare la focaccia scambiando due parole con chi la sforna, senza fila. A Pieve Ligure si può salire fino ai punti panoramici più alti e restare completamente soli, con il golfo intero disteso sotto di sé. È un lusso che in molti angoli della Riviera di Levante si è perso, e che qui, per ora, resiste.

Tornare a Genova la sera, dopo una giornata così, ha un sapore particolare: la salsedine ancora sulla pelle, il sacchetto della focaccia di Sori appena aperto, la stanchezza buona di chi ha camminato tra spiaggia e ulivi. È il momento in cui le nostre dimore nel centro storico smettono di essere un semplice alloggio e diventano il posto dove raccontare la giornata, magari sfogliando la guida di Genova per decidere la prossima gita della settimana.

Se questa domenica avete voglia di scoprire un pezzo di Liguria meno raccontato, i borghi del Golfo Paradiso vi aspettano a un passo da casa. E se Genova vi sta chiamando per il weekend, noi siamo qui: potete prenotare il vostro soggiorno e scegliere la base perfetta da cui partire ogni mattina, per tornare la sera con una storia nuova da raccontare.

Storie, segreti e sapori di Genova. La Superba è il magazine di genovabb.it — raccontiamo la città come la vivono i genovesi, ogni settimana, una rubrica alla volta.
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