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Gita da Genova ad Acqui Terme: acque fumanti, storia romana e Brachetto

A poco più di un'ora da Genova, Acqui Terme offre un perfetto mix di benessere, storia romana e grandi vini. Scoprite la magia della fonte Bollente a 74°C.

21 Giugno 2026 · 9 min lettura
L'edicola marmorea della Bollente nella piazza di Acqui Terme
Immagine generata con AI (Google Gemini)

Il richiamo dell’entroterra: dal mare alle colline del Monferrato

C’è un momento, durante un soggiorno a Genova, in cui la voglia di esplorare si spinge oltre la linea dell’orizzonte marino. È la classica sensazione della domenica mattina, quando il cielo terso della Liguria vi invita a mettervi in viaggio. Avete già ammirato i palazzi storici, vi siete persi nei caruggi e avete respirato la salsedine passeggiando nei borghi marinari. Ora, immaginate di voltare le spalle al mare per un momento e di guardare verso i monti. L’Appennino, che abbraccia e protegge la città, non è un muro invalicabile, ma un ponte naturale verso paesaggi completamente diversi.

Basta infatti poco più di un’ora di viaggio lasciando le nostre dimore nel cuore di Genova per assistere a una metamorfosi geografica sorprendente. La roccia scoscesa ligure cede il passo alle dolci e ordinate colline del Basso Piemonte. L’aria salmastra viene sostituita dai profumi terrosi dei boschi, dei mosti e delle vigne. Siete entrati nel Monferrato, e la vostra destinazione è una delle perle più singolari di questo territorio: Acqui Terme.

Questa elegante cittadina piemontese rappresenta la gita fuori porta perfetta per chi desidera unire benessere, scoperte archeologiche e un’eccellente offerta enogastronomica. Acqui Terme non è semplicemente un luogo di villeggiatura, ma una città che vive in simbiosi con il suo elemento primario: l’acqua termale. Un’acqua che ha plasmato la sua urbanistica, la sua economia e la sua identità fin dai tempi in cui le legioni romane marciavano su queste terre.

La Bollente: il cuore pulsante e fumante della città

Il vostro primo incontro con l’anima di Acqui Terme avverrà inevitabilmente nel suo salotto a cielo aperto: Piazza della Bollente. Mentre vi avvicinate camminando lungo Corso Italia, la via dello struscio cittadino ricca di caffè e boutique, noterete qualcosa di insolito. Anche in piena estate, ma soprattutto nelle frizzanti mattine autunnali o invernali, vedrete alzarsi una colonna di vapore bianco dal centro della piazza. È un respiro continuo, caldo, che porta con sé un inconfondibile e leggero profumo sulfureo.

🏛️
Monumento
Piazza della Bollente, Acqui Terme
Sempre accessibile
Gratuito
Fonte termale pubblica accessibile liberamente a tutte le ore. L'acqua sgorga a 74,5°C, fate attenzione a non scottarvi.
La sorgente termale della Bollente ad Acqui Terme da cui sgorga acqua a 74,5 gradi
La vena di acqua termale che sgorga fumante a 74,5°C dall’edicola della Bollente, cuore pulsante di Acqui Terme.

Alessio Sbarbaro, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Al centro della piazza sorge un’elegante edicola ottagonale in marmo, progettata nel 1879 dall’architetto Giovanni Ceruti. Sotto questa struttura neoclassica sgorga, ininterrottamente, la fonte termale che dà il nome alla piazza. L’acqua della Bollente emerge dalle profondità della terra a una temperatura impressionante di 74,5 gradi centigradi. È un fenomeno naturale ipnotico. Avvicinatevi con cautela: il rito impone di sfiorare l’acqua o di bere un piccolo sorso dai rubinetti laterali, ma fate attenzione, perché il nome non mente, l’acqua scotta davvero.

La piazza non è solo un’attrazione turistica, ma il vero centro di aggregazione degli acquesi. È qui che ci si dà appuntamento, è qui che i bambini giocano cercando di acchiappare le nuvole di vapore, ed è qui che si percepisce il ritmo lento e rilassato di una città abituata a farsi cullare dal calore della terra. Sedetevi in uno dei caffè che si affacciano sulla piazza, ordinate un espresso e godetevi lo spettacolo di questo teatro urbano dove la natura è la protagonista assoluta.

Sulle tracce dell’Impero: l’antica Aquae Statiellae

La ricchezza geotermica di questo territorio non poteva certo passare inosservata agli antichi Romani, grandi estimatori delle pratiche termali. Nel II secolo a.C., fondarono qui la città di Aquae Statiellae, trasformandola rapidamente in uno dei centri di cura e villeggiatura più rinomati dell’Impero, citato persino dagli storici dell’epoca per la qualità straordinaria delle sue fonti.

Gli archi dell'acquedotto romano di Acqui Terme su prato verde
I maestosi piloni e archi dell’Acquedotto Romano, testimonianza dell’importanza di Aquae Statiellae nell’antichità.

Guntars Mednis, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

“Sunt et in Statiellorum finibus aquae calidae…” (Ci sono anche nel territorio degli Statielli acque calde…)

— Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, Libro XXXI

Le testimonianze di questo glorioso passato sono ancora oggi visibili e perfettamente integrate nel tessuto cittadino. Per comprenderne la grandezza, vi suggeriamo di visitare il Castello dei Paleologi, un’imponente fortezza medievale circondata da un parco lussureggiante, che oggi ospita il Civico Museo Archeologico. Al suo interno potrete ammirare reperti straordinari, mosaici intricati e oggetti di uso quotidiano che vi permetteranno di ricostruire la vita nell’antica stazione termale.

Ma il vero capolavoro dell’ingegneria romana vi aspetta poco fuori dal centro storico. Con una breve e piacevole passeggiata, raggiungete le sponde del fiume Bormida. Qui, maestosi e silenziosi, si ergono i resti dell’Acquedotto Romano. Quindici imponenti piloni in laterizio, uniti da archi slanciati, si stagliano contro il cielo e il verde circostante, testimoniando la maestria costruttiva di duemila anni fa. Passeggiare lungo l’argine del fiume al tramonto, con la luce dorata che accende il rosso dei mattoni romani, è un’esperienza visiva che da sola vale il viaggio da Genova.

Benessere termale: dalla tradizione alle spa moderne

Se la storia vi ha affascinato, è tempo di passare dalla teoria alla pratica. Acqui Terme vanta una tradizione curativa secolare, basata non solo sulle acque sulfureo-salso-bromo-iodiche, ma anche sui fanghi naturali, considerati tra i migliori d’Europa. La città è divisa idealmente in due poli termali: il centro storico, con lo storico stabilimento delle Nuove Terme, e la zona Bagni, situata al di là del fiume Bormida.

La zona Bagni, raggiungibile attraversando il ponte sul fiume, è un’area verde e tranquilla dove si respira l’atmosfera della Belle Époque. Sebbene alcuni degli storici Grand Hotel siano in attesa di rilancio, il fascino del viale alberato e dei giardini curati rimane intatto. Qui si trova anche il Lago delle Sorgenti, un moderno centro benessere olistico dove potrete immergervi in piscine termali calde, sperimentare percorsi Kneipp e lasciarvi massaggiare dall’acqua in un ambiente di totale relax. Se desiderate inserire una pausa di puro benessere nella vostra gita, vi consigliamo di prenotare l’ingresso in anticipo.

Anche senza immergervi completamente, l’atmosfera termale pervade ogni angolo. L’aria pulita, i ritmi dilatati e la cura del verde pubblico fanno di Acqui Terme un luogo dove lo stress cittadino sembra semplicemente evaporare, proprio come l’acqua della sua fonte principale.

I sapori del Monferrato: Brachetto, amaretti e tradizioni contadine

Una gita in Piemonte non può dirsi completa senza un’esplorazione approfondita della sua enogastronomia, e Acqui Terme, situata all’incrocio tra le Langhe, il Monferrato e l’Appennino Ligure, offre un patrimonio culinario di prim’ordine. La vicinanza con la Liguria si fa sentire: non stupitevi di trovare ottime farinate cotte a legna o la focaccia nelle panetterie del centro, testimonianza dei continui scambi commerciali avvenuti nei secoli attraverso l’Appennino.

Un calice di vino Brachetto d'Acqui servito con amaretti morbidi
Il Brachetto d’Acqui DOCG, eccellenza enologica del territorio, è l’abbinamento perfetto per i morbidi amaretti locali.

Yozh, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Tuttavia, sedendovi in una delle accoglienti trattorie del centro storico, sarete immersi nei sapori forti e rassicuranti della tradizione piemontese. Iniziate con un classico vitello tonnato o una battuta di carne cruda al coltello. Proseguite con un piatto di agnolotti al plin, rigorosamente serviti al tovagliolo o bagnati nel sugo d’arrosto. Nelle stagioni più fredde, i profumi del tartufo bianco o i sapori intensi del fritto misto alla piemontese e della bagna cauda domineranno le tavole.

Ma Acqui Terme è, prima di tutto, terra di grandi vini. Il re indiscusso di queste colline è il Brachetto d’Acqui DOCG. Dimenticate i vini rossi corposi e tannici: il Brachetto è un vino rosso dolce, leggermente frizzante, caratterizzato da un profumo inebriante di rosa e fragolina di bosco. È il vino della festa, dell’allegria, perfetto per accompagnare i dessert. Al fianco del Brachetto, troverete eccellenti produzioni di Moscato d’Asti, Dolcetto e Barbera del Monferrato. Per una degustazione guidata, vi suggeriamo di fare tappa all’Enoteca Regionale situata nelle splendide cantine di Palazzo Robellini.

Prima di ripartire, c’è un acquisto obbligato per prolungare la dolcezza della gita: gli Amaretti di Acqui. A differenza dei classici amaretti secchi, quelli acquesi sono morbidi, preparati con mandorle dolci e amare, zucchero e albume d’uovo. Ogni pasticceria del centro custodisce gelosamente la propria ricetta; provateli accompagnati proprio da un calice di Brachetto, un abbinamento che esalta entrambi i prodotti.

Come arrivare da Genova e consigli pratici

Raggiungere Acqui Terme dalle nostre strutture genovesi è semplice e offre diverse opzioni, permettendovi di scegliere tra la comodità dell’auto e il fascino slow del treno.

In auto: Il percorso più rapido e diretto prevede l’utilizzo dell’autostrada A26 (Genova-Gravellona Toce). Imboccate l’autostrada al casello di Genova Est, Ovest o Aeroporto (a seconda della vostra posizione) e proseguite in direzione nord, superando il Passo del Turchino. Uscite al casello di Ovada e da lì seguite le indicazioni per Acqui Terme percorrendo la pittoresca Strada Provinciale 456 del Turchino. Il viaggio dura circa un’ora e un quarto. Giunti ad Acqui, troverete ampi parcheggi gratuiti o a pagamento nelle immediate vicinanze del centro storico, come l’ex Caserma Battisti o Piazza Facelli.

In treno: Se preferite viaggiare senza pensieri e godervi il paesaggio, il treno è un’opzione affascinante. La linea ferroviaria storica Genova-Ovada-Acqui Terme si snoda attraverso l’Appennino superando viadotti e valli boscose. I treni regionali partono regolarmente dalla stazione di Genova Brignole o Genova Piazza Principe. Il tragitto dura in media un’ora e mezza, ma vi lascerà direttamente a pochi passi dal centro pedonale di Acqui Terme, rendendo l’auto del tutto superflua per la vostra giornata di esplorazione.

Un consiglio pratico: se amate i mercati, programmate la vostra gita di martedì o venerdì mattina. Le piazze del centro si riempiono di banchi colorati dove potrete acquistare prodotti agricoli locali, formaggi del Monferrato e specialità del territorio direttamente dai produttori.

Un itinerario ideale per la vostra giornata

Per aiutarvi a trarre il massimo dalla vostra gita, ecco una proposta di itinerario flessibile, pensata per chi cerca il giusto equilibrio tra cultura, gastronomia e relax.

Arrivate ad Acqui Terme verso le 10:00 del mattino. Iniziate con una colazione in uno dei caffè storici di Corso Italia, gustando un cappuccino accompagnato da un amaretto morbido locale. Da lì, passeggiate verso Piazza della Bollente per ammirare i vapori termali nella frizzante aria mattutina. Scattate qualche foto e proseguite la passeggiata salendo verso il Castello dei Paleologi. Prendetevi un’ora per visitare il Museo Archeologico e godervi la vista panoramica sui tetti della città e sulle colline circostanti.

Per l’ora di pranzo, scendete nuovamente nel dedalo di vicoli del centro storico. Scegliete una tipica osteria piemontese e concedetevi un pasto lento e saporito: un antipasto misto con salumi locali, un bel piatto di agnolotti e un calice di Barbera vi rimetteranno in pace con il mondo.

Nel pomeriggio, smaltite il pranzo con una passeggiata rigenerante. Attraversate il fiume Bormida per esplorare la zona Bagni, ammirando le architetture di fine Ottocento. Poi, seguite l’argine del fiume lungo la Passeggiata Fonte dell’Acqua Marcia fino a raggiungere i maestosi resti dell’Acquedotto Romano. È il momento perfetto per scattare fotografie, quando il sole comincia a scendere e la luce si fa più calda.

Concludete la giornata tornando verso il centro per un aperitivo in enoteca: un calice di Brachetto d’Acqui o di Alta Langa DOCG sarà il brindisi perfetto prima di rimettervi in viaggio verso il mare.

Il dettaglio che vale il viaggio

C’è un piccolo segreto ad Acqui Terme che spesso sfugge ai visitatori più frettolosi. Mentre tutti si concentrano sull’acqua caldissima della Bollente, pochi sanno che la natura qui gioca sui contrasti. Passeggiando oltre il fiume Bormida, nei pressi dell’Acquedotto Romano, troverete una piccola fontanella in pietra seminascosta nel verde. È la cosiddetta “Acqua Marcia”. A differenza della sua celebre sorella in centro città, questa fonte termale sgorga fredda, a circa 19 gradi, ed è caratterizzata da un odore sulfureo molto più intenso e penetrante (da cui il nome poco lusinghiero). Assaggiarla o semplicemente annusarla vi farà comprendere appieno la complessità geologica di questo incredibile territorio, offrendovi un’esperienza sensoriale cruda e autentica, lontana dai marmi levigati del centro.

Il ritorno alla Superba

Quando il sole tramonta dietro le colline del Monferrato, è tempo di riprendere la via del mare. Il viaggio di ritorno è sempre un momento di bilanci piacevoli, con il bagagliaio magari arricchito da qualche bottiglia di vino e una scatola di amaretti. Scendere dall’Appennino e vedere nuovamente le luci di Genova riflettersi sull’acqua scura del porto è un’emozione che non stanca mai. È la bellezza di esplorare partendo da una base perfetta. Tornare nelle nostre dimore non significa rientrare in una fredda stanza d’albergo, ma ritrovare il calore di una vera casa genovese, dove potrete riposare e sognare la prossima avventura. Se la Liguria e i suoi magnifici dintorni vi stanno chiamando, noi siamo qui per accogliervi: potete prenotare ora il vostro soggiorno e iniziare a pianificare itinerari indimenticabili leggendo la nostra guida di Genova e i consigli de La Superba.

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