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Alessandria in un giorno: la Cittadella, il Borsalino e i Baci di dama

A un'ora da Genova, Alessandria sorprende con la Cittadella settecentesca, il museo Borsalino e i Baci di dama: la gita d'entroterra meno scontata.

12 Luglio 2026 · 8 min lettura
Veduta aerea di Alessandria all'alba con il ponte Meier sul fiume Tanaro
Sergio Serafini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

C’è una domenica in cui la Liguria vi sta bene addosso ma la curiosità chiede qualcosa di diverso. Non il mare, stavolta. Non i vicoli salati dei caruggi, non il profumo di focaccia che esce dai forni la mattina presto. Una domenica in cui viene voglia di guardare oltre l’Appennino, verso quella striscia di Piemonte che confina con la Liguria quasi senza che ve ne accorgiate, cambiando lingua del paesaggio: le colline si allargano, i vigneti prendono il posto degli ulivi, l’aria si fa più secca e più continentale.

Bastano circa un’ora da Genova per ritrovarvi ad Alessandria, una città che in pochi mettono in agenda e che invece nasconde una delle fortificazioni più imponenti d’Europa, la storia di un cappello diventato leggenda internazionale, una pasticceria fatta di piccoli capolavori e il ricordo di uno degli intellettuali italiani più influenti del Novecento. Alessandria non è una città che si racconta da sola sui social: va scoperta, va vissuta con calma, va capita passo dopo passo. Ed è proprio questo, in un’epoca di mete fotografate e già viste, il suo pregio più grande.

Una città di frontiera, tra Piemonte e Liguria

Alessandria nacque come città di confine e di alleanza, fondata dai comuni della Lega Lombarda nel dodicesimo secolo in funzione anti-imperiale, e da allora ha sempre avuto un carattere ibrido, cerniera tra il mondo padano e quello ligure-marittimo. Camminando per il centro storico si respira proprio questo: un’urbanistica ariosa, piazze ampie, palazzi signorili in mattoni che raccontano un passato di commerci e di manifatture, ben lontano dalla verticalità dei caruggi genovesi.

Il cuore cittadino è Piazza della Libertà, la piazza principale su cui si affaccia il Municipio: ampia, ariosa, pensata per la vita pubblica e il passeggio, molto diversa nelle proporzioni dalle piazze strette della Superba. Da qui si diramano le vie del centro, con negozi storici, bar con tavolini all’aperto e quella cadenza tranquilla tipica delle città piemontesi di provincia, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo più disteso rispetto alla frenesia costiera d’estate.

La Cittadella, una fortezza che pochi si aspettano

Il motivo per cui Alessandria merita da sola un viaggio è la sua Cittadella, una fortificazione a pianta stellare tra le più grandi e meglio conservate d’Europa, costruita nel Settecento sotto il dominio sabaudo sulla sponda del Tanaro, di fronte al centro storico. Vederla dall’alto, o anche solo intuirne la sagoma imponente durante una visita a terra, dà la misura di cosa significasse un tempo difendere un territorio strategico tra Piemonte, Lombardia e Liguria.

La Cittadella di Alessandria, fortezza a pianta stellare del Settecento vista dall'alto
La Cittadella di Alessandria vista dall’alto: una delle fortezze bastionate settecentesche meglio conservate d’Europa.

Brigante mandrogno, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La struttura è stata per decenni chiusa al pubblico e utilizzata a fini militari, il che ha paradossalmente contribuito a preservarla quasi intatta nel tempo: bastioni, polveriere, cortili interni, gallerie sotterranee raccontano un’ingegneria militare sofisticata, pensata per resistere agli assedi con sistemi di difesa complessi e ridondanti. Negli ultimi anni la Cittadella è stata progressivamente aperta a visite guidate e eventi, e rappresenta oggi uno dei motivi principali per cui vale la pena raggiungere Alessandria: non è la classica fortezza-museo polverosa, ma un monumento che si può ancora leggere nella sua funzione originaria, camminando tra le mura e provando a immaginare i soldati di guarnigione, le manovre, la vita quotidiana all’interno di un organismo difensivo pensato per durare secoli.

Il Borsalino e la città della paglia

Alessandria ha un secondo motivo di fama, più leggero ma altrettanto identitario: è la città del cappello Borsalino, il fedora che ha vestito attori, gangster cinematografici e uomini eleganti in tutto il mondo per oltre un secolo. La manifattura Borsalino nacque qui nell’Ottocento e trasformò Alessandria in un polo internazionale della cappelleria, tanto che la città viene ancora oggi ricordata come la capitale italiana del cappello.

Un cappello fedora in feltro, simbolo della tradizione Borsalino di Alessandria
Il fedora, il modello di cappello che ha reso celebre in tutto il mondo la manifattura alessandrina.

Toxophilus, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Oggi questa storia industriale e artigianale è raccontata al Museo del Cappello Borsalino, che ripercorre le tappe della produzione, le tecniche di lavorazione della paglia e del feltro, gli strumenti storici e i modelli che hanno fatto la fortuna del marchio nel Novecento. È un museo di piccole dimensioni ma di grande fascino per chi ama la storia del costume e del lavoro artigianale italiano, e permette di capire come una città di provincia sia riuscita a imporre un oggetto simbolo in tutto il mondo, dal cinema hollywoodiano alle grandi capitali europee.

Il riferimento a Umberto Eco non è casuale: il grande semiologo e scrittore, autore de Il nome della rosa, nacque proprio ad Alessandria nel 1932, e la città conserva un legame profondo con la sua figura, anche se non necessariamente attraverso percorsi museali strutturati. Camminare per queste strade con la consapevolezza che qui è nato uno degli intellettuali più influenti del secondo Novecento aggiunge uno strato di significato alla visita: Alessandria non è solo cappelli e fortificazioni, è anche una città che ha saputo generare pensiero critico e narrativa capace di attraversare i confini nazionali.

I Baci di dama e la pasticceria alessandrina

Se la Cittadella è il motivo storico per venire, e il Borsalino quello industriale, i Baci di dama sono la ragione golosa. Questi piccoli dolcetti, formati da due semisfere di pasta di nocciola o mandorla unite da un velo di cioccolato fondente, sono un’invenzione contesa tra diverse città piemontesi, ma Alessandria ne rivendica con orgoglio una tradizione pasticcera solida e riconosciuta, fatta di forni storici che li preparano ancora secondo ricette tramandate da generazioni.

Baci di dama, i tipici dolcetti piemontesi di pasta di nocciola e cioccolato
Baci di dama: due semisfere di pasta di nocciola unite da un velo di cioccolato fondente.

Okhjon, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Vale la pena dedicare un momento della giornata a una pasticceria del centro, magari abbinando i Baci di dama a un caffè o a un bicchiere di vino locale nel tardo pomeriggio. La pasticceria piemontese, qui, si intreccia con quella tradizione più ampia che ha reso famose in tutto il mondo nocciole, cioccolato e creme, e assaggiarla in loco, senza il filtro delle confezioni da regalo, è un’esperienza sensoriale diversa.

Barbera e Grignolino, i vini del territorio

Le colline intorno ad Alessandria fanno parte di un territorio vitivinicolo di lunga tradizione, dove crescono in particolare due vitigni molto amati dai piemontesi: il Barbera, che qui trova espressioni DOC di buon carattere, corpo pieno e acidità vivace, perfetto compagno di carni rosse e formaggi stagionati, e il Grignolino, più delicato e speziato, meno strutturato ma capace di sorprendere per la sua beva fresca e la sua eleganza discreta. Un pranzo o una cena ad Alessandria sono l’occasione ideale per assaggiare entrambi, magari abbinati a un piatto di agnolotti o a un tagliere di salumi piemontesi, ben lontani dai sapori marittimi a cui siamo abituati sulla costa ligure.

Vigneti del Monferrato acquese, le colline dei vini Barbera e Grignolino intorno ad Alessandria
I vigneti del Monferrato acquese, dove nascono la Barbera e il Grignolino, i vini simbolo del territorio alessandrino.

Airb97, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Come arrivare ad Alessandria da Genova

Alessandria si raggiunge comodamente sia in auto sia in treno, ed è una delle gite più semplici da organizzare per chi soggiorna a Genova senza vettura propria. In auto, il percorso più diretto segue l’autostrada A26 in direzione nord verso il Piemonte, con un tempo di percorrenza che si aggira sui 45-55 minuti, dipendente dal traffico soprattutto nei tratti appenninici. Il parcheggio in città non è mai un problema serio: ci sono aree di sosta a pagamento nelle vicinanze del centro storico e della stazione.

In treno, Alessandria è collegata a Genova con corse regionali e regionali veloci con buona frequenza durante la giornata, per un tempo di viaggio di circa un’ora. È probabilmente l’opzione più comoda per chi non vuole affrontare il traffico e vuole scendere direttamente nel cuore della città: la stazione di Alessandria è infatti a pochi minuti a piedi dal centro storico e da Piazza della Libertà, il che rende la gita perfettamente fattibile anche senza auto.

Una giornata tipo ad Alessandria

Se partite da Genova la mattina presto, potete arrivare ad Alessandria in tarda mattinata e dedicare le prime ore alla visita della Cittadella, magari con una visita guidata che vi permetta di comprenderne appieno la complessità difensiva. È il momento della giornata in cui la luce è migliore per fotografare i bastioni e i cortili interni, e in cui le temperature, soprattutto d’estate, sono ancora sopportabili per una camminata all’aperto.

Verso mezzogiorno potete rientrare in centro per il pranzo, scegliendo una trattoria piemontese classica nei pressi di Piazza della Libertà o delle vie limitrofe, dove assaggiare un primo piatto di tradizione locale accompagnato da un bicchiere di Barbera. Il primo pomeriggio si presta bene alla visita del Museo del Cappello Borsalino e a una passeggiata tra le vie del centro storico, tra negozi, architetture ottocentesche e l’atmosfera pacata di una città che vive senza la pressione del turismo di massa.

Nel tardo pomeriggio, prima di riprendere la strada verso Genova, una sosta in una pasticceria storica per i Baci di dama è quasi un rito obbligato: un piccolo momento dolce da portare con sé, letteralmente, magari in una scatola da gustare la sera stessa, tornati nella vostra dimora genovese. Se la giornata cade di sabato, vale la pena arrivare un po’ prima per il mercato settimanale, che anima le vie del centro con bancarelle di prodotti tipici, tessuti e articoli vari, offrendo uno spaccato autentico della vita cittadina lontano da ogni scenografia turistica.

Il dettaglio che vale il viaggio

Ciò che rende Alessandria davvero speciale, più di ogni singolo monumento, è la sensazione di trovarsi in una città che non ha mai smesso di essere se stessa. Non ci sono folle da schivare, non ci sono percorsi turistici presi d’assalto: la Cittadella si visita con calma, i negozi del centro sono ancora frequentati dai residenti più che dai turisti, i baristi vi chiacchierano volentieri sapendo che siete di passaggio. È una città che va assaporata lentamente, un po’ come i suoi Baci di dama, piccoli ma densi di sapore, che non hanno bisogno di essere grandi per essere memorabili. Ed è proprio in questa dimensione fuori dal tempo, in questa provincia piemontese solida e poco esibita, che si nasconde il fascino più autentico di Alessandria: una città che, come i suoi cittadini più illustri, preferisce la sostanza alla forma.

Il ritorno a Genova

Quando la sera scende sull’Appennino e riprendete la strada verso la costa, portate con voi il gusto di una giornata diversa: fortezze settecentesche, cappelli da film, dolci di pasta di mandorla, un bicchiere di Barbera bevuto con calma. Tornare a Genova, alla fine di una gita come questa, significa tornare a casa nel senso più pieno della parola. Le nostre dimore nel cuore della città vi aspettano per una doccia calda, una finestra aperta sui tetti liguri e la sensazione di aver vissuto due mondi in un solo giorno. Se questa domenica avete voglia di partire davvero, potete prenotare il vostro soggiorno e organizzare la gita ad Alessandria come tappa di un weekend genovese più ampio, magari sfogliando anche le altre proposte del nostro magazine per le prossime domeniche fuori porta.

Storie, segreti e sapori di Genova. La Superba è il magazine di genovabb.it — raccontiamo la città come la vivono i genovesi, ogni settimana, una rubrica alla volta.
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